Wednesday 23 May 2012, 22:25

Henrique Capriles sfiderà Hugo Chávez il 7 ottobre per la presidenza del Venezuela

Capriles

Sono andate nel migliore dei modi le primarie per il cartello di opposizione (MUD) al governo bolivariano presieduto da Hugo Chávez in Venezuela. Hanno avuto una ottima partecipazione (sopra i due milioni sarebbe stato un buon risultato, ne dichiarano quasi tre, è innegabile il successo) e hanno avuto un voto inequivocabile a favore del candidato favorito Henrique Capriles Radonsky (foto) che ha capitalizzato il ritiro del candidato di estrema destra Leopoldo López lo scorso 24 gennaio.

Capriles ha infatti ottenuto il 63% dei voti, sconfiggendo in maniera netta Pablo Pérez (per una breve presentazione dei candidati qui) che si è fermato poco oltre il 30%. Capriles ha umiliato le altre candidature di destra (María Corina Machado al 3.5%, Diego Arría 1.2%) mentre Pérez ha egemonizzato il campo centrista. Per Capriles un risultato così netto è il miglior viatico per potersi presentare come leader unico dell’opposizione nelle presidenziali del 7 ottobre e si smorzano le speranze chaviste di un’opposizione divisa.

Paradossalmente però la vittoria di Capriles fa gioire anche Hugo Chávez. Al di là della grande moderazione del linguaggio che ha mostrato e mostrerà Capriles di qui al 7 ottobre, il fondatore del fascistoide partito di “Primero Justicia” farà più fatica del moderato Pérez a intercettare voti in uscita dal governo. La candidatura di Capriles è forte, ma la campagna sarà diversa da quella del 2006 quando Manuel Rosales, sconfitto da Chávez, legittimò pienamente il processo elettorale, scontrandosi proprio con “Primero Justicia” che, con il governo Bush che soffiava sul fuoco, cercava di gettare il paese nel caos. La campagna, a partire dall’imminente decimo anniversario del golpe dell’11 aprile 2002, al quale il giovane Capriles partecipò assaltando l’Ambasciata cubana, sarà brutta e polarizzata, prepariamoci a colpi bassi.



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RSS Feed for This Post 20 Commenti

  1. LatinSpring | 13 febbraio 2012 13:51 | Rispondi

    Salve,
    solo una domanda in merito all’articolo. Il suo blog per me è una delle fonti di informazione sull’america latina. Riguardo a questa notizia non capisco una cosa:
    Capriles è di destra o di sinistra? Glielo chiedo perchè su vari giornali e su questo link http://blog.panorama.it/mondo/2012/02/13/venezuela-henrique-capriles-il-nuovo-anti-chavez-di-sinistra-il-ritratto/ si dice che sia di sinistra. Ora, non che sia importantissimo, ma è tanto per capire se chi “sbaglia” a descriverlo è stato condizionato in qualche modo. La ringrazio se vorrà rispondermi.

    Antonio

  2. Gennaro Carotenuto | 13 febbraio 2012 14:50 | Rispondi

    Grazie,
    io credo che uno dei successi della rivoluzione bolivariana sia l’aver imposto un’agenda politica nella quale le parole d’ordine della sinistra non possono più essere eluse. Se ha la pazienza di rileggersi le mie corrispondenze da Caracas nel 2006 leggerà che già Rosales si era dovuto adeguare.

    In questa campagna Capriles ha scelto di moderare il linguaggio, ha dichiarato che il suo modello è [il miglior alleato di Chávez] Lula e che non smantellerà lo stato sociale impiantato dal governo bolivariano. Le elezioni si vincono conquistando non il solito giro di antichavisti duri e puri (che diventano il “Venezuela democratico” per la stampa mainstream), ma contendendo a Chávez un frammento del campo progressista. A questo però aggiunga la storia personales di Capriles… e la storia di “primero justicia”, un partito sempre sul bordo dell’eversione.

    Francamente non sono per nulla d’accordo col pezzo di Manzo che mi sembra tendenzioso. Una volta di più si cerca di inquinare le acque per isolare non tanto Chávez quanto l’idea che case popolari, stato sociale, educazione, salute, riduzione della povertà siano possibili.

    Se le parole hanno un senso Capriles ha una storia comparabile a quella della Santanché e se oggi ha cambiato discorso mi fa piacere, ma se Capriles è progressista io sono Nonna Papera.

