Il complotto della "grande sorella"
Sul forum di Repubblica, tale Pino59 scrive:
"Il sacro diritto delle donne si estenderebbe fino a decidere della vita e della morte di una creatura esterna al loro corpo. E se possono decretare la morte di un feto nato vivo per sbaglio, perché non quella di un figlio di 2-3 anni? L’incubo del Mondo Nuovo e di 1984 é dietro l’angolo con una piccola ma significativa variazione: invece del Grande Fratello avremo una Grande Sorella".
Al di là dell’arruffonatezza di quello che scrive un Pino59 qualsiasi tra mille, sono pensierini sciolti presenti e radicati nella nostra società. Gli arruffapopolo come i ginecologi romani fomentano con le loro fantasie, rimestano nel torbido della pervasività dell’idea di un "complotto delle donne" contro l’ordine costituito e soprattutto contro la maternità che le inchioda al loro dovere, alla loro sfera. E da Giuliano Ferrara a Joseph Ratzinger giù giù fino a Pino59, decodificano oggi con perfino più virulenza di ieri, l’aborto come omicidio e quindi come luogo pubblico della colpa e della temibilità della donna che alla sfera per lei stabilita dall’ordine naturale (maschile) vuole sottrarsi. Strano ma vero in una società che ha fatto dell’infanticida di Cogne, Anna Maria Franzoni, una star televisiva.
Quella dei tanti Pino59 è l’idea della donna eversiva dell’ordine naturale dettato non da dio, ma dall’uomo inteso come maschio. E’ l’idea di Eva che con la mela del demonio distrugge il paradiso terrestre dove l’uomo maschio è sovrano. Il femminismo, il ’68, le donne fuori di casa, il divorzio, la pillola, la 194, la parità… Anni di avanzata e poi finalmente il riflusso della reazione, il burka dei talebani e l’RU486 di Ratzinger, tutti uomini e sessuofobici come volto apparentemente rispettabile della loro misoginia.
La notizia che sarebbe possibile la procreazione omosessuale femminile, prescindendo dall’uomo, creando lo spermatozoo dal midollo osseo della donna, ha gettato in molti nel panico… Le donne contadine che manipolando erbe rompono il monopolio sacerdotale maschile sulla salute vanno bruciate come streghe. Le donne che ora non solo possono controllare e scegliere la propria sessualità e non subordinarla alla riproduzione com’è avvenuto per millenni, e un domani prossimo potrebbero avere anche il pieno controllo sulla riproduzione, vanno demonizzate. E calunniate, come le donne Erode che bramerebbero di uccidere bambini vivi come fossero cluster bomb contro piccoli iracheni o afgani o serbi.
Come sarebbe una società di donne che procreano donne? Sicuramente non peggiore della nostra, forse migliore, forse più saggia e più pacifica. Forse no, ma il patriarcato, pur di impedire il mondo nuovo e lasciare libera la sorella non di essere "Grande Sorella" ma semplicemente sorella, è disposto a ben più della calunnia di Pino59, è disposto a scatenare mille fallicissimi olocausti nucleari.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Maurizio Guiducci | 5 febbraio 2008 12:47 | Rispondi
Ma poi, antropologicamente parlando, cos’e il dio dell’antico testamento, se non un dio antropomorfo, vendicativo, maschio e guerriero?
E cos’è la costola d’Adamo se non una rivalsa nei confronti della maternità?
1984 forse si farebbe bene a rileggerlo, magari con un filo di attenzione, e non citarlo a sproposito cercando il bel gioco di parole.
Di fatto si è alzato un putiferio su di un fatto assolutamente strumentale. Con ipocrisia e profonda malafede (ma non m’aspetterei altro). Qui non è in gioco la legge sull’aborto soltanto, legge che a brevissimo aspettiamoci ancor più violentemente attaccata (maggiormente che ora). E’ tutto un (ormai) residuo di conquiste, anche e soprattutto culturali. Di storia. E’ il voler fare definitivamente i conti, una tabula rasa. Ed è ovvio che culturalmente, in una società ancora spietatamente patriarcale (non prendiamoci in giro), le prime ad essere colpite sono le donne, la loro cultura, consapevolezza. La loro immagine, quella che forse dà più fastidio.
(Ma noi, dove siamo?)
Gennaro Carotenuto | 5 febbraio 2008 12:59 | Rispondi
a giorni mi aspetto che la revisione della 194 entri ufficialmente nel programma del centrodestra, proprio tra i 12-13 punti qualificanti (leggasi demagogici).
Vedremo cosa risponderà il PD
Emiliano Eusebi | 6 febbraio 2008 10:17 | Rispondi
Noi libertari siamo rimasti in pochi Maurizio.
Celia | 7 febbraio 2008 14:07 | Rispondi
Perchè non riparlare anche del divorzio a questo punto?
Mah….