Oh, no! Come faremo senza Serena Dandini?
A sinistra molti piangono e fanno le vittime scandalizzati da quei cattivoni del CdA RAI che hanno cancellato il programma (bellissimo? imperdibile? irrinunciabile?) di Serena Dandini “parla con me”.
Al di là delle lugubri motivazioni con le quali lo show è stato cancellato perché inviso al puttaniere di Arcore, si ripete la confusione tra libertà di espressione e il garantire spazi RAI a Dandini, Santoro, Biagi, Luttazzi (e pure Bruno Vespa) finché morte non ci separi.
L’incapacità di superare l’esistente, il concepire il pluralismo sempre e solo come lottizzazione non stupisce nella classe politica di centro sinistra. Intristisce però che chi nel progresso si riconosce poi non riesca mai a pensare qualcosa di diverso dalla difesa di spazi meno omologati all’interno dei monopoli informativi.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
5 Commenti
2 Trackback(s)
- Da Oh, no! Come faremo senza Serena Dandini? | agora-vox.tk | set 16, 2011
- Da Sull’invidia: da “Menomale che Silvio c’è” a Terry De Nicolò : Giornalismo partecipativo | set 19, 2011
Invia
un commento
Devi essere registrato per inviare un commento.















salfior | 16 settembre 2011 12:53 | Rispondi
La solita mania dei “sinistri” di fare i Tafazzi, Gennaro mio caro, io ti esalto quasi sempre ma qui ti sbagli, il “finché morte non ci separi” per alcuni personaggi a me andrebbe benissimo.
Ti immagini avere in vita un maestro come Socrate, o per non andare così lontani uno come Gramsci, che facciamo ? a 60 anni li mandiamo in pensione perché dobbiamo fare largo ai giovani per forza?
È cmq sei contento di perdere Dandini, Santoro, Biagi, Luttazzi e di tenerti questi cervelli vuoti rimasti ? Fammi capire ? Ma dai una priorità ai problemi che devi risolvere, semmai prima buttiamo i cervelli vuoti, poi i venduti, poi i corrotti, poi i brutti … insomma ce ne sono da buttare dalla torre prima di arrivare ai “grandi maestri”. Insomma Gennaro, non mi fare il “rigido” per forza, le cose rigide si spezzano, flessibilità ci vuole, un caro saluto.
emanuele | 16 settembre 2011 20:21 | Rispondi
Non sono d’accordo. Posto che nessuno è o dovrebbe essere eterno in un’azienza pubblica, non si può prescindere dalle motivazioni che portano all’allontanamento della Dandini. Si tratta di antipatia e licenziare un dipendente pubblico per antipatia mi pare gravissimo. Specialmente se grazie a quel dipendente l’azienda guadagnava soldi.
Poi sarei curioso di sapere qual è il nuovo che avanza, ok io non guardo la tv da ormai 3 anni (ora non ce l’ho proprio da oltre un anno), ma vorrei capire dove sono questi giovani conduttori, giornalisti artisti che dovrebbero innovare la televisione pubblica.
Tra l’altro la Dandini ha il merito di aver fatto passare in tv personaggi e artisti che altrimenti bisogna inseguire per i teatri, come Ascanio Celestini. Insomma non ho le puntate videoregistrate, ma non mi pare che il suo programma fosse l’ultima delle schifezze o la prima cosa da tagliare in RAI…ripeto, visti anche gli oggettivi riscontri di pubblico.
Leonello Carlo Boggero | 19 settembre 2011 09:53 | Rispondi
Un toscano direbbe ” o via, sento puzza di gelosia”.
Sgarbi arrivo’ al successo,purtroppo,grazie al fatto che era incaz..to con tutti quelli che lo avevano e che considerava meno bravi di lui. Cosi’ comincio’ ad aggredire tutti.
Si puo’ superare l’esistente ma quando e’ logoro,non quando va bene e rende pure, che in momenti di crisi non fa male.
Gennaro Carotenuto | 19 settembre 2011 11:21 | Rispondi
Non ho nulla contro la Dandini. Inoltre faccio proprio un altro mestiere. Credo di avere scritto un libro nel quale spiegavo perché la difesa degli spazi ‘decenti’ nei monopoli fosse solo un miraggio. Comunque non pretendo di essere letto né, soprattutto, capito.
Leonello Carlo Boggero | 19 settembre 2011 16:04 | Rispondi
In primis,la mia era solo ironia da schersozo “menaggio”.
In secundis, e’ auspicabile che un giornalista “non pretenda” di essere ne letto ne capito.
In ultimis,se per caso ad un giornalista non interessasse essere letto ne capito allora avrebbe sbagliato mestiere.