domenica 01 agosto 2010, 06:29

Esco di rado… VII – Clemente Mastella: meglio in galera che il referendum

Clemente Mastella ha fatto la sua giocata ed è uscito dalla maggioranza. Il governo di Romano Prodi ha le ore contate, stavolta per davvero. Vogliono farci credere che dipende dalla pena per la moglie agli arresti domiciliari? Vogliono farci credere che dipenda dal fatto che il segretario e altri 34 dei maggiori dirigenti del partito sono inquisiti? Vogliono farci credere che l’UDEUR come la DC non si processa?

Nulla di tutto questo. I guai giudiziari della famiglia non c’entrano nulla, fumo per confondere l’opinione pubblica. E’ evidente che dalla maggioranza, e forse anche con Mastella guardasigilli, l’UDEUR potrebbe difendersi meglio. Ma il pericolo, esiziale per l’UDEUR e per tutti i piccoli è il referendum.

Il referendum che senza mediazioni restituirebbe un sistema bipartitico, non certo il migliore, anzi un brutto sistema di semplificare le cose, ma migliore della palude attuale.

E adesso per L’UDEUR, e i molti come l’UDEUR, è venuto il momento di andare a votare a tutti i costi, per sopravvivere una legislatura in più e mandare ancora di più il paese in rovina con un altro governo, di centrodestra o centrosinistra per loro è indifferente, debole come quello di Romano Prodi.

Sarebbe il momento che Walter Veltroni, Silvio Berlusconi, Franco Giordano e Gianfranco Fini smontino per sempre il gioco d’interdizione eterna dei piccoli e diano al paese una legge elettorale in grado di salvaguardare la rappresentatività ma rendere il paese governabile. Ma non ne hanno la statura.



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

- Vota cliccando su OK e Wikio, per saperne di più clicca qui -


RSS Feed for This Post 20 Commenti

  1. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 01:28 | Rispondi

    Mi sembra ovvio che la maggioranza degli italiani non voleva e non vuole quello che sta succedendo nei compartimenti stagni della politica delle istituzioni. Ma saranno costretti ad andare a votare (o ad ingoiare una ammassata orgiastica putrida al centro).
    Nella seconda repubblica i governi di centro sinistra non reggono, questo é il dato evidente.
    L`altra volta si é data la colpa a Rifondazione, questa volta la si dará a mastella, ma la sostanza é la stessa.
    Non volevo credere in alcune sparate di Valentino Parlato, Polo ed altri sul manifesto di qualche tempo fa. Ma adesso risulta chiaro.
    Compagni e compagne dobbiamo tornare all´opposizione, ad una lunga opposizione, che qualcuno qui ha chiamato tunnel senza luce nella sua fine. É proprio cosí. Non mi é mai piaciuto il “tanto peggio, tanto meglio”, ma non é di questo che si tratta questa volta. Dobbiamo renderci conto che la stagnazione del nostro fare politico quotidiano, dallo sbriciolamento del “socialismo reale” (anzi da ancor prima) ad oggi, ha prodotto una societá assente, malata, abulica, pronta solo a fare la politica delle tifoserie. Scommettendo sui cavalli vincenti, tutti drogati.
    É arrivato il momento che tragicamente dobbiamo dire basta. Ritornare al lavoro politico e sociale di base e smetterla di fare i teorici della politica. Abbiamo anni di opposizione e di lotte davanti e se non vogliamo che si riducano ad un pericoloso populismo versus autoritarismo, dobbiamo rimetterci a camminare. Andare nei quartieri marginalizzati, riguadagnare la fiducia perduta dei nostri fratelli sfruttati di tutti i colori, etnie, generi, etá, religioni. Una fiducia nella politica pro-attiva, nell´azione locale, sociale, culturale, metodologicamente e pedagogicamente di base.
    (continua)

