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Patricia Troncoso interrompe lo sciopero della fame dopo 112 giorni

Con una lettera indirizzata al “suo caro popolo Mapuche” e a tutti coloro che hanno appoggiato con solidarietà, e generosità la sua causa, Patricia Troncoso ha comunicato mercoledì scorso la sua decisione di porre termine allo sciopero della fame che ormai portava avanti da più di 112 giorni.

La decisione è stata presa con l’appoggio e le garanzie della Chiesa Cattolica nella persona del vescovo Alejandro Goic, presidente della conferenza episcopale cilena.

Le notizie dei giorni scorsi erano state altalenanti tra comunicati di conferma e di smentita in merito alla notizia della fine dello sciopero della fame.

Patricia Troncoso chiedeva al governo cileno un documento scritto ed un impegno formale ad accogliere le sue richieste. Di fatto fino a mercoledì il documento non era ancora arrivato e non sarebbe mai arrivato, aveva fatto sapere il ministro dell’Interno cileno, Edmundo Pérez Yoma.

La Chepa, come è chiamata Patricia Troncoso, nella sua lettera fa sapere che sì esiste un documento di impegno ma che sebbene non sia firmato, porta come garanzia la parola del vescovo Goic.

Goic si è mostrato d’altra parte molto fiducioso del lavoro dell’incaricato presidenziale della commissione interministeriale per il tema mapuche nominata a gennaio di quest’anno dal governo, Rodrigo Egaña.

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