Wednesday 23 May 2012, 22:40

La piazza di Uribe a Bogotà per la “marcia dell’odio”

nomasfarc Con i tratti chiari delle grandi adunate dei totalitarismi, il regime Uribe riempie la piazza a Bogotà e chiama alla guerra senza quartiere contro le FARC. La famiglia di Ingrid Betancourt: “siamo indignati”.

La marcia del 4 febbraio contro le FARC voluta dal presidente colombiano Álvaro Uribe ha avuto un enorme successo di pubblico. In centinaia di migliaia hanno sfilato a Bogotà e in altre città in una vera e propria chiamata alle armi contro le FARC, per la guerra, contro lo scambio umanitario, contro il processo di pace iniziato con la liberazione dei primi tre ostaggi e contro il presidente venezuelano Hugo Chávez e i governi integrazionisti latinoamericani che per quel processo di pace si stanno spendendo.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.



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RSS Feed for This Post 9 Commenti

  1. nuovamerica | 5 febbraio 2008 12:05 | Rispondi

    la marcia contro le FARC,assumendo i connotati di una dimostrazione di forza contro Chàvez,ha assunto posizioni completamente estranee a quelli che erano i reali obiettivi.la liberazione degli ostaggi e la fine della quarantennale guerra civile non si raggiunge insultando l’avversario.

  2. Annalisa Melandri | 5 febbraio 2008 12:57 | Rispondi

    Roberto, credo che la marcia contro le FARC fin dall’inizio avesse come obiettivo una dimostrazione di forza contro Chàvez, tanto è vero che nel programma era esplicitamente indicato che si trattava tra le altre cose, di una presa di posizione contro la proposta di Chàvez e del Venezuela. La rete inoltre è piena di messaggi antichavisti del presunto organizzatore della marcia, tal Oscar Morales. La marcia quindi non ha assunto posizioni completamente estranee ai reali obiettivi. Uno dei reali obiettivi era proprio protestare contro Chavez. I cori di ieri a Bogotà ne sono stati la triste conferma.

  3. alberto | 5 febbraio 2008 15:32 | Rispondi

    Di più.
    Non una “dimostrazione” antichavista, piuttosto il tentativo di ripristinare un equilibrio (ed un ruolo ben preciso) incrinato dal successo Chavista in occasione delle trattative in corso.

    Non bisogna sottovalutare quanto la mediazione abbia fatto bene ad Hugo, potenzialmente in difficoltà dopo la gaffe del referendum costituzionale…Uribe e le forze che lo sostengono non hanno avuto occasione di approfittarne, così hanno pensato bene di rilanciare con una manifestazione intergalattica per recuperare consenso oggi in vista delle prossime mosse sullo scacchiere intrerno…e non.
    Un momento di verifica. Io penso.

  4. nuovamerica | 5 febbraio 2008 20:27 | Rispondi

    annalisa,sono chiari i reali intendimenti della marcia ma nel logo diffuso in tutto il mondo si leggono vari NO tra i quali però non c’è NO CHAVEZ.chi come te e alberto si informa quotidianamente,analizza la situazione latinoamericana e la diffonde ottimamente sul proprio blog non ha difficoltà a cogliere ciò di cui i media non ti parleranno mai.credo che molte cose non debbano essere date per scontate,si farebbe lo stesso errore dell’informazione padronale che tanto critichiamo.lo stesso Gennaro nel suo articolo parla di “manifestazione contro le FARC voluta…” e non di manifestazione contro chàvez.al contrario di sarebbe dovuto dare maggiore spazio alla manifestazione del Polo e spiegare i motivi per i quali molte organizzazioni l’hanno preferita,e qui ovviamente non mi rivolgo a questo blog così come a quello di annalisa

  5. Gennaro Carotenuto | 5 febbraio 2008 21:05 | Rispondi

    Nella marcia ci sono state anche minacce agli operatori di Telesur se è per quello.

  6. Annalisa Melandri | 7 febbraio 2008 09:37 | Rispondi

    Per chi avesse dei dubbi se la manifestazione era o meno anche contro Chavez, guardate la foto qui, scattata in Colombia.
    http://bp0.blogger.com/_LtivfZYlgyY/R6o7GK-w-AI/AAAAAAAAAcc/XVRDJ6LCKJY/s1600-h/colombia+unida+4+feb+2008.jpg

  7. Annalisa Melandri | 7 febbraio 2008 09:45 | Rispondi

    Ah e per favore leggete cosa è successo a Parigi qui:
    http://socioenlinea.blog.lemonde.fr/2008/02/06/importante-los-hechos-y-la-desinformacion/

  8. nuovamerica | 7 febbraio 2008 11:05 | Rispondi

    E tanto che ci siamo diamo uno sguardo anche a quanto accaduto a New York
    http://www.rebelion.org/noticia.php?id=62893

  9. gianni giuliani | 7 febbraio 2008 15:37 | Rispondi

    Io non sono d’accordo sul fatto che sia stata una manifestazione antichavista, nonostante molte persone abbiano scandito slogan e mostrato pannelli contro Chavez. Nonostante inoltre la parzialità e confusione delle motivazioni della manifestazione, mi sembra importante come evento, soprattutto in un paese come la Colombia dove la partecipazione politica dei cittadini è minima. E’ vero che una manifestazione nata contro il sequestro perpetrato dalle FARC e terminata come manifestazione contro le FARC tout-court può essere esattamente controproducente per la gestione dell’accordo umanitario. Penso comunque che, nonostante tutti i suoi difetti, ha rappresentato un duro colpo all’immagine delle FARC ed ha annullato l’effetto mediatico che erano riuscite a sollevare con la liberazione di 2 ostaggi. Soprattutto rappresenta una chiara presa di posizione contro un attore del conflitto armato che dice di lottare per il popolo, ma che risulta chiaro che il popolo non vuole e non ama.
    Ho letto un’intervista di Granda rilasciata ad un sito francese che si chiama Geostrategie.com e mi sembra assolutamente ridicola, soprattutto per le giustificazioni assurde che vengono addotte per giustificare appunto i crimini commessi dalle FARC.
    Per chi conosca il francese metto qui il link, cercherò di tradurlo, ma non son sicuro di avere il tempo di farlo.

    http://www.geostrategie.com/444/les-farc-repondent-aux-questions-et-aux-critiques

    Ad ogni modo segnalo che il 6 marzo ci sarà un’altra manifestazione, questa volta a sostegno delle vittime dei paramilitari. Dall’andamento di quest’altra manifestazione si potrà vedere quanto sia stata “fantoche” e superficiale questa del 4 febbraio.

    A mo’ di conclusione vorrei anche far notare che un personaggio come Petro, ex M-19, estremamente critico nei confronti del governo di Uribe, si è schierato a favore della manifestazione, appoggiando il messaggio di base: “No al sequestro”. Molto più dubbio e dannoso l’atteggiamento del Polo Democratico

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