Fidel Castro, scusate se riciclo anche io
M’hanno telefonato perfino da una radio argentina per sapere che ne pensavo di Fidel. A parte l’Argentina, con tutti quelli che mi hanno chiamato dall’Italia mi sono avvalso della facoltà di non rispondere. E’ che non ho altro da aggiungere sulla Storia, e non ho la palla di vetro sul futuro. Annoto che Omero Ciai consiglia i cubani: “come prima cosa rompete con Hugo Chávez” e penso che il troiaio che gira intorno ai fuorusciti di Miami non sia una cosa seria.
Con una punta di presunzione, quello che dovevo dire su Fidel l’ho scritto già nel suo coccodrillo, che anche questa volta non servirà e che ripropongo di seguito. Noto che nell’articolo parlavo di 300 prigionieri politici. Nel frattempo, nel “gulag tropicale”, questi, secondo Amnistia Internazionale, sono diminuiti a 54. Sono sempre 54 di troppo ma sono sempre meno del 10% dei prigionieri politici detenuti a Cuba. Il 90% dei prigionieri politici a Cuba (salvo una dozzina) non sono mai stati incriminati di alcun delitto, e non hanno mai visto un avvocato. Quei 600 disgraziati stanno a Guantanamo e sono prigionieri politici del governo degli Stati Uniti d’America.
Fidel Castro; appunti per un coccodrillo che per ora non servirà – articolo del 2 agosto 2006
Si poteva scommettere che oggi Pierluigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, avrebbe usato le parole “satrapo” e “satrapia” con l’aggiunta dell’aggettivo “tropicale” per definire Fidel Castro e la Rivoluzione cubana. Che noia! Che superficialità di analisi (sic!) per il principale quotidiano italiano! Ci si domanda perfino che titoli abbia Pierluigi Battista per scrivere di America Latina se non riesce ad esprimere altro che una sequela di termini come “satrapo”, “gulag tropicale”, “dittatore sanguinario”. Forse scriverli costituisce un titolo di merito in certi ambienti, ma tali termini non contribuiscano in nulla a spiegare 47 anni di Rivoluzione a Cuba. Stantie, schematiche, scontate, soprattutto colpevolmente autoreferenti, appaiono tutte le analisi sulla Rivoluzione cubana, soprattutto da quella sinistra che nel condannare sempre e comunque Cuba vede una comoda maniera di emendare il proprio peccato originale.
Fidel morirà. Probabilmente non questa volta -auguro lunga e felice vita al Comandante- ma morirà e a Miami potranno dar sfogo a tutta la volgarità della quale una ex-classe dirigente rapace, estremista e mafiosa è capace. E loro, Pierluigi Battista e sodali, saranno di nuovo lì a riciclare per l’ennesima volta gli articoli che avevano cominciato a scrivere alla caduta del muro di Berlino, nell’oramai remotissimo 1989. In tutti questi lunghi 17 anni non hanno mai provato a spiegare a se stessi prima che ai loro lettori perché Cuba non è caduta, perché Fidel non è né Ceaucescu né Honecker, perché Cuba è oggi meno isolata che mai, perché oggi può contare come mai nella storia sull’amicizia e il rispetto della regione, e perché forse la rivoluzione non cadrà neanche dopo la morte di Fidel.
Se la Rivoluzione cubana fosse stata quella che descrive la stampa europea, Cuba sarebbe davvero caduta nell’89. Ma Cuba è oggettivamente ben altro, anche se ai più conviene far finta di non vedere. Ed è ben altro perché Fidel Castro e la Rivoluzione incarnano la vera idiosincrasia di Cuba, quel nazionalismo di José Martí, cosciente e progressivo, che sa che l’isola o sarà indipendente o non sarà e che sotto gli artigli degli Stati Uniti non può esserci futuro. La Rivoluzione, nel bene e nel male, è cubana, non è calco o copia di un modello russo lontano. Se forse non tutti i cubani sono convinti del socialismo o comunque non sarebbero disposti a morirvi, sicuramente Cuba è fidelista. Fidelista in un sentimento patriottico dalle radici profonde che nessuna amministrazione statunitense può comprendere prima ancora che battere e che da 47 anni è incarnato da Fidel Castro. E per questo progetto fidelista, sicuramente, anche oggi, generazioni di cubani sono disposte a battersi. Con Fidel e dopo Fidel. E vedremo cosa riserverà il futuro e se la stampa italiana saprà spiegarlo.