  2. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 01:29 | Rispondi

    Sará un lungo cammino, molti si stancheranno presto e molti di piú tarderanno a seguirlo, ma é necessario. Insieme alla casta dobbiamo mandare a fare in culo anche i grilli ed i luttazzi, con cui colpevolmente qualcuno si gingilla. Si tratta di recuperare la dignitá e ci vorrá tempo.
    I nostri figli forse non vedranno neanche un poco della nuova luce, ma la speranza é che tra qualche generazione si comincerá ad apprezzare di nuovo un protagonismo che attualmente abbiamo colpevolmente lasciato solo a questi infami che hanno montato e stanno giocando sulla pelle dei cittadini questa farsa tragica.
    Possiamo e dobbiamo andare a votare i meno peggio. Ma il vero lavoro sará per decenni un altro.
    Auguri italiani, non siamo soli in questo oceano globale di lacrime.

  3. Gennaro Carotenuto | 22 gennaio 2008 07:06 | Rispondi

    Caro Alessandro,
    temo che il tuo scritto abbia forse la lucidità della ragione, ma che sia necessaria anche la speranza, che se spostiamo a un “neanche i nostri figli” perde completamente di senso e dimensione umana.

    Sei tu che pubblichi qui Iacopo Fo che sostiene che in realtà tutto va meglio. Io non ne sono convinto, ma sono convinto che obbiettivi più limitati, una società più austera, più rispettosa del pianeta, una classe politica meno autoreferente… non siano obbiettivi a lunga scadenza. Ovviamente necessitano grandi lotte, ma spostarle indefinitamente nel tempo significa far perdere alla lotta politica ogni significato.

  4. Paolo Roversi | 22 gennaio 2008 10:18 | Rispondi

    Sono convinto che questo governo, dalla sua nascita, avesse il compito ben definito di effettuare riforme strutturali relative allo stato sociale, vedi protocollo sul welfare; pensioni, peggioramento della Maroni; scuola pubblica e enti locali, tagli tagli e ancora tagli; inasprimento fiscale verso i soliti noti; ulteriori liberalizzazioni e stanziamenti all’industria civile e militare; ratifica degli accordi militari con gli U.S.A. etc… Portato ha termine il compito come da volere dell’UE (Padoa Schioppa docet), appena si paventa la questione salariale (come se prima non ci fosse) e senza uno straccio di conquista sui diritti civili il governo va in crisi. Un tempismo piuttosto sospetto.

  5. Alessandro Romano | 22 gennaio 2008 12:44 | Rispondi

    è un’arguta analisi, quella fatta dal prof.carotenuto, nel post ‘esco di rado VII’, che condivido.
    in qualche trasmissione televisiva comica, qualcuno paragonò il parlamento ad un grande reality show, e ne fece una sorta di parodia. è proprio così. e dico di più, come in tutti i reality show, anche nel nostro(quand’è che capiremo che è davvero NOSTRO?)parlamento, c’è un canovaccio da seguire, un copione. sì, perchè di recitare a soggetto non ne sarebbero capaci. non sono grandi attori, i nostri politici. in qualcuno,però,è insita anche una forte verve comica. mi viene da pensare a quel genio di antonio polito. come si fa a sviluppare una battuta del genere in così poco tempo? neanche il miglior woody allen di manahattan: a travaglio,che gli chiese come mai non iniziavano ad attuare il programma elettorale, rispose (ah, ogni volta che ci ripenso, guardo il cielo e mi scappa una lacrima) che è ‘ovviamente’ impossibile da applicarlo tutto perché sono 280 pagine… (…).
    e ora, siamo qui ad aspettare con i pop corn in mano, che succederà nella prossima puntata, che sviluppi prenderà questa farsa.
    proprio come aveva prognosticato il prof.carotenuto, il governo ha davvero le ore contate, infatti leggo: (fonte ansa.it) ‘prodi alla camera: chiedo fiducia per andare avanti. domani il voto.’
    questi pop corn, però, non so a voi, cominciano ad essermi troppo salati e difficili ormai da digerire. chissà per quanto ne avremo ancora di pazienza. chissà per quanto tempo dovremo stare come drogati dalle loro parole. rispondo ora al mio omonimo alessandro vigilante: i vari grilli, e luttazzi, e altri ancora, non sono da mandare a casa. se con l’iniziativa di grillo del v-day, ci sono state almeno 10 persone (davvero, mi basterebbe sapere che ce ne son state almeno 10), che han capito che effettivamente qualcosa va cambiata, allora per me quell’iniziativa è stata una buona iniziativa.
    certo, grillo non semina verità assolute ma lì mi appello alla coscienza critica di ognuno di noi.

