Oscar Giannino
Oscar Giannino è quel signore che definì il presidente democratico della Bolivia, Evo Morales, un "narcoindio fuori di testa", quello che ha detto che i problemi di Napoli, città che evidentemente non ama, li deve risolvere il Vesuvio e che Fukushima sarebbe stata la prova del nove sulla sicurezza del nucleare (sic). Poi è il fondamentalista neoliberale che è, tuttora fervente credente della "mano invisibile del mercato", un francofobo riconosciuto e tante altre cose che ne fanno un personaggino di scarsa autorevolezza.
Deve aver goduto smodatamente quando oggi quattro deficienti, incapaci di intendere e di volere, ma in grado di fare danno, fuori alla Statale di Milano gli hanno permesso di passare da vittima lanciandogli dei pomodori e delle uova, non si sa se fresche. Solidarietà a Oscar Giannino.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Rudi Menin | 2 dicembre 2011 15:53 | Rispondi
Lui, l’eccentrico personaggio che ci propina lezioncine di economia tatcheriana in ogni suo intervento, è abituato a lanciare ben di peggio sui lavoratori. Merda, se posso dire, anche se “solo” metaforica. Quindi sono d’accordo su tutto tranne l’ultima frase.
Leonello Carlo Boggero | 3 dicembre 2011 13:13 | Rispondi
Fuori tema ,ma non troppo pur sempre di pennivendoli si tratta:
Sgarbi e Feltri si inginocchiano davanti a Caselli.
La precisazione del trash Vittorio:
Gli errori nell’articoli su Caselli
Con riferimento a due articoli pubblicati su il Giornale rispettivamente il 26.11.2009 e il 15.1.2010,a mia firma, dal titolo i lprimo«Io, accusato di essere mafioso, vi dico che Silvio è in pericolo», il secondo «Sedici anni di processo: il ministro era innocente» il cui contenuto riguardava le indagini e le accuse sostenute dalla Procura di Palermo nei processi Andreotti, Mannino, Musotto, Frittitta e Lombardini e dei quali si è doluto il dottor Caselli, all’epoca Procuratore di Palermo, mi preme sottolineare quanto segue. Successivamente alla notizia della querela proposta dal dottor Caselli nei confronti miei e del Direttore della testata, Vittorio Feltri e al rinvio a giudizio di entrambi, predisponendo la mia difesa, ho rivisto gli articoli anche alla luce di approfondimenti e controlli da me compiuti sullevicende riportate negli articoli, e commentate con toni fortemente critici.
Il tono diventa ancora più piagnucoloso:
Mi sono così reso conto che i fatti da me riportati in merito a quei processi non corrispondevano al vero ec he le fonti delle notizie in cui riponevo piena fiducia, si erano rivelate inattendibili. Di quanto è accaduto, e dell’offesa arrecataal dottor Caselli, magistrato noto per l’estrema correttezza e indipendenza, mi rammarico sinceramente. Il dottor Caselli prendendo atto della precisazione e del pieno riconoscimento della sua correttezza e della sua professionalità, provvederà a rimettere la querela nei confronti miei e del Direttore, che sottoscrive questa dichiarazione. Firmato Vittorio Sgarbi Vittorio Feltri
Bella lezione due Vittori perdenti (ndr)