Strano dittatore, Fidel Castro. E’ dittatore da mezzo secolo dell’unico paese del continente americano che non ha conosciuto il dramma dei desaparecidos. Quasi un milione di cittadini americani sono stati fatti sparire nel frattempo da dittature e democrazie filostatunitensi in tutto il continente. E’ triste pensare che solo la dittatura di Fidel Castro abbia fatto da argine al crimine contro l’umanità della sparizione forzata di persone e del terrorismo di stato. Senza libertà di stampa, Cuba è pur sempre l’unico paese al mondo dove in questi 47 anni non è mai stato ammazzato un giornalista. E neanche un sindacalista, laddove in paesi come il Brasile o la Colombia ne cade uno al giorno sotto i colpi dei tagliagole pagati dalle imprese, spesso multinazionali del nord. A Cuba, secondo i dati di Amnistia Internazionale, ci sono 300 prigionieri politici. Sono 300 prigionieri politici di troppo, ma vivaddio, sono la metà dei detenuti nel “gulag tropicale” -quello sì- di Guantanamo. È possibile rappresentare la Rivoluzione cubana, con appena 300 prigionieri politici su 12 milioni di abitanti, e pure condannando l’esistenza di anche un solo prigioniero d’opinione, come un gulag a cielo aperto? È possibile rappresentare la repressione politica come il tratto distintivo di questa esperienza? Sempre pronti a giustificare le violazioni dei diritti umani e il terrorismo di stato degli Stati Uniti e dei loro alleati, i nostri media sono inflessibili solo verso Cuba e dimenticano scientemente 47 anni di aggressione e di terrorismo di stato statunitense che ha causato nell’isola 3500 morti. Gli argomenti che vengono usati per difendere Israele, con le proprie frontiere continuamente violate come quelle cubane, non sono validi per Cuba.
Strano dittatore, Fidel Castro. Da tempo le redini del potere reale sono passate ad una generazione di quarantenni nati e che hanno studiato nell’eccellente sistema scolastico e universitario cubano. Quando i quotidiani italiani ed europei si affannano a leggere tra le righe del momentaneo passaggio di consegne a Raúl, scordano, non sanno o fingono di non sapere, che già oggi a Cuba Fidel Castro ha un’infinita autorità morale, il rispetto pressocché unanime della popolazione -lo ammette oggi anche la BBC- ma ha da tempo ceduto ai giovani i gangli amministrativi dello stato.
Il fatto che la dittatura cubana e solo la dittatura cubana sia riuscita a risparmiare ai propri abitanti la peggiore tragedia che l’umanità possa concepire, la morte per fame, è allora la cartina tornasole del fallimento della democrazia liberale in America. E’ triste e paradossale che un sistema rappresentativo faccia morire i bambini di fame mentre un sistema a partito unico sia dichiarato dalla OMS come l’unico libero dalla denutrizione infantile. Chi in questi anni ha votato democraticamente per Carlos Menem o Fernando Enrique Cardoso ha votato anche per la denutrizione infantile, risparmiata ai cubani, triste nemesi per chi si riempie la bocca di democrazia a patto che sia formale e mai sostanziale.
Gli europei si scandalizzano quando decine di milioni di latinoamericani -ogni giorno di più- trepidano per Fidel e guardano a Cuba come un modello, come un esempio di orgoglio, di dignità ma anche di soluzione pratica di problemi sociali che le democrazie non hanno voluto o potuto risolvere. Le democrazie rappresentative dell’America Latina straziata dal neoliberismo imposto dagli Stati Uniti, hanno conosciuto i morti per fame, la riduzione indiscriminata dei diritti civili, della scolarità, della salute. Il socialismo a Cuba ha garantito gli ultimi e svantaggiato i primi. La democrazia in America ha massacrato gli ultimi e favorito spropositatamente i primi. Oggi l’America Latina è profondamente più diseguale di quanto non fosse 47 anni fa laddove Cuba è infinitamente più giusta di quanto non fosse quando era una colonia degli Stati Uniti. Se la democrazia liberale fa morire i bambini di fame, come potranno i latinoamericani non augurare lunga vita al Comandante Fidel Castro?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Martino Mai | 20 febbraio 2008 09:03 | Rispondi
Ho letto la Nocioni. E’ così raffazzonata che sbaglia perfino l’età di Raul. Scrive “80 anni passati da un pezzo”…
Si può pensar male del Granma, ma certo che Liberazione è molto peggio.
geo | 20 febbraio 2008 10:30 | Rispondi
Ieri mi sono “divertito” a vedere i tg (mi sono fermato alla RAI..non volevo arrabbiarmi tanto)…quanta superficialita’!!!
