Friday 10 February 2012, 03:06

Cile: dopo 35 anni arriva la giustizia per il quotidiano Clarín

clarinfidel Durante l’epoca di Salvador Allende vendeva 200.000 copie ma fu confiscato da Augusto Pinochet. Era il quotidiano Clarín, una delle voci storiche del Cile democratico. Adesso, dopo una battaglia legale durata 13 anni, lo Stato cileno sarà costretto a pagare mezzo miliardo di dollari di indennizzazione e Clarín potrebbe tornare in edicola.

Potrebbero esserci prestissimo novità nel panorama giornalistico cileno tuttora anchilosato all’epoca della dittatura di Augusto Pinochet con un duopolio tra El Mercurio e La Tercera che è di fatto un monopolio ideologico. Entrambi i quotidiani, El Mercurio più paludato, La Tercera più popolare, sono entrambi di destra e non sono bastati 18 anni di democrazia per modificare una situazione creata dalla violenza della dittatura e tornare ad avere un grande quotidiano di sinistra. Il quotidiano La Nación rivela oggi di aver preso visione in anteprima della bozza della sentenza del Tribunale Internazionale della Banca Mondiale che condannerebbe finalmente lo Stato cileno a pagare un risarcimento di 515 milioni di dollari a Víctor Pey e alla Fondazione Salvador Allende alla quale Pey ha ceduto da tempo buona parte dei diritti.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.



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RSS Feed for This Post 7 Commenti

  1. Gennaro Carotenuto | 1 febbraio 2008 13:04 | Rispondi

    Chiedo scusa per il ritardo non dipendente dalla mia volontà… la prosecuzione dell’articolo sarà presto online sul sito di Latinoamerica per il quale è scritto in esclusiva.

  2. Emiliano Eusebi | 5 febbraio 2008 18:25 | Rispondi

    Io credo che in uno stato veramente libero e democratico ci debbano essere tutti i tipi di giornali, come qui in Italia, da il Manifesto a Libero. Quindi, da questo punto di vista l’Italia è un passo avanti. Tutto altro discorso invece è come si comportano i due maggiorni giornali nazionali, sopratutto riguardo l’America Latina.

  3. Annalisa Melandri | 5 febbraio 2008 19:09 | Rispondi

    Emiliano, io credo che in Italia se Libero non ci fosse sarebbe meglio, per tutta una serie di motivi, partendo dallo spreco di carta e finendo ai soldi che prende come finanziamenti…

  4. erman | 5 febbraio 2008 21:43 | Rispondi

    …e continuando dicendo che Libero non dovrebbe essere pubblicato proprio in nome della democrazia:secondo me quel giornale incita quotidianamente all’odio,alla violenza,allo squadrismo

  5. Eurogeneration | 5 febbraio 2008 23:26 | Rispondi

    Se penso agli amici cubani – ai librai clandestini, al popolo del Malecon – e se vogliamo essere giusti con i cileni, fa specie, per non dire ribrezzo vedere associata la menzione “Cile democratico” con una copertina che “apre il cuore” allo spietato dittatore Fidel Castro.

  6. Emiliano Eusebi | 6 febbraio 2008 10:13 | Rispondi

    Annalisa ed Erman, io sono daccordo con voi, neanche a me piace Libero, eppure è il giornale preferito dell’Italiano medio di centro destra. Noi siamo una democrazia, e la libertà di stampa non si tocca, anche se certi giornali fanno schifo.

  7. Celia | 7 febbraio 2008 14:32 | Rispondi

    Daccordo però taglierei i finanziamenti.
    Perchè non fanno tutti come “Il manifesto”?

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