Wednesday 23 May 2012, 15:48

Uno di meno!

Il terzo della lista dopo Ben Alì e Moubarak. Chi sarà il prossimo? Silvio Berlusconi, Bashar al Assad, Bibi Netanyahu, Abdallah Saleh?

Peccato solo per il processo, ma il livello di complicità, soprattutto con l’ Occidente che gli aveva appaltato il massacro dei migranti, è tale che non c’ era alcuna speranza.



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

RSS Feed for This Post 16 Commenti

  1. ilBuonPeppe | 20 ottobre 2011 17:32 | Rispondi

    Sinceramente trovo titolo e testo di pessimo gusto.
    Spero di sbagliare, ma trapela un compiacimento che non può essere accettato.
    Un uomo è stato ucciso, insieme a migliaia di altri suoi connazionali, da un gruppo di criminali che hanno letteralmente “inventato” una guerra a questo scopo. Tra i quali ci siamo anche noi.
    Neanche io avevo speranza che sarebbe finita diversamente, ma vorrei che almeno venisse chiamato col suo nome e trattato di conseguenza: omicidio premeditato.

  2. Leonello Carlo Boggero | 20 ottobre 2011 19:23 | Rispondi

    Titolo disgustoso,da bar, che fa da cornice ad un’altro Piazzale Loreto,chissa’ cosa direbbe Hugo Chavez.

  3. Francesco Punzo | 20 ottobre 2011 21:14 | Rispondi

    Gennaro questa volta mi sono sentto a disagio nel leggere l’articolo.
    La condanna delle malefatte del puttaniere di Tripoli non deve lasciarci senza sdegno e schifo per il come sia stata gestita (e da chi) la “transizione” (per parafrasare la sigla del CNT).
    Può darsi che mi sbagli, ma non si può condannare la violenza dei prezzolati e/o sbandati alla manifestazioni indignate, e poi passare lisci sopra violenze altrettanto poco produttive e funzionali.
    Se era una provocazione non sono sufficientemente sveglio per coglierla e mi sembra comunque abbastanza “straniante”, per usare un eufemismo, come il “wow” della Clinton al cellulare appena appresa la notizia.

  4. luca mastellaro milano | 20 ottobre 2011 21:30 | Rispondi

    Altro post da condividere!
    Attento però che se a quelli di Repubblica o a qualche indignato con la sindrome di stoccolma partono gli spermatozoi finisci denunziato alla pubblica autorità :-)

    Un saluto
    Luca

  5. Gennaro Carotenuto | 20 ottobre 2011 21:39 | Rispondi

    Luca, Francesco, in tutti questi mesi io ho sempre differenziato tra Gheddafi e chi lo attacca. Neanche i Fratelli Musulmani mi piacciono eppure non posso non celebrare la caduta di Mubarak. Ho criticato Gheddafi per anni e non è certo diventato mio amico quando il mio nemico che gli baciava le mani l’ha tradito. Sono profondamente convinto che in Medio Oriente sia finita con vent’anni di ritardo la guerra fredda e questa sia la miglior notizia degli ultimi anni.

    Boggero, non meriti risposta. Ho scritto molti articoli per sostenere che Chávez sul M.O. sbaglia.

  6. amaryllide | 21 ottobre 2011 01:22 | Rispondi

    “il livello di complicità, soprattutto con l’ Occidente che gli aveva appaltato il massacro dei migranti”
    peccato che non è stato ucciso perchè era complice, ma perchè non lo era abbastanza, o meglio, non lo era degli occidentali “giusti”, quelli che si papperanno il petrolio libico come durante l’era monarchica, quella che non a caso viene ricordata nella bandiera.
    Peccato che chi inneggia agli ascari si dimentica:
    1) che il re fantoccio degli inglesi era un feroce antisemita (fu lui a cacciare il 99% degli ebrei nel dopoguerra), e pure i “liberatori” hanno confermato che la Libia rimarrà judenrein
    2) che, a ulteriore conferma del fatto che non era il patto con l’Italia per massacrare gli immigrati il problema, il CNT è stato rapidissimo (l’ha detto subito dopo aver garantito che i pozzi erano al sicuro) a confermarlo, e quindi i massacri continueranno.
    3) che, oltre a quei massacri, gli ascari ci hanno messo il bonus della caccia al nero.
    4) che gli ascari hanno fatto pubblica professione di fascismo esaltando il genocida colonialismo italiano (1 libico su 8 sterminato)

    Ma è morto Gheddafi, chissenefrega se adesso governa un mix tra Quisling e il KKK?

