Friday 10 February 2012, 02:39

Messico:la criminalizzazione della protesta sociale

La democrazia messicana, dopo le ultime elezioni presidenziali del 2 luglio 2006, vinte per una manciata di voti e in modo poco chiaro da Felipe Calderón Hinojosa, del PAN (Partito di Azione Nazionale) attualmente  poggia le sue fragilissime  basi proprio su questo contestatissimo e assolutamente poco trasparente processo elettorale che ha lasciato il paese nel dubbio se considerare o meno l’attuale presidente legittimo o espurio (illegittimo).

Qualunque sia la legittimità o meno della presidenza di Felipe Calderón,  attualmente il Messico è ben lontano dal poter essere considerato una  democrazia.

Segnato da questa debolezza originaria, l’attuale governo ha rafforzato il suo potere e il consenso intorno al suo mandato, avvalendosi dell’appoggio incondizionato delle Forze Armate.

La nomina di Francisco Ramirez Acuña come ministro degli Interni, ne è la dimostrazione.

Sul suo capo pendono infatti circa  640 denunce per tortura e il suo operato quando era  governatore dello stato di Jalisco,  ha all’attivo centinaia di casi di sparizioni forzate, abuso dell’uso della forza e torture.

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