TG1 addirittura ha detto che il successore potrebbe essere il fratello Raul, oppure il piu’ giovane Carlos, che occupa gia’ la vicepresidenza…ma Fidel ha un altro fratello che si chiama Carlos a cui lasciare “il trono”??
Ma no..e’ Carlos Lage (quindi non parente)….
non commento altro…
apprezzo(come sempre), l’ analisi del Prof. Carotenuto.
Celia | 20 febbraio 2008 14:48 | Rispondi
Grazie prof.
Bellissimo. Lo posto a tutti quelli che mi chiedono notizie e che ieri hanno visto i ns.informatissimi tg!!
Annalisa Melandri | 20 febbraio 2008 16:18 | Rispondi
Certo, soprattutto se i ns. informatissimi tiggì si sono avvalsi delle corrispondenze di Moses Naim e Carlos Franqui…
Paolo Roversi | 20 febbraio 2008 17:43 | Rispondi
Stranamente, il TG5 delle 13 è stato asettico, imparziale e rispettoso.
Annalisa Melandri | 20 febbraio 2008 18:29 | Rispondi
E’ già capitato in passato che il TG5 si sia distinto per imparzialità rispetto ai TG della Rai per quanto riguarda le notizia su Cuba, se non ricordo male fu in occasione della “presunta” epidemia di dengue, fu anche sentito telefonicamente Gianni Minà sull’argomento.
emanuele | 20 febbraio 2008 21:23 | Rispondi
Io invece sono rimasto un po’ sorpreso (ma nemmeno poi tanto) quando oggi il TG3 dell’ora di pranzo ha parlato di 250 detenuti politici attualmente nelle carceri cubane…che non leggano i rapporti di Amnesty International?
valerio | 20 febbraio 2008 21:59 | Rispondi
Non sono un castrista della prima ora, e neppure dell’ultima. Ho sempre coltivato un sano scetticismo sulle scelte compiute da Castro ai tempi della campagna guevariana in Bolivia, o sulla collaborazione con i sovietici che hanno certamente contribuito alla fine prematura del Che. Ciononostante non posso non concordare in toto con quanto scritto da Carotenuto in questo articolo, ce ne fossero 100 di Cuba nel continente latinoamericano!
Ricordo a tutti i detrattori della rivoluzione quanto possa aver pesato l’embargo, e tutti sappiamo che in una fortezza assediata ( e quale metafora rende meglio la situazione dell’isola nell’ultimo quarantennio?) non si permette la dissidenza e la libera circolazione delle idee, equivarrebbe a stendere tappeti rossi ai piedi dei nemici. Quindi la rivoluzione, l’embargo, la guerra fredda etc. hanno portato alla soppressione dei diritti civili e a tante altre sofferenze subite dal popolo cubano. Detto questo sottolineo quanto ribadito da Carotenuto sui popoli cosiddetti liberi che vivono in pseudo democrazie liberiste filostatunitensi. Ho conosciuto diverse realtà del genere negli ultimi anni, e tra le varie cose ho anche lavorato in un ospedale in Guatemala, e vi assicuro che la gente vive in condizioni terribili, altro che a Cuba. Ultimamente frequento soprattutto il Nicaragua dove seguo personalmente un progetto di aiuto ai bambini di Granada e potrei raccontarvi cose terribili sugli scempi del neoliberismo, ma ve le risparmio.
Quello che mi da però fastidio è l’impunita faziosità dei giornalisti che scrivono sui nostri principali giornali e gli effetti devastanti che hanno sull’opinione della gente comune che più di tanto non sa, un’opera temo inutilmente contrastata da persone come Carotenuto per il limitato numero di persone che comunque alla fine leggono i suoi articoli in rapporto ai lettori del Corriere, della Repubblica etc.
valerio | 20 febbraio 2008 22:03 | Rispondi
Concludo con un esempio pratico di cattiva informazione, per chi avesse voglia di vedere un po’ come vanno le cose segnalo questi due link:
http://www.feltrinellieditore.it/BlogItem?item_id=2626
http://www.feltrinellieditore.it/BlogItem?item_id=2662
Sono due pezzi scritti non da un giornalista ma da un giovane ed emergente scrittore italiano che, sul suo blog personale messogli a disposizione dalla Feltrinelli pontifica sui mali di Cuba, sono pezzi anche toccanti e scritti bene ma che sicuramente a chi li legge danno un’idea molto molto di parte. Contrariamente alle grandi firme giornalistiche con lui si può anche cercare di dialogare mettendo un commento sul blog, il problema è che se lo criticate troppo la censura cala inesorabile sui vostri messaggi, e non c’è nulla da fare, il blog è suo e fa quello che vuole. A me sembrano metodi un po’opinabili e poco coerenti per una persona che critica ferocemente il regime cubano, ma tant’è…, evidentemente si impara in fretta.
