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Gheddafi, la primavera dei popoli mediorientali e il punto di vista dei movimenti sociali dell´America Latina

Intervista con la Coordinazione Nazionale dell´MST, Gilmar Mauro, Brasília, 23/09/2011

Al fine di rendere esplicita la posizione dei movimenti sociali dell´America Latina in merito ai processi sociali emergenti in Libia ed in generale in medioriente, intervistiamo il porta-voce della Coordinazione Nazionale del Movimento dei Sem Terra, Gilmar Mauro.

Domanda: Nel caso della Libia, nonostante sia corretto denunciare tanto i danni dell´intervento straniero; come i pericoli di frammentazione del paese e della disinformazione all’opera, come valuta il silenzio delle organizzazioni multilaterali dell´America Latina (Unasur, Mercosur)?

Gilmar Mauro: Secondo l´opinione che mi sono formato al riguardo, parte del Governo brasiliano e questi organismi citati – credo influenzati dal Governo brasiliano – partono dal principio dell´autonomia di ogni paese e del rispetto all´autonomia e ai processi di sollevazione interna che emergono. Credo sia un principio interessante, dal punto di vista governamentale interessante, poiché rispetta i processi interni. Se la popolazione si ribella contro il governo e esige aperture democratiche, come nel caso della Libia e altri paesi africani, effettivamente credo che questo debba essere rispettato.

Domanda: Lei non crede che l’America Latina dei movimenti sociali sembri “voltare le spalle” alla primavera dei popoli mediorientali?

Gilmar Mauro: No, non è che si “voltino le spalle”. Il fatto è che esiste ancora una certa difficoltà di articolazione politica con le realtà emergenti in medioriente, questo è reale.

Domanda: In questo quadro, l´MST valuta che in Libia è in corso una guerra civile o una sollevazione popolare?

Gilmar Mauro: Eh, eh, eh… (risatina) É diffícile – da lontano – emettere un´opinione definitiva. Credo che in Libia sono accadute le due cose insieme, c´è una sollevazione popolare, ci sono in campo domande popolari. Da lontano non voglio avere la presunzione di fare un´analisi sulla Libia, perché non conosco profondamente quella specifica realtà, quindi con il dovuto rispetto, credo si stia verificando un processo di sollevazione popolare, emerge uno scontento popolare rispetto a quelle forme di governo, ma evidentemente ci sono anche molti interessi economici sullo scacchiere: quelli dei gruppi transnazionali, che effettivamente stanno spingendo con tutto il loro peso per l´abbattimento del regime di Gheddafi. Ci sono in ballo grandi interessi economici in Libia, cosí come in tutta l´Africa. Io credo che le due questioni si sono intrecciate in questa congiuntura e ritengo che sarà in questo nuovo periodo che avremo una maggior chierezza sulla direzione che percorrerà la Libia. Spero che il paese vada in direzione della costruzione di una democrazia, che sia una democrazia popolare di fatto, una democrazia non borghese, ma un progetto di costruzione di un potere popolare che permetta cambiamenti sociali profondi in quei paesi.

Domanda: L´MST crede che sia dovere dell’America Latina integrazionista essere conseguente con la propria stessa genesi e appoggiare senza paura i popoli mediorientali che si stanno liberando di regimi autocratici spalleggiati spesso per decenni dall’Occidente?

Gilmar Mauro: Chiaro, noi lottiamo permanentemente con questo obiettivo, la liberazione dei paesi e dell´umanità. L´America Latina e in particolare i movimenti della Via Campesina sono impegnati in questa costruzione. E, tutto l´appoggio ai movimenti reali, obiettivi, della classe lavoratrice, in qualsiasi parte del mondo, è parte della nostra politica, che continueremo sempre a stimolare.

Domanda: Crede che sia importante che l`MST riconosca che i ragazzi egiziani, tunisini, libici e chissá i sauditi, abbiano le stesse aspirazioni e le stesse speranze che hanno strutturato negli anni ‘90 i movimenti sociali latinoamericani, che hanno saputo farsi governo?

Gilmar Mauro: Chiaro, non c´è alcun dubbio. E appoggiamo tutte le manifestazioni popolari, contro i regimi che non permettono la democrazia e la partecipazione popolare. Ma è ancor più di questo, noi appoggiamo queste lotte perché intendiamo che un grande numero di esse è contro la logica di produzione del capitale. Questa logica di produzione capitalista che sta portando le comunità verso crisi enormi, con impatti ambientali e sociali che, se non riduciamo a breve termine, forse diventeranno irreversibili per l´umanità. Quindi noi ci sommiamo alle lotte di tutto il continente africano, del medioriente, principalmente quelle lotte di fatto libertarie.

Domanda: Pertanto possiamo concludere che la sfida sarebbe quella di far diventare “popolari” le relazioni Sud-Sud nel mondo?

Gilmar Mauro: Si, questo è un obiettivo che deve essere perseguito e costruito. Noi, come Via Campesina, stiamo stimolando la costruzione e la partecipazione di movimenti, principalmente Sud-Sud [sottolinea con un tono di voce ben fermo. NdR], in vari paesi, nel tentativo di costruire una organizzazione internazionale che – nonostante possa contemplare molte contraddizioni e differenti forme di opinione, cosa che riteniamo normale e naturale in qualsiasi processo di costruzione – abbia alcuni capisaldi e obiettivi unitari. Per esempio: la lotta per la Riforma Agraria, la lotta contro il neoliberalismo, la lotta contro gli agrotossici, la lotta contro il modello di sviluppo agricolo che sta distruggendo l´umanità. E – evidentemente – appoggiare le lotte di liberazione nazionale e le lotte per la superazione del sistema capitalista.

Brasília, 23 Settembre 2011
Domande elaborate da Alessandro Vigilante
Traduzione dal portoghese di Alessandro Vigilante

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