  6. Il Brigante Rosso | 22 gennaio 2008 13:36 | Rispondi

    Personalmente credo che l’unica legge elettorale utile sia un proporzionale puro con sbarramento del 2% (ovvero un milione di elettori) su base nazionale. Chi rappresenta un milione di persone è giusto che sia rapresentato in Parlamento!

  7. Maurizio Guiducci | 22 gennaio 2008 13:54 | Rispondi

    Riguardo l’intervento di Alessandro e la risposta di Gennaro:
    riuscire a (ri)creare una forma di “resistenza” (anche questo mi sembra dica Alessandro), senza disperazione e dal basso, è forse il regalo più grande che potremmo fare ai nostri figli. Se volete, riprenderci la politica e la storia. Non mi sembra poco in questa palude che viviamo! Il resto potrebbe venire o non venire; ma il “riscoprirci” ed il regalare questa riscoperta a chi seguirà, in definitiva è vivere. Non voglio sembrare un sognatore astratto (per carità, in gran parte lo sono e preferisco stare colla testa tra le nuvole più che con i piedi nel fango, mi si passi la citazione orwelliana) e sicuramente importanti sono anche obiettivi immediatamente pratici (e discussioni pratiche). Ma senza una radicale “resistenza”, anche culturale; ad una ricostruzione di un’alternativa culturale, francamente non riesco a vedere sbocchi all’appiattimento in cui ci troviamo dove spesso sono solo reazioni di tipo qualunquista populista ad aver risposta (ed è, praticamente, uno sbocco molto pericoloso).

    Ma perché poi ricostruire un’opposizione vera (sono secoli che vedo solo balbettii impauriti) sarebbe buttarci in un tunnel senza fondo? La democrazia, almeno la sua ombra, il suo inizio (di più difficilmente c’è dato), passa soprattutto per l’esistenza di una reale opposizione. Altrimenti mi viene qualche dubbio sia democrazia!

  8. Emiliano Eusebi | 22 gennaio 2008 16:24 | Rispondi

    Italia si, Italia no…. ce famo do spaghi…

  9. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 17:50 | Rispondi

    Maurizio ti ringrazio per la tua aggiunta lucida e lucente. Rispetto al tunnel, é l´amarezza di chi (come me) aveva aspettato illudendosi con il 33% nella prima repubblica e aveva continuato ad illudersi con il 51% nella seconda…

  10. Paolo Roversi | 22 gennaio 2008 18:20 | Rispondi

    Siamo realisti esigiamo l’impossibile (mi pare dicesse qualcuno;-)). Ok! (ri)creiamo una resistenza, meglio un progetto di società. Da dove partiamo? Quali valori condividiamo? Stiamo sempre a litigare su questioni di lana caprina mentre l’imperialismo procede come un rullo compressore. Ecco, si può ancora parlare di imperialismo?

  11. wizzo | 22 gennaio 2008 18:22 | Rispondi

    Dillo a Vespa, che ieri ha organizzato la cerimonia nei minimi particolari per accreditare la versione del Mastella sedotto e abbandonato

  12. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 21:16 | Rispondi

    Temi per la resistenza: ce ne sono giá due importanti qui.
    1) sovranitá nazionale contro l´imperialismo (non solo militare, ma culturale) basta hamburguer, coca-cola ecc. Petrini di Slow Food pare sia stato annoverato tra i 50 uomini piú importanti per il pianeta.
    2) Comunicazione e media: Giornalismo Partecipativo in rete e nelle strade, nei quartieri, nelle scuole, nelle fabbriche.

