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Esco di rado… VII – Clemente Mastella: meglio in galera che il referendum

Clemente Mastella ha fatto la sua giocata ed è uscito dalla maggioranza. Il governo di Romano Prodi ha le ore contate, stavolta per davvero. Vogliono farci credere che dipende dalla pena per la moglie agli arresti domiciliari? Vogliono farci credere che dipenda dal fatto che il segretario e altri 34 dei maggiori dirigenti del partito sono inquisiti? Vogliono farci credere che l’UDEUR come la DC non si processa?

Nulla di tutto questo. I guai giudiziari della famiglia non c’entrano nulla, fumo per confondere l’opinione pubblica. E’ evidente che dalla maggioranza, e forse anche con Mastella guardasigilli, l’UDEUR potrebbe difendersi meglio. Ma il pericolo, esiziale per l’UDEUR e per tutti i piccoli è il referendum.

Il referendum che senza mediazioni restituirebbe un sistema bipartitico, non certo il migliore, anzi un brutto sistema di semplificare le cose, ma migliore della palude attuale.

E adesso per L’UDEUR, e i molti come l’UDEUR, è venuto il momento di andare a votare a tutti i costi, per sopravvivere una legislatura in più e mandare ancora di più il paese in rovina con un altro governo, di centrodestra o centrosinistra per loro è indifferente, debole come quello di Romano Prodi.

Sarebbe il momento che Walter Veltroni, Silvio Berlusconi, Franco Giordano e Gianfranco Fini smontino per sempre il gioco d’interdizione eterna dei piccoli e diano al paese una legge elettorale in grado di salvaguardare la rappresentatività ma rendere il paese governabile. Ma non ne hanno la statura.

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