Vi invito quindi nuovamente a leggere i suoi pezzi e magari anche a scrivergli, chissà che a voi non risponda.
Eliolibre | 20 febbraio 2008 22:58 | Rispondi
Vi siete mai chiesti perchè la sinistra italiana è tanto critica con l’esperienza cubana?.
Vediamo se qualcuno sa svelare l’arcano….
Luca Romeo | 21 febbraio 2008 11:06 | Rispondi
Perchè smaschera chi per anni, dal 1990 in poi, a sinistra, ha dichiarato il comunismo e il socialismo ideologie fuori moda?
erman | 21 febbraio 2008 13:39 | Rispondi
o forse perchè Cuba rappresenta per davvero cio’ che la Sinistra dovrebbe sostenere:il rispetto,la giustizia,l’uguaglianza e IL RIFIUTO DEI PRIVILEGI.allora sti politici magnaroni pensano “cazzo se sosteniamo Cuba andiamo contro i nostri stessi interessi di casta,e che siamo matti?”.e dunque cari amici,ad ognuno le proprie scelte:io scelgo Cuba,il Che e Fidel.altri sceglieranno d’alema e le sue richieste al governo di Cuba ed i suoi riconoscimenti di nazioni-fantasma per compiacere il padrone americano!!!!
Mariella Minnozzi | 21 febbraio 2008 14:57 | Rispondi
Omero Ciai auspica uno stipendio in dollari per i cubani (forse voleva dire in pesos convertibili, o intendeva proprio in dollari??!!…)Su La Stampa invece Mimmo Candito afferma che basta essere stati anche solo tre giorni a Cuba “per cogliere il senso di quella sorveglianza, davvero orwelliana”… e dipinge un paese che sembra il Guatemala di Rios Mont. Solo che a Cuba, come sottolinea Gennaro Carotenuto, i desaparecidos non ci sono mai stati. E neanche le fosse comuni, le torture, gli oppositori gettati vivi in mare dagli aerei ecc. ecc. ecc.
Sì, strano dittatore Fidel Castro.
Celia | 21 febbraio 2008 15:05 | Rispondi
X VALERIO
Luca Romeo | 21 febbraio 2008 15:07 | Rispondi
Non per sembrare troppo di parte (anche se in quanto militante di un partito lo sono), ma dato che sono un amante della verità, non posso esimermi dal far notare che non tutta la sinistra è contro cuba, infatti:
1)una larga parte di rifondazione, L’ernesto, pubblica pure un giornale proprio pur di non andare su Liberazione, ed è anche l’unica componente di partito ad intrattenere relazioni con cuba e il pcc.
2)Il partito dei comunisti italiani, oltre che ad essere l’unico partito italiano che viene ufficialmente invitato alle iniziative internazionali del pcc, nel proprio periodico, La Rinascita, pubblica ogni ultimo giovedì del mese un’edizione speciale in italiano del Granma.
Celia | 21 febbraio 2008 15:13 | Rispondi
X VALERIO
Secondo te con la morte del Che c’entrano i russi?o cmq la collaborazione con loro?
X ELIOLIBRE
Io credo sia questo il motivo.
Il comunismo ha avuto un gran colpo dopo le scoperte di ciò che faceva Stalin con i suoi “compagni”, persino Berlinguer in Italia non sapeva che dire…e da lì i partiti di destra in tutto il mondo hanno fatto sì che la gente credesse all’equazione comunismo = stalinismo e quindi di conseguenza tutta un’erba un fascio.
Nonostante la storia abbia dimostrato che Fidel non è per nulla uguale a Stalin, la gente crede che lo sia in quanto comunista…
sigh!
E veniamo alla ns.pseuda-sinistra che non vuole assolutamente apparire comunista vergognandosi degli orrori commessi dalla Russia ai tempi di Stalin e quindi si avvicina gradualmente ogni giorno di + al centro ed anche oltre.
Bertinotti in tempi non sospetti si è recato a Cuba non so’ quante volte.
Ora non ne parla nemmeno….un caso?
Celia | 21 febbraio 2008 15:15 | Rispondi
In parte ha ragione anche Erman secondo me.
Forse il brutto è che non esiste + nessuno al mondo disposto a candidarsi x fare veramente il bene del popolo.