  3. LatinSpring | 13 febbraio 2012 15:01 | Rispondi

    Grazie mille della risposta. Andrò a leggere le sue corrispondeze da Caracas, mi interessa molto l’argomento per la sua attualità e per la netta sensazione di “filtro” che sento quando leggo le notizie che arrivano qua in italia sull’america latina ed i suoi cambiamenti (almeno quelli nessuno li mette in dubbio).
    Spero di leggere presto un suo articolo sulla situazione delle isole Malvinas, pare che il clima si stia “scaldando”. (fonte El Clarin)

  4. umberto blanca | 13 febbraio 2012 19:25 | Rispondi

    Io sono invece sostanzialmente d’accordo con l’articolo di Manzo che mi pare molto ben scritto e documentato. Non mi pare corretto definire Capriles “di destra” sulla base di quello che è, mi pare, soltanto un processo alle intenzioni o, peggio,o una piuttosto arbitraria interpretazione dei pensieri segreti di Capriles. Primero Justicia è vissuto sempre al bordo dell’eversione? In base a quali fatti è giunto a questa conclusione? Primero Justicia nasce con un programma basicamente e classicamente socialdemocratico (o di “humanesimo integral”, come recita il programma) e come un socialdemocratoico Capriles si è sempre comportato, mi pare, governando lo Stato di Miranda. Del tutto inesatto è anche, come lei fa nel suo articolo, definire Leopoldo Pérez di “estrema destra” (una definizione che, senza alcun supporto, lascia intuire simpatie para-fasciste). Quantomeno approssimativo, inoltre, è ricordare che Capriles fu accusato di partecipare all’assedio dell’ambasciata cubana nel 2002 (è questa la prova delle sue tendenze eversive?) senza aggiungere che, per quei fatti, è stato processato ed assolto. Tifare Chávez va bene, anch’io pendo da quel lato. Ma alterare i fatti non serve a nessuno.

  5. Alessandro Vigilante | 14 febbraio 2012 00:29 | Rispondi

    Solo un appunto, sollecitato dall´intervento del sig. umberto blanca.
    Io vivo in Brasile da 15 anni e ho imparato che – dal successo degli integrazionisti in poi – quando un partito in sud-america vuole contrapporsi a questa egemonia, si mette nome Social-Democratico e di Umanesimo Integrale, ma rappresenta la Destra Finanziaria e Latifondista, la rendita e non l´impresa.
    Non conosco questo Capriles, ma ricordate Fernando Henrique Cardoso, il “grande sociologo” che scrisse la prefazione della prima edizione de “Le vene aperte dell´AL” di Galeano?
    Lui, il suo successore anti-abortista Serra, tutti PSDB – Partito Social Democratico Brasiliano ;-)
    Quindi bisogna dirla tutta e non nominare correnti – come la socaldemocrazia o l´umanesimo – che in Europa fanno riferimento a blocchi sociali differenti.
    Mettono figure giovani che sembrano passabili e minimamente progressiste, ma sono i vecchi colonizzatori all´opera.

  6. Brando Frascella | 14 febbraio 2012 13:13 | Rispondi

    I dati sulla partecipazione al voto alle primarie del MUD sono piuttosto dubbi e probabilmente falsificati. Riassumo quanto è scritto sul blog Diario di Venezuela. Il MUD ha fatto richiesta al CNE di 7691 macchine da distribuire nei 3.707 seggi. La media per ogni operazione di voto è di circa 3 minuti. I seggi sono rimasti aperti 9 ore dalle 8 alle 17. Il numero massimo di potenziali votanti è 1.384.380 (9×60/3×7691). Il CNE ha si fornito il supporto logistico, ma non è intervenuto nella verifica della regolarità del processo di voto. Ciò dal momento che la MUD ha avanzato al CNE due pretese piuttosto insolite (ufficialmente per evitare la diffusione dell’identità dei partecipanti alle primarie): 1. che a differenza delle elezioni con carattere istituzionale i votanti non fossero soggetti all’obbligo di essere identificati; 2. che i registri elettorali non fossero accessibili e venissero distrutti 48 ore dopo la fine delle votazioni. Perciò nessuno potrà mai sapere se un solo votante ha prodotto una o cinque schede elettorali.