  7. Alessandro Vigilante | 21 ottobre 2011 01:22 | Rispondi

    Gennaro ci provoca, è vero.
    Ma perchè invece di fare il tifo calcistico Gheddafi Si, Gheddafi No; guerra civile sporca o insurrezione popolare luminosa, e così via; non discutiamo sulla base delle dichiarazioni rilasciatemi dai Sem Terra brasiliani?
    Il testo sta un po´ più in basso, ma non ho letto commenti.
    http://www.gennarocarotenuto.it/16735-gheddafi-la-primavera-dei-popoli-mediorientali-e-il-punto-di-vista-dei-movimenti-sociali-dell%C2%B4america-latina/
    Gli indignati e gli incazzati italiani – al di là della Nato – come si pongono rispetto alla solidarietà internazionale con i popoli insurgenti?
    Sapete di qualche contatto?

  8. amaryllide | 21 ottobre 2011 01:26 | Rispondi

    toh, questo è il Corriere, non qualche sito rossobruno…
    http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/17/vendette_inaccettabili_della_nuova_Libia_co_9_111017035.shtml

  9. Leonello Carlo Boggero | 21 ottobre 2011 08:20 | Rispondi

    Caroteuto invece merita una spec.,che Lei abbia scritto che Chavez sbaglia lo so,vede io non sono un’intellttuale ma sono onesto intellettualmente.
    Mi riferivo se il Chavez rilascerebbe ancora un’intervista ad un’aspirante Feltri-Ferrara-Belpietro,uno che usa un titolo (che si sa conta molto a volte piu’ del contenuto) di compiacimento su un linciaggio inutile(o forse utile a qualcuno?)e medioevale e barbaro.
    Insomma Lei e’ molto,molto lontano dal Maestro Gianni Mina’.

  10. Leonello Carlo Boggero | 21 ottobre 2011 11:15 | Rispondi

    Io figlio delle “RESISTENTI” Genova e Alessandria,parentissimo di PARTIGIANI VERI, dico che Piazzale Loreto e’ stato un momento esecrabile della storia dell’Italia.
    Poi tutto su tutti si puo’ dire, che la Irene Pivetti fa cultura in Tv,oppure un’esempio a caso che un docente di geopolitica fa informazione in tv parlando di tette rifatte.
    Mussolini come Gheddafi e Saddam con processi civili avrebbero dato piu’ “verita’”,le maccellerie sono utili a pochi potenti e ci privano della speranza di un mondo migliore.

  11. Mirco Baschieri | 24 ottobre 2011 12:58 | Rispondi

    La Libia di Gheddafi:
    PIL pro capite – $ 14.192.
    Indennità di disoccupazione – $ 730.
    Ogni membro della famiglia sovvenzionati dallo Stato riceve annualmente $ 1,000
    Stipendio * per gli infermieri – $ 1.000.
    Per ogni neonato è pagato 7,000 dollari.
    La sposa e lo sposo riceve un 64 mila dollari per l’acquisto di appartamenti.
    Tasse e imposte Principali proibito.
    Per aprire un business personale una sola volta l’assistenza finanziaria di $ 20,000
    Istruzione e la medicina sono gratuiti.
    Educ.Internships all’estero – a spese del governo.
    Memorizza per famiglie numerose con prezzi simbolici per gli alimenti di base.
    Parte delle farmacie – con erogazione gratuita.
    I prestiti per l’acquisto di un auto e un appartamento – nessun interesse.
    Servizi di agenzia immobiliare sono vietate.,
    L’acquisto di un auto fino al 50% a carico dello Stato.
    Nessun pagamento per l’energia elettrica per la popolazione.
    Le vendite e l’uso di alcol è vietato.
    Benzina costa meno dell’acqua. 1 litro di benzina – $ 0,14.
    L’importante che siano tutti contenti, l’importante è che la gente sappia che era un dittatore cattivone, l’importante che i cervelli vengano addomesticati da stampa e tv.
    Concludo dicendo che da oggi non annovero più il sig. Gennaro Carotenuto tra i giornalisti ed intellettuali di riferimento,è a dir poco vergognoso e triviale il suo titolo sull’assassinio di Gheddafi, un titolo ruttato , truculento e cinico,in vero stile IL GIORNALE o LIBERO.

  12. Alessandro Vigilante | 24 ottobre 2011 21:21 | Rispondi

    Caro Mirco e altri lettori, se vi può essere di aiuto vi incollo un interessante scambio di commenti anonimi tra persone di destra, ma reali avvenuto in un blog che frequento.
    Ci troverete rivelazioni sulla società e sull´economia libica fornite da persona al di sopra di ogni sospetto, e cioè da un investitore italiano in società con americani in Libia:
    janko scrive, 10 settembre 2011 alle 13:23:

    … rispondo al suo invito con piacere ma con una premessa, io non sono un esperto della situazione libica ne` tanto meno ho la pretesa d’esserlo . Posso solo raccontare le mie esperienze e lei ne deduca pure la conclusione. Entrai in contatto con investitori locali solo alla fine del 2007. Assieme ad altro socio americano avevamo individuato la Libia come il paese ricco di materia prima per il nostro prodotto finale. Qualsiasi attivita imprenditoriale in Libia poteva iniziarsi solo colla maggioranza azionaria libica. Noi rischiammo la nostra quota di minoranza con un socio legato alla famiglia Gheddafi. Al mio primo apparire in Libia mi colpi` il numero di gru a perdita d’occhio lungo tutta la citta di Tripoli per la costruzione di nuovi edifici. Un panorama visto solo a Dubai Questo indicava il massiccio investimento economico voluto da Gheddafi per la ricostruzione del paese dopo anni d’embargo. Il nostro maggior socio libico era un imprenditore edile quindi i suoi affari andavano a mille. Dopo aver presentato a tre banche locali il nostro progetto tutte e tre vollero finanziarci l’avventura. Soldi nel paese ce n´erano a josa per nuove iniziative produttive. Le banche volevano che s’impiegasse manodopera locale ma quando cercammo operai libici trovammo solo filippini, egiziani e di qualche altra nazionalita`. Alla fine di ogni nostro viaggio riportammo impressioni diverse. A Tripoli da dove si esporta il petrolio, per fare il pieno di benzina bisogna fare le code ai rari distributori.
    [continua]

  13. Alessandro Vigilante | 24 ottobre 2011 21:22 | Rispondi

    Gli uffici pubblici abbondavano di computers, ma per aprire un conto corrente il direttore della banca preferiva farlo con penna e carta come ai tempi eroici delle banche. All’ingresso nel paese, aeroporto, i computers erano tutti accesi ma il poliziotto sfogliava raccoglitori enormi tutti scritti a mano. Ufficialmente in Libia non si poteva bere l’alcol, ma nelle case private dei ricchi l’alcol scorreva a fiumi.
    Queste sono alcune mie impressioni che mostrano solo la faccia della medaglia del ricco. Non ebbi modo di conoscere di piu` il libico dell’altra faccia della medaglia perche purtroppo quando avremmo dovuto iniziare la produzione scoppio` la rivolta.
    Ed ora attendiamo di sapere cosa capito` al nostro stabilimento purtroppo installato nella Free Zone di Misurata. I nostri soci libici non hanno il coraggio di ritornarci e noi da qui possiamo ben poco. Non ci resta che attendere.

