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Italia, un’economia illegale che se la prende con Equitalia

banconote-euro1_280xFreeSecondo la banca d’Italia oramai un terzo dell’Economia del paese è illegale, sei punti in più in appena un lustro. Un quinto è in nero, un ottavo è criminale. Ciò dipende solo incidentalmente dalla crisi, ma da mali antichi nel DNA del paese anche quando l’economia corre: classe politica impresentabile, evasione fiscale che trova il paese connivente, criminalità organizzata fatta ormai più di colletti bianchi che di lupare.

Eppure quegli stessi media che sono sempre pronti a denunciare l’antipolitica, e che attaccano come terrorista anche il più pacifico dei movimenti sociali, adesso chiudono gli occhi sull’oramai guerra aperta di presunti cittadini comuni (sempre più è evidente siano provocatori che seguono un disegno) contro Equitalia, capro espiatorio, palazzo d’inverno da espugnare per tutte le destre che, divise su tutto, vogliono rimettersi insieme e vincere le elezioni puntando sull’odio innato per il fisco. È necessaria mente fredda. Su queste pagine ieri denunciavamo come non vi è alcuna ondata di suicidi di imprenditori strozzati dal fisco in Italia. Qualche giorno fa denunciavamo la probabilità che dietro alcuni episodi, come il sequestro di dipendenti Equitalia nel bergamasco, vi fosse una provocazione organizzata.

Vorrei vedere quegli stessi media che si scagliano contro Equitalia e quegli stessi cittadini che si armano contro le tasse come se fossimo nel South Dakota, scandalizzarsi per ragazzi in galera per una pianta di marihuana. Vorrei vederli manifestare per i figli d’immigrati rinchiusi in un CIE anche se nati in Italia. Vorrei che facessero muro per i cittadini italiani di origine rom sgomberati dalla sera alla mattina e dati in pasto all’odio etnico della parte peggiore del paese. Vorrei vedere assediati i palazzi della politica popolati da centinaia di Rutelli e Cicchitto e vorrei vedere tanti buoni cattolici esigere le dimissioni di Nicole Minetti che invece siede ancora alla destra del padre nel consiglio regionale della regione Lombardia. Sono queste le iniquità e non bisogna essere Che Guevara per sentirle bruciare sulla propria pelle.

Dicono che Equitalia applichi  tassi usurai. Se ci sono iniquità vanno sanate, ma solo attraverso un risanamento del sistema fiscale che passi innanzitutto estirpando la mala pianta dell’evasione, facendola percepire come un comportamento pericoloso e quindi non conveniente, possiamo salvare la democrazia. Che vi piaccia o no, le tasse sono uno strumento di eguaglianza. Inoltre finora in Italia non pagare le tasse era sempre stato conveniente. Tra condoni e sanzioni di comodo del 2-3% non pagare era conveniente anche nel remoto caso di venire beccato. È evidente che se uno non paga la sanzione debba invece essere (giustamente) afflittiva. Se devi cento non ti posso chiedere diecimila, ma neanche centouno (o anche meno con i condoni, appena cinque col condono tombale di Tremonti). Per salvare il paese è necessario un fisco che si faccia rispettare e… ebbene sì, che sia temuto.

Anche stamane una molotov a Livorno, dopo la sequenza di ieri. Quegli stessi cittadini che di fronte all’evasione fiscale del dentista o del meccanico si girano dall’altra parte, che al politico corrotto chiedono favori perché una mano lava l’altra e che la criminalità organizzata non è affar loro, adesso si armano contro Equitalia. Sono tempi pericolosi.

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