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Le macerie del regime

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Il capo del governo invita un suo sodale alla latitanza. Un ministro si diverte a raccontare una barzelletta su uno stupro. Sono solo gli ultimi due di centomila flash di questi anni, dalla legge elettorale fatta in quanto “porcata” ai condoni tombali agli evasori al salto indietro di cent’anni nelle questioni di genere, allo sdoganamento del razzismo fatto passare come buon senso comune.

Quanto ci vorrà per le generazioni che hanno visto solo berlusconismo, cresciute a pane e grande fratello, per ripristinare il senso dello Stato, della legalità, del rispetto della cosa pubblica, di un’etica civile non dico progressiva ma pur che sia?

Ricordo altri ragazzi, figli della lupa e poi balilla cresciuti all’abiezione del fascismo, il degrado della guerra persa per chi era costretto a vendersi per mangiare e le paragono alle macerie valoriali di oggi. Penso che perfino quel malinteso, criminale, senso della Nazione rispetto al nulla dell’oggi fosse un appiglio dal quale ripartire.

Oggi il crepuscolo del berlusconismo lascia solo il deserto.

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