giovedì 02 settembre 2010, 18:39

FARC, breve replica all’Associazione Nuova Colombia

Il comunicato dell’associazione italiana che appoggia le FARC dedicato al sottoscritto è tra i commenti del post Colombia: un bambino stritolato dalla "guerra al terrorismo". Se posso permettermi una battuta, manca solo l’ora dell’esecuzione del "nemico del popolo", "signor Carotenuto" e trovo sorprendente che "indipendente" per qualcuno voglia dire semplicemente "allineato da un’altra parte".

Ma non è questo l’importante e vado al punto.

Le FARC, nel loro comunicato, anch’esso pubblicato nei commenti di cui sopra, affermano che la selva non sia il posto adatto per

un bambino. Eccerto che la selva non è il posto adatto per un bambino!

Ma le FARC stesse, fino a due giorni fa, veicolavano false interviste a presunti ex-ostaggi che confermavano di aver visto il bimbo Emmanuel recentemente nella selva. E queste interviste, facilmente reperibili in rete e riportate da decine di media, sono state commissionate dalle FARC proprio per smentire le affermazioni di Uribe sull’ubicazione di Emmanuel, sapendo perfettamente che il bambino non fosse più recuperabile, continuando ad ingannare la comunità internazionale che stava tendendo loro la mano ed esponendola ad un fallimento grave.

Due giorni dopo, le FARC ammettono che quelle testimonianze, da loro diffuse ad arte, sono tutte balle e che ha ragione Uribe. Tale comportamento è criminale, irresponsabile, farneticante.

Qualunque guerra, anche la più totale, ha bisogno di un livello politico, di obbiettivi politici e non solo militari. Né Tirofijo, né tantomeno Uribe, