Con Galileo Galilei contro Joseph Ratzinger, il nuovo Bellarmino
Mi confesso: sono galileiano fin dall’infanzia, è forse il mio unico punto fermo. E pertanto non posso non aderire alla protesta di docenti e studenti della Sapienza contro lo stravagante invito all’ex capo del Sant’Uffizio per inaugurare l’anno accademico della più grande università del paese.
Gli estensori del documento ricordano che: “Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un’intollerabile affermazione di Feyerabend: Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto“.
Se, come Benedetto XVI ribadisce continuamente, includendo la sua ultima enciclica, la cosiddetta “verità rivelata” viene prima della ricerca, del cammino, della verifica, del metodo sperimentale, semplicemente non c’è scienza, non c’è ricerca, non c’è progresso.
“La scienza non deve aprire una porta verso l’infinito sapere,
ma fare da barriera all’infinita ignoranza.”
Vita di Galileo, Bertold Brecht
entra nel post per leggere il testo dell’appello
Magnifico Rettore,
con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza.
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato.
Le porgiamo doverosi saluti,
Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche’, Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo’, Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu, Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
6 Commenti
5 Trackback(s)
- Da fiore|blog » Blog Archive » Ratzinger vs Galileo | gen 14, 2008
- Da Ratzinger, Galileo e la Sapienza, il sasso nel pantano | Giornalismo partecipativo | gen 15, 2008
- Da Ulteriori sviluppi del Caso Maiani (CNR, Ratzinger alla Sapienza): Gabriella Carlucci di Forza Italia insiste e si copre di ridicolo davanti al mondo | Giornalismo partecipativo | feb 25, 2008
- Da eugenio melandri » non c’è limite alla stupidità | feb 26, 2008
- Da Ulteriori sviluppi del Caso Maiani (CNR, Ratzinger alla Sapienza): Gabriella Carlucci di Forza Italia insiste e si copre di ridicolo davanti al mondo » Black Cat's Blog - Il blog personale di Black Cat | feb 27, 2008
Invia
un commento
Devi essere registrato per inviare un commento.















Emiliano Eusebi | 14 gennaio 2008 13:46 | Rispondi
In Italia l’ingerenza della Chiesa è insopportabile. La Chiesa vuole dettare regole e modi del nostro paese. Una delle poche monarchie assolute rimaste in piedi vuole imporre una politica su un altro stato, tra l’altro democratico e laico. Città del Vaticano vorrebbe surrogare l’Italia a regole talvolta arcaiche, anti-democratiche e contro gli interessi degli stessi cittadini Italiani. Apprezzo la chiesa quando si esprime, anche ultimamente, contro questa globalizzazione selvaggia che sta condannando milioni di essere umani alla povertà, e quando difende i diritti dei migranti, ma non sopporto la chiesa quando riesce a convincere e ad influenzare i nostri politici, di destra o di sinistra che siano, che invece di fare gli interessi dei propi elettori, si fanno convincere ad ogni esternazione dei dirigenti della Chiesa Cattolica, l’ultimo ad esempio l’aborto. La Chiesa continua a pretendere di insegnarci i valori della famiglia, della vita e dello spirito, ma non riesco sinceramente a comprendere come uno stato così maschilista, dove le donne sono declassate a semplici “segretarie al servizio di dio”, in cui gli uomini non potendosi sposare non potranno mai sapere quale e come funziona veramente la vita familiare, o sessuale di coppia. Non concepisco l’omofobia della chiesa cattolica, la loro cieca convizione di essere sempre e comunque nel giusto. Gesù Cristo morì più di 2000 anni fa per le sue idee, idee di solidarietà, pace e rispetto tra le persone e i popoli, e per questo rimarrà sempre per me un esempio di uomo, un vero idealista che è morto per le propie idee e per un mondo migliore. Ma la sua chiesa, o meglio quella che gli uomini hanno costruito attorno a lui non sempre gli assomiglia.
carla | 15 gennaio 2008 13:20 | Rispondi
V’invio quanto REALMENTE detto da Papa Ratzinger su Galileo:
La crisi della fede nella scienza
tratto da Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti, Paoline, Roma 1992, p. 76-79.
“Nell’ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall’uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile.
Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo.
Questo fatto, ancora poco considerato nel XVII secolo, venne -già nel secolo successivo- elevato a mito dell’illuminismo. Galileo appare come vittima di quell’oscurantismo medievale che permane nella Chiesa. Bene e male sono separati con un taglio netto. Da una parte troviamo l’Inquisizione: il potere che incarna la superstizione, l’avversario della libertà e della conoscenza. Dall’altra la scienza della natura, rappresentata da Galileo; ecco la forza del progresso e della liberazione dell’uomo dalle catene dell’ignoranza che lo mantengono impotente di fronte alla natura. La stella della Modernità brilla nella notte buia dell’oscuro Medioevo (1).
Secondo Bloch, il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l’affermazione dell’esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività. Egli scrive testualmente: «Dal momento che, con l’abolizione del presupposto di uno spazio vuoto e immobile, non si produce più alcun movimento verso di esso, ma soltanto un movimento relativo dei corpi tra loro, e poiché la misurazione di tale moto dipende dalla scelta del corpo assunto come punto di riferimento, così ?qualora la complessità dei calcoli risultanti non rendesse impraticabile l’ipotesi? adesso come allora si potrebbe
carla | 15 gennaio 2008 13:21 | Rispondi
supporre la terra fissa e il sole mobile» (2).
Curiosamente fu proprio Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico, uno dei primi ad opporsi apertamente a tale mito, offrendo una nuova interpretazione dell’accaduto.
Il vantaggio del sistema eliocentrico rispetto a quello geocentrico non consiste perciò in una maggior corrispondenza alla verità oggettiva, ma soltanto nel fatto che ci offre una maggiore facilità di calcolo. Fin qui, Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae:
«Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo» (3).
Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» (4).
Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica.
Con mia grande sorpresa, in una recente intervista sul caso Galileo non mi è stata posta una domanda del tipo: «Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?»,
carla | 15 gennaio 2008 13:22 | Rispondi
«Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?», ma esattamente quella opposta, cioè: «Perché la Chiesa non ha preso una posizione più chiara contro i disastri che dovevano necessariamente accadere, una volta che Galileo aprì il vaso di Pandora?».
Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. [...]
Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”.
(1) Cfr. W. Brandmüller, Galilei und die Kirche oder das Recht auf Irrtum, Regensburg 1982.
(2) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920; Cfr F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 110.
(3) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920s.; F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 111.
(4) P. Feyerabend, Wider den Methodenzwang, FrankfurtM/Main 1976, 1983, p. 206.
carla | 15 gennaio 2008 15:56 | Rispondi
CONOSCERE PER DELIBERARE!
giorgio | 15 gennaio 2008 18:36 | Rispondi
Sul fatto che la Chiesa Cattolica Romana sia la vera rappresentante della verità in terra ho i miei dubbi.i Catàri che la Chiesa tentò di distruggere nel milleduecento sostenevano invece il principio della dualità, cioè dell’esistenza di due esseri invece di uno solo, uno era buono e l’altro malvagio)
Dicevano che la Chiesa cattolica anzichè adorare il Dio perfetto e buono, dedito alla comprensione universale e all’amore eterno, adorava Satana, votato alla malvagità. Sostenevano che il mondo materiale fosse un luogo imperfetto dove il vero Dio non ha giurisdizione (l’Inferno)e il mondo spirituale fosse il regno a cui saremo destinati solo dopo che l’anima fosse riuscita a purificarsi attraverso diverse reincarnazioni. Forse sto sconfinando ma credo che l’umanità non debba dare retta a chi vorrebbe imporre una verità imperscrutabile accettandola così com’è senza discutere, bensì preferisco credere all’importanza di essere liberi di credere alla verità che ci viene data per conoscenza ed esperienza diretta.