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Mettiamo le cose in ordine sulla Lega Nord

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È penoso che qualcuno si scandalizzi solo ora per la Lega Nord e per un partito fondato sulla corruttela familistico-mafiosa che a parole condannavano e in privato praticavano.

Detto ciò la farsa si arricchisce quotidianamente di dettagli che sono appena una minima compensazione per chi queste cose le ha sempre dette: la paghetta di 5.000 € al mese a Renzino il Trota (cumulata all’appannaggio da consigliere regionale nella mitologica capitale morale del paese) e a Riccardino lo sfasciacarrozze, versata con i soldi dei contribuenti di Isernia e Catanzaro è solo l’ultimo passaggio (in attesa del prossimo) della vergogna storica di aver avuto la Lega Nord in parlamento e al governo.

Oggi Gad Lerner scrive dell’insignificanza politica della Lega Nord e di Umberto Bossi ministro, dalla presunta panacea del federalismo al secessionismo alle gabbie (gabbie ovunque, fiscali, salariali, migratorie) sempre promesse e mai -fortunatamente- erette. È vero: la Lega è stata per vent’anni un bla bla di promesse sempre più radicali teso a creare una cortina di fumo sulla cleptocrazia dei propri dirigenti. Di Bossi resterà il ricordo del pagliaccio. Del guitto da avanspettacolo che per far ridere dice le parolacce perché di meglio non sa fare.

Ma c’è di più e di peggio del fallimento politico. C’è la Lega dell’odio, la Lega della discriminazione tra italiani e la Lega che proprio con il principe ereditario Roberto Maroni (che qualcuno trova bravo) è arrivata all’infamia della condanna per crimini contro l’umanità da parte della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo per la vergogna dei respingimenti.

Molti editorialisti, incapaci di guardare oltre il loro naso, da settimane sostengono che senza Lega il Nord perde rappresentanza. È un argomento insultante per i cittadini del Nord Italia. Evitano di vedere quanto scandalo, quanti obbrobri, quanta sofferenza abbia creato e crei quella presunta rappresentanza trattano la Lega diversamente dal fenomeno eversivo che è ed è sempre stato.