  7. umberto blanca | 15 febbraio 2012 14:33 | Rispondi

    Io resto della mia idea. In qualunque paese de mondo – incluso, credo, il Brasile nel quale Alessandro Vigilante vive da 15 anni – quando qualcuno viene definito “un estremista di destra” è perché è, in un modo o nell’altro, un simpatizzante fascista. Ed è proprio in questo senso che il professor Carotenuto ha – con molta superficialità, a mio avviso – citato la Santanchè per spiegare le posizioni di Capriles. Si può discutere quanto si vuole sulle vere affinità tra la socialdemocrazia di Fernando Henrique Cardoso (che è stato ed è davvero un grande sociologo, senza le virgolette ironiche molto scioccamente apposte da Vigilante) e quella degli omonomi partiti europei. Ma neppure il più fazioso dei sostenitori di Lula (che, pure, con Cardoso ebbe rapporti nient’affatto amichevoli) si sognerebbe di definirlo un “estremista di destra”. E credo che Carotenuto avrebbe fatto una migliore figura facendo la stessa cosa con Capriles e Leopoldo Pérez. Vigilante – che in tanti anni di permanenza in Brasile non ha evidentemente appreso granché – dovrebbe leggere quello che di Cardoso ha molto recentemente scritto Dilma Rousseff nella lettera inviatagli in occasione del suo 80esimo compleanno. Quanto ai dati citati da Brando Fascella, sono tratti da calcoli proposti dalla trasmissione “La Hojilla” già venerdì scorso, prima che si votasse. Dati che dimostrano solo come l’ala più dura ed ottusa del chavismo – posizione di cui il titolare della trasmissione , Mario Silva, è un illustre rappresentante – aveva già stabilito (sulla base di contorsioni aritmetiche francamente ridicole) che solo attraverso una frode l’opposizione avrebbe potuto portare alle urne più di 1 milione e 200 mila votanti. Se è partendo da queste sciocchezze che il PSUV pretende di affrontare il voto del 7 ottobre, credo che Chávez possa già cominciare a preparare le valige. Meglio, molto meglio, prepararsi ad una seria battaglia politica, senza trucchi e senza demonizzazioni.

  8. Marco De Martin | 16 febbraio 2012 18:40 | Rispondi

    http://www.antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=752:primarie-truccate-contro-chavez&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16

    Gentile Umberto, si legga la parte in cui si cita Henry Ramos Allup, segretario di Acciòn Democratica, e vedrà che un mese fa la stima di votanti, da lei riservata esclusivamente agli ‘ultra-chavisti’ (qualunque cosa significhi), era già condivisa da uno dei leader della MUD; il modo in cui si descrive il rapporto di odio-amore della Mesa verso le macchine di voto elettronico di fabbricazione cubana è poi particolarmente spassoso. Cordiali saluti,
    Marco De Martin

  9. Carlos.Catucci | 16 febbraio 2012 21:34 | Rispondi

    Egregio sig. Bianca. Si evince chiaramente dalle sue argomentazioni che lei ha una spiccata tendenza verso le destre. Ma mettersi a cavillare come fa non cambia la sostanza dei fatti. Che possa o meno piacerle quel che dice o fa il presidente Chavez (personalmente pur essendo sostenitore del programma Bolivariano preferirei un modello di governo di stampo piu’ Zapatista) ma rimane il fatto che le cose sono cambiate radicalmente da quando e’ iniziata l’era di governo Bolivariano.
    Mi farebbe estremo piacere sapere quanto lei conosca davvero la realta’ dei paesi sudamericani, magari vivendoci o recandovisi spesso come fa il prof. Carotenuto.

    Carlos

  10. Alessandro Vigilante | 17 febbraio 2012 15:16 | Rispondi

    Ringrazio il sig. umberto blanca per la delicatezza con la quale risponde ai commenti, affermando che in 15 anni non ho capito granchè.
    Io non ho mai scritto che il pessimo sociologo Fernando Henrique Cardoso fosse un “estremista di destra”. Ho solo fatto notare – e il fatto è lì nella storia – che la politica da lui adottata in 8 anni di presidenza del Brasile era estremista di destra.
    Politica di destra moderata è quella attuale di Monti in Italia.
    Quando si è sotto l´FMI, la destra deve essere estrema per far funzionare ciò che non è umanamente sostenibile.
    Poi ci puoi mettere a capo un FHC o un Capriles per fare look, marketing, public relations, consensus, ma il succo è sempre una politica di estrema destra.