E questo porta allo sfacelo assoluto.
Eliolibre | 21 febbraio 2008 16:01 | Rispondi
Bravisimo Erman, e Celia pure, avete dato la risposta giusta alla mia domanda. La nostra sinistra detesta il sistema cubano perchè i politici non godono di nessun privilegio, i parlamentari vanno in parlamento solo all’inizio dell’anno per discutere, approvare o modificare i programmi dei vari ministeri, ed alla fine dell’anno per verificare se i programmi sono stati rispettati e confermare o meno i ministri, e sopratiutto non ricevono nessun salario ma solo il loro abituale stipendio. I Ministri girano da soli senza nessuna scorta, si fermano a parlare con la gente per strada, nei ristoranti, nei bar, ecc. io parlo spesso con loro. Il loro tenore di vita è uguale a quello di qualsiasi altro cittadino, lo Stato sostiene solo le loro spese di rappresentanza. Sapete cosa fanno i figli dei fratelli Castro e degli altri dirigenti? Studiano come i figli di qualsiasi cubano e poi iniziano la loro attività lavorativa come qualsia altro cittadino. Io vivo spesso a Cuba e vi assicuro che vedere tutto questo ti fa sembrare di essere veramente su un’altro pianeta ed ogni volta che rientro in Italia fatico sempre più ad accettare le vergognose ingiustizie di questo nostro sfortunato paese. E qualche responsabilità ce l’ha pure “il cittadinio per bene” che accetta tutto questo per codardia o per qualche piccolo privilegio.
raffaele della rosa | 22 febbraio 2008 19:51 | Rispondi
Caro Eliolibre.
Esperienze diverse. Io mi sono trovato ad essere bloccato nei pressi di un crocevia vicino ai terminal di Rancho Boyeros, perchè doveva passare un corteo di macchine ufficiali, era alla fine del Febbraio del 2007….E so per certo che molti dirigenti di uffici e strutture, usano la macchina data loro per servizio come un’auto privata…con la benzina dell’ufficio, por supuesto…e potrei scrivere pagine sulla “cannibalizzazione” delle auto degli autonoleggi a favore del mercato nero….Però non ritengo che questo sia il punto…sarebbe a dire che siccome noi abbiamo una democrazia malridotta, il fascismo è un sistema superiore…il punto è concreto, ovvero cosa fa supporre alla Nocioni,Sansonetti e compari che con un crollo del regime esistente Cuba imboccherebbe la high-way della democrazia e del benessere ?
E poi perchè romepre le scatole ai cubani quando vicino dall’ Egitto, alla Tunisia,all’ Algeria, al Marocco di dittature ne abbiamo da vendere…
Sono anche d’accordo sul fatto che vi sono dittature feroci e dittature più blande. A Cuba non sono non vi sono desaparecidos (come invece in Marocco, Algeria, Egitto e Tunisia) non vi sono strane morti in carcere ed i detenuti possono essere visitati dalle loro famiglie…insomma non tutto è giusto…ma mettere Cuba, Fidel ed il gruppo dirigente che ha fatto la Rivoluzione sullo stesso piano di Ben Alì o Mubarak etc etc non mi sembra abbia molto senso storico.
Luca Romeo | 24 febbraio 2008 12:08 | Rispondi
Il solito Omero Ciai su Repubblica parla di Cuba, a parte le falsità storiche che sempre inserisce nei suoi articoli, e le infelici valutazioni personali, quello che colpisce è l’introduzione dell’articolo (scritto in italia, mica da cuba): “ROMA – Per la prima volta dalle elezioni del dicembre scorso, oggi si riuniranno all’Avana i 614 membri dell’Assemblea del Poder Popular, il Parlamento cubano. Non si può sostenere che questi deputati rappresentino il paese in quanto sono stati votati in liste uniche bloccate, un tot in ogni provincia, senza che l’elettore avesse la possibilità di scegliere altre liste o altri candidati, ma certamente sono la crème de la crème dell’ampia burocrazia di regime.”
Quello che il moderno Omero dimentica di dire è che la situazione elettorale è esattamente come quella italiana, liste bloccate con nessuna possibilità di uscire da monoduopolio Veltroni-Berlusconi. Ha mai scritto contro il Porcellum tale Omero?
Celia | 6 marzo 2008 18:14 | Rispondi
Bhè è vero che la lista è unica secondo partito unico naturalmente ma le persone votano che il candidato che preferiscono scrivendo nome e cognome.
Cosa che da noi non accade.