  13. erman | 22 gennaio 2008 21:42 | Rispondi

    beh signori,le parole di Alessandro sono giustissime,la speranza di Gennaro lecita,il riferimento di Maurizio ad una resitenza Culturale è FONDAMENTALE.pero’…io sono scoraggiato davvero..ma di quale opposizione parliamo?le forze politiche di sinistra non sono piu in grado di fare opposizione per i lucidi motivi elencati da Alessandro ed anche perchè sono parte di un sistema che li foraggia e li sostenta.l’opposizione tanto acclamata da Ferrando è demagogia pura,fuori da ogni contesto reale.abbiamo delegato questo ruolo ai dei giullari come luttazzi,che in verita’ ci ha lucrato sopra di brutto.ma la colpa non è sua,è nostra casomai.piu’ che una resistenza culturale,come diceva Maurizio,è necessaria una Rifonazione Culturale,solo da li’ si puo ripartire,solo da li’ puo rinascere la speranza.ma come fare a scardinare questo muro di propaganda,di bugie,di falsita’.di messaggi subliminali che ci torturano in ogni istante?potremmo rifiutare la sub-cultura che ci propinano,cominciare a fare come dice Alessandro.io soluzioni non ne ho,dico solo quello che mi sembra di vedere ed ascolto con attenzione cosa dice chi ne sa piu di me.ma per fare l’ultimo esempio,non posso accettare che i giornali parlino di Tortoreto perchè ci abitano due co….i che vanno al grande fratello e invece passa sotto silenzio l’alluvione di qualche mese fa che ha rovinato la vita a molti cittadini rimasti senza casa,senza auto,senza nulla

  14. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 21:55 | Rispondi

    Salváti dai Casini.
    Senza ironia, ma con amarezza. Per evitare nuove elezioni farsa subito ci puó salvare solo… Casini!

  15. erman | 22 gennaio 2008 22:15 | Rispondi

    se il centro-sinistra intende almeno contrastare berlusconi deve allontanare il piu possibile le elezioni.se invece cosi non fosse mi chiedo se valga la pena umiliarsi nuovamente turandosi il naso e votando.non credo ne sarei capace stavolta,e mi vengono in mente le bellissime strofe di una canzone degli Assalti Frontali “quale strada mi risparmia dalla scelta infame di votarmi all’assassino migliore..”

  16. Alessandro Vigilante | 22 gennaio 2008 23:08 | Rispondi

    @Alessandro Romano. Tu dici: “i vari grilli, e luttazzi, e altri ancora, non sono da mandare a casa.” Il problema é che questi soggetti STANNO giá a casa loro oppure SU i palchi.
    Abbiamo bisogno di quadri politici qualificati e con esperienza di lotta popolare TRA la gente, IN MEZZO alla gente.
    E poi, che pedagogia é questa? Non mi dire che possiamo fare politica con dignitá, lanciando nuovi valori e speranza per le nuove generazioni con… i vaffanculo day! Unione di parolaccia qualunquista e lingua straniera imperialista!