  11. umberto blanca | 17 febbraio 2012 22:46 | Rispondi

    Caro Vigilante, se la politica di Fernando Henrique Cardoso era “di estrema destra”, di estrema destra è stata, specie in campo economico, anche quella di Lula. Questo è, per usare le sue parole, quello che “è lì nella Storia”. Le auguro una buona permanenza in Brasile, paese che non ha capito in 15 anni e che, temo, non capirà mai. Quanto al resto, ribadisco: meglio prendere le primarie della MUD per quello che sono state: un successo ed un ammonimento. E credo sia meglio trattare i leader dell’opposizione come avversari da battere sul piano delle idee e dei programmi. Non come demonietti parafascisti da esorcizzare con sciocche invenzioni. Per Marco Martin: il fatto che le frottole raccontate da Mario Silva siano state riprese da Moscato nella sua pagina web, non le rende in alcun modo più credibili.

  12. Gennaro Carotenuto | 17 febbraio 2012 23:51 | Rispondi

    Cavallini, finché scrivi balle si commentano da sole. Ma insultare altri utenti ti banno. Tanto ti riscrivi con un altro nome…

  13. Brando Frascella | 18 febbraio 2012 09:21 | Rispondi

    Avevo capito anch’io che umberto blancaa era lo pseudonimo di Massimo Cavallini. Non è peraltro dotato di molta fantasia visto che sul suo sito e sul blog del Fatto si firma con Ubre Blanca. Lo stile è quello, considera minus habens chi non la pensa come lui. Io, però, non lo avrei bannato anche perché leggere che “tifa per Chavez” dà la misura della serietà e del calibro del “giornalista” (le virgolette, in questo caso, sono opportune).

  14. Marco De Martin | 18 febbraio 2012 12:45 | Rispondi

    Se è Cavallini, non mi stupisco che non provi neanche a rispondere nel merito (in questo caso le dichiarazioni di Henry Ramos Allup, possiamo anche ignorare altre parti del post), è più facile parlare per partito preso di “frottole” e di chi ha postato quell’articolo per screditare, a suo pensare, il tutto. Se fa il giornalista, complimenti vivissimi per la deontologia professionale (assente). Un saluto.

  15. Raffaele Della Rosa | 21 febbraio 2012 06:20 | Rispondi

    Chi è Cavallini, a parte gli alias, ?

  16. Gennaro Carotenuto | 21 febbraio 2012 13:39 | Rispondi

    http://www.gennarocarotenuto.it/1168-omero-ciai-angela-nocioni-piero-sansonetti-massimo-cavallini-risposte-dovute/
    http://www.gennarocarotenuto.it/1843-massimo-cavallini-e-lassassino-di-roque-dalton/
    http://www.gennarocarotenuto.it/15250-il-vizietto-diffamatorio-di-massimo-cavallini-contro-gennaro-carotenuto/
    http://www.gennarocarotenuto.it/16416-il-benaltrismo-alla-rovescia-di-massimo-cavallini/

  17. Alessandro Vigilante | 21 febbraio 2012 15:10 | Rispondi

    @ Raffaele: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mcavallini/?bio

  18. Raffaele Della Rosa | 22 febbraio 2012 18:35 | Rispondi

    Grazie ad Alessandro ed a Gennaro….mi dispiace solo che questo coglionazzo scriva anche su IL FATTO…su l’Unità del resto c’ha scritto anche un uomo a cui la foltissima capigliatura fa mancare ossigeno al cervello…tale Sansonetti Pietro…insomma: l’ Unità un quotidiano che non si fa mancare una dose alquanto massiccio di sbruffoni e squinternati…..in effetti vi sono giornalisti che hanno il piglio ed il taglio degli storici…per quanto lo possa consentire l’accessibilità delle fonti ed altri che si compiacciono di bozzettismo deteriore e di “impressionismo” all’amatriciana (ma nel caso di costoro direi alla matriciana…).
    Certo che non sono dei Robert Fisk…..ma semmai gente che dei fischi se ne frega e sta invece sempre a caccia di fiaschi….da vuotare.

  19. Alessandro Vigilante | 23 febbraio 2012 23:40 | Rispondi

    ;-) Raffaè…. sei un grande!
    Il primo aggettivo da te usato, fa di te un mito.
    Mi sono scompisciato.

  20. Raffaele Della Rosa | 24 febbraio 2012 20:40 | Rispondi

    ….modestamente :-( ……

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