Wednesday 23 May 2012, 15:40

La pace possibile in Colombia

statuabolivar Mai nella storia recente di una guerra che dura da 60 anni in Colombia, si era giunti così vicini all’apertura di un processo di pace. Il narcofascismo di Álvaro Uribe e l’inaffidabilità delle FARC lo hanno fatto fallire. Per ora.

Il modello di integrazione latinoamericana, quello del Banco del Sur, di Petrosur, del Mercosur, è stato ad un passo dal raggiungere un altro straordinario risultato: l’apertura di un processo di pace in Colombia. Come sono andate le cose è noto. Le FARC avevano…

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.



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RSS Feed for This Post 3 Commenti

  1. Doppiafila | 8 gennaio 2008 18:01 | Rispondi

    Ciao Gennaro, sono contento che tu abbia deciso di riabilitare i commenti, ed approfitto. Condivido la tua critica alle FARC per la loro irresponsabilitá. Non sono invece altrettanto ottimista sul reale spessore dell’interesse continentale per la pace in Colombia. Secondo me, Chávez ha promesso a tutti un’eccezionale “photo op” ed ha fatto la figuraccia – non credo che torneranno tanto presto!
    Saluti, Doppiafila

  2. Alessandro Vigilante | 8 gennaio 2008 19:50 | Rispondi

    Cari/e,
    a partire dal recentissimo cambio di vice-presidenza nel Venezuela e altre articolazioni del Governo Chávez voltate alla aggregazione (spero in termini ci cooptazione) di settori della classe media produttiva del paese, credo invece che il presidente bolivariano abbia tratto esperienza pragmatica dalla sconfitta al referendum sulla nuova costituzione e da quella da attribuire alla inaffidabilitá delle FARC e si stia “approssimando” ad una cerchia di paesi latino americani che in questi ultimi tempi (pur non rispondendo esattamente alle nostre esigenze di radicalitá di cambiamenti) si é incamminata in un percorso di autonomia dall´egemonia del Consenso di Washington.
    Suggerisco a questo proposito un articolo di Roger Cohen pubblicato l´altroieri (06/01/08) sul The New York Times, distaccando le importanti novitá dell´America Latina ed il ruolo strategico del Brasile.
    Originale in inglese: http://www.nytimes.com/2008/01/06/opinion/06cohen.html?_r=1&ex=1357362000&en=cefea1fa9da7ce44&ei=5090&partner=rssuserland&emc=rss&oref=slogin
    (tutto di seguito, senza spazi)
    Traduzione in portoghese:
    http://www.vermelho.org.br/base.asp?texto=30636
    In questo senso ed in questa congiuntura Chávez e l´America Latina tutta hanno inteso che una Colombia ferma agli albori del secolo XX non aiuta il continente ad avanzare in questo processo inarrestabile.
    Per cui rispetto al commento anteriore, io con molta modestia, sono un poco piú ottimista.
    Saluti bolivariani per un altro mondo possibile, mondo in cui cresca concretamente l´egemonia latinoamericana; visto che come dice Bernard Hours nel suo libro “Domination, dépendances, globalisation : Tracés d’anthropologie politique” (L’Harmattan, 2003): “l´America Latina é l´ultimo continente politicizzato del pianeta – il resto del mondo preferisce, purtroppo, abolire la politica e passare al consenso che io chiamo “post-politico”.
    Alessandro

  3. Alessandro Vigilante | 9 gennaio 2008 22:53 | Rispondi

    Come volevasi dimostrare:

    http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/betancourt-mediazioni/chavez-liberi-domani/chavez-liberi-domani.html

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