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Napoli brucia

Ho cercato nella mente qualcosa per descrivere quanto accade a Napoli. Nonostante gli sforzi, resta un vuoto incolmabile con le parole. Il colore è certamente quello del dramma e l’odore è la cosa più sgradevole immaginabile. Il suono è tipico dello sfascio e dell’incenerimento di ogni dignità umana. Una ambulanza gigante, cerca in ogni luogo un possibile soccorso, ma invano. Le Chiese, i Conventi, e lo stesso Vaticano, hanno sbarrato le menti ed i cancelli. Lo Stato è altrove, se c’è, mentre la farsa ha il fascino dell’orrido. E il popolo? Già! il mito dei civili innocenti crolla come un castello di carte. Individuare le colpe o le cause è

introdursi nel labirinto più spaventoso e scivoloso concepibile. La domanda resta sempre la stessa: “A chi giova?” A chi gioverebbe trovare un responsabile o dei colpevoli realisticamente possibili? La frittata non può tornare ad essere gli elementi che la compongono e l’uovo cosmico sembra in attesa di mettere alla luce un nuovo essere intelligente che sostituisca il disastro Uomo. Se come pare, l’evoluzione è avvenuta in successioni di catastrofi, oggi siamo all’ultima pagina di una Storia di pochi istanti di sofferenza e paura prima del terremoto fenomenico di una nuova realtà.

Tornando al mondo del quotidiano, quale ragione ha guidato e guida i nostri passi? Come può la dignità umana essere calpestata sino a questo punto? Cosa siamo ancora capaci di tollerare o sperare che accada? Chi vi parla ha sempre portato la fiaccola dell’utopia, ha sempre sperato l’impossibile per ottenere almeno il possibile, ha sempre lottato e pagato di persona, ma oggi può avere ancora un senso? No! Non voglio sentir parlare di governo o governi di qualsiasi colore, non voglio sentir preghiere di nessun credo, non voglio Pace di nessun tipo, non voglio greggi di pecore da tosare, non voglio gazzelle che fuggono, non voglio eroi della domenica e neppure dell’anno, sono sempre noiosi e fragorosi. Voglio… Già… cosa voglio? Perché non ripartire dal neolitico e iniziare con un Dio Donna? Perché il ventre della Terra non può più essere madre? Non vorreste tornare raccoglitori e cacciatori? Non vorreste essere orgogliosi e grati alle vostre radici e a chi vi ridona il vostro seme in figlio e essere intelligente? Certo il vostro mondo sarà la raccolta dei rifiuti che abbiamo creato con tanta presunzione e frenesia di potenza, ma tra i cumuli di spazzatura, troveremo anche un album da disegno, su cui la mano di un bimbo, ha dipinto la vita.

Qualcuno si domanderà in cosa consisterà il ruolo del cacciatore. La natura ha previsto anche questo. Da sempre il predatore può essere preda e i ruoli si alternano. La nuova finanziaria prevede un pacchetto sicurezza molto rivelatore. I grandi della Terra, sembrano aver deciso di continuare la macelleria messicana, quindi alla logica dell’ecologicamente sostenibile e rinnovabile, si è preferito il business della sicurezza e l’industria ad essa collegabile. Quindi a partire da Napoli, troviamo una vecchia conoscenza a dirigere la repressione, ovvero chi si è fatto il marchio di garanzia con il G8 genovese, ovvero il nostro benemerito ex capo della polizia De Gennaro. Forse ho sfiorato una motivazione per i fatti di Napoli? Forse i contractors sono giunti appena in tempo per essere utilizzati? Credo di aver risposto alla domanda di chi saranno le prede e i predatori. Ancora una volta l’immagine di Gesù con il fucile in spalla, mi appare alla mente e trova una sua funzione ispiratrice. 138 rappresentanti islamici, saranno a colloquio con il Papa. Non avranno il fucile a tracolla, non parleranno di scontri armati, ma se è vero che l’unione fa la forza, un nuovo orizzonte sarà la preda che diventa predatore e la fiaccola dell’utopia, dopo aver oscillato, si rinvigorirà e parlerà un nuovo linguaggio che il mio gesù preferito apprezzerà e aiuterà.

Renzo Coletti.

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