Baffino
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Era il 1999 quando il nostro valente Ministro degli Esteri, all’epoca Primo Ministro, decise di appoggiare l’aggressione della NATO nei confronti della Serbia, causa la solita messa in scena autonomista finanziata dai servizi mica tanto segreti. Al tintinnar di colme flute a non ricordo quale anniversario, il cinquantesimo mi pare, della NATO i Serbi morivano sotto le bombe intelligenti, talmente intelligenti che ancora oggi il Danubio e l’Adriatico inquinati ricordano e ringraziano, per dirne due. Nove anni non son passati invano per quegli storici monasteri ortodossi, tra i più belli d’Europa, bruciati dalla fiamma indipendentista; ma si sa, il nostro era comunista e cosa vuoi che sia per un comunista un monastero in più o in meno. Ai giorni nostri, il Ministro conclude l’opera riconoscendo, in buona (?) compagnia e contro il diritto internazionale, una provincia come stato indipendente. La sa lunga D’Alema, talmente lunga da avvertire i Serbi di non fare troppo gli “scontrosi”, in fondo, molto in fondo, l’Italia è amica della Serbia, un po’ più degli Stati Uniti però, e ne comprende l’amarezza. Ora l’opera è conclusa, dopo 63 anni l’ex Jugoslavia, ventre molle d’Europa, disgregata. Chissà perché la Russia se la prende tanto?
Paolo Roversi su http://www.gennarocarotenuto.it
















Gennaro Carotenuto | 22 febbraio 2008 19:38 | Rispondi
Ieri per la prima volta in vita mia mi sono trovato d’accordo con José María Aznar e con il fondo che ha pubblicato ieri su Il Mattino di Napoli.
Paolo Roversi | 23 febbraio 2008 08:13 | Rispondi
Il link dell’articolo:
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080221&ediz=NAZIONALE&npag=8&file=1SOTTO.xml&type=STANDARD