    polifemo_01 scrive, 10 settembre 2011 alle 18:17:

    grazie janko
    domando ancora :
    1) livello sicurezza personale (si poteva uscire la sera senza problemi e da soli?)
    2) ha assistito a qualche dimostrazione anti o pro-regime?
    3) ha avuto modo di “leggere fra le righe” se i libici erano contenti o no del regime?
    4) elemosinanti o questuanti per strada?
    5) controllo pressante polizia a residenti e stranieri?
    6) clandestini di Africa sub-sahariana?
    7) supermercati forniti?
    8) stipendio medio sufficiente per arrivare fine mese?
    9) assistenza sanitaria?
    [continua]

  14. Alessandro Vigilante | 24 ottobre 2011 21:23 | Rispondi

    janko scrive, 10 settembre 2011 alle 19:57:

    Veramente polifemo la Libia, quella di Gheddafi, era la Libia di un dittatore quindi disseminata di polizia in divisa ed in borghese. Una delle prime raccomandazioni che ricevetti fu quella di ignorare il nome del divino duce parlando con camerieri, autisti ecc. e di non esprimere mai giudizi di alcuna natura sul governo locale.
    La sicurezza quindi c’era e le strade fino a notte tarda pullulavano di ragazzi e ragazze. Non ebbi mai modo di assistere a dimostrazioni ne` contro ne` pro regime. Alla TV libica comunque il mostro primeggiava di continuo e notavo tra la gente la rottura di balle dipinta sui loro volti per queste apparizioni troppo prolungate. Notai inoltre che molti dei capi delle tribu del paese erano solite baciare la mano del rais. Da questi avra` tratto ispirazione Berlusconi per il suo di baciamano che fa ridere il mondo.
    Tra le righe ebbi modo di apprendere da qualche libico alcuni commenti che dipingevano la famiglia come segue. Gheddafi rivolto al popolo, tutto cio` che sta sotto terra appartiene a me, quello che sta sopra mettetevi d’accordo coi miei figli.
    Non vidi mai accattoni, vidi molti immigrati che trafficavano nel souk. I negozi offrivano tutto quello che potevo incontrare negli USA ed i loro prezzi erano accessibili. Purtroppo non essendoci ufficialmente l’alcol, si doveva pasteggiare dell’ottimo pesce coll’acqua o la Coca Cola. Gli alberghi erano cari, sullo standard europeo ma i ristoranti piu` che accessibili.
    [continua]

  15. Alessandro Vigilante | 24 ottobre 2011 21:23 | Rispondi

    Noi decidemmo di pagare i nostri dipendenti sul metro americano, assistenza sanitaria inclusa. Su questo punto ci trovammo in disaccordo coi soci libici che temevano i nostri salari avrebbero comportato dei problemi coi loro attuali dipendenti che guadagnavano molto meno.
    Dopo quasi 40 anni di regime gheddafiano se solo avessimo avvertito che dietro l’angolo c’era il pericolo che c’e` poi stato, non ci saremmo mai avventurati su tale strada.
    Gheddafi stava facendo tanto per il paese e le ditte italiane furono le prime a beneficiarne. Fu uno stupido perche` se anziche sparare sulla folla di Benghazi si fosse seduto fin dall’inizio attorno ad un tavolo coi ribelli per trovare un accordo avrebbe fatto il bene del paese, il suo l’aveva gia` fatto prima. Piu di questo non saprei cos’altro aggiungere che non faccia parte del pettegolezzo.
    [fine]

  16. ultima volta | 26 ottobre 2011 08:03 | Rispondi

    Della serie un dittatore in meno (da condannare all’inferno ,ma coerente non e’ scappato come un’italico qualunque)ad un qua-qua-ra-qua in piu’: Mustafa’ Jalil , Capo dello Stato Libico ed ex ministro Gheddafi, ha chiesto l’abolizione della legge attuale che impone a un uomo di ottenere il consenso dalla prima moglie prima di sposare un’altra donna. Un buon inizio per la primavera Araba.

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.