  17. Alessandro Romano | 23 gennaio 2008 00:43 | Rispondi

    @Alessandro Vigilante.
    ok,sono perfettamente d’accordo se mi fai notare che i grilli e i luttazzi hanno il loro palco,dal quale è inoltre facile parlare senza contraddittorio e soprattutto se si sa già che si ha un pubblico che ascolta ‘a prescindere’…
    e ti dico di più…han ragione anche quelli che storcono il naso(e io sono tra queste persone)quando sentono la gente dire:’…ma è così,credici,l’ho letto sul blog di grillo!’
    non ha caso ho scritto prima che i grillo e i luttazzi non è che predichino verità assolute,e che mi appello alla coscienza critica di ognuno di noi nel valutare tutti gli imput,tutte le notizie che arrivano al nostro cervello e quindi anche poterne fare una selezione.
    tu mi dici:’abbiamo bisogno di quadri politici qualificati e con esperienza di lotta popolare TRA la gente, IN MEZZO alla gente’.
    e io ti rispondo: caro amico mio,magari avessimo qualcuno che li potesse rappresentare…
    io non ne vedo. e per questo prima ho detto che mi accontenterei di sapere che ci sono state almeno 10 persone,grazie a v-day,che siano state sensibilizzate al Problema,che siano riuscite finalmente ad aprire gli occhi e a vederlo questo Problema,che tutta l’italia sembra non vedere.
    non puoi negare che non sia stata un’occasione per cercare di far arrivare la gente ad una PRESA DI COSCIENZA per quello che ci sta accadendo intorno,per quello che ci stan facendo sotto il naso.
    una PRESA DI COSCIENZA,è proprio da qui che,secondo me,si deve partire…cercare di SCUOTERE gli italiani dicendogli: ‘oh,SVEGLIATI! non vedi che ne stanno facendo della tua italia? e questo il paese dove vorresti far crescere i tuoi figli?’. e se serve a scuotere,anche una parolaccia qualunquista va bene.
    senza aver raggiunto una piena consapevolezza dello stato in cui ci troviamo,non riusciremmo mai ad avere ‘Giornalismo Partecipativo in rete e nelle strade,nei quartieri,nelle scuole,nelle fabbriche.’
    spero di aver chiarito il mio punto di vista.

  18. Annalisa Melandri | 23 gennaio 2008 00:44 | Rispondi

    “É arrivato il momento che tragicamente dobbiamo dire basta. Ritornare al lavoro politico e sociale di base e smetterla di fare i teorici della politica…. Andare nei quartieri marginalizzati, riguadagnare la fiducia perduta dei nostri fratelli sfruttati di tutti i colori, etnie, generi, etá, religioni. Una fiducia nella politica pro-attiva, nell´azione locale, sociale, culturale, metodologicamente e pedagogicamente di base.”
    Alessandro io ci credo in questo e credo anche nella ricostruzione “dell’alternativa culturale” di cui parla Maurizio, diciamo che cerco di vivere così nei limiti del possibile, una politica dei cittadini che se vogliono riescono anche a fare a meno della struttura, diventando essi stessi struttura, in parte è quello che siamo riusciti a fare con la nostra Bibliotrulloteca,(www.insiemeperiltrullo.it) una biblioteca di quartiere creata dal nulla e con nulla e che ora ha più di 4000 volumi e tanto altro..creare reti di solidarietà tra cittadini e cittadini e immigrati per sopperire a carenze sociali, si può fare. Quello che vedo e che mi sconforta purtroppo è l’individualismo di cui è saturo la nostra società, anche e purtroppo, che nasce proprio dal basso…
    Saluti

  19. Alessandro Romano | 23 gennaio 2008 00:52 | Rispondi

    inoltre vorrei aggiungere che proprio il ‘giornalismo partecipativo’ che ricordava e auspicava alessandro vigilante e che il prof.gennaro carotenuto ci sta permettendo di realizzare qui, in questo suo spazio, potrebbe essere davvero una buona fucina di idee per cambiare qualcosa…sarà che FINALMENTE ci stiam svegliando? PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA-PRESA DI COSCIENZA

  20. Emiliano Eusebi | 23 gennaio 2008 09:53 | Rispondi

    Ricostruzione di “un’alternavita culturale” ben venga, ma senza imposizioni Alessandro. Io sono più per la libertà e la democrazia, chi vuole mangiare da Mcdonald ci vada pure, quando e come vuole.

3 Trackback(s)

  1. Da Un Paese a b normal ( Ridiamoci sopra Riforma della Politica ) - Il blog di Marcello Saponaro | gen 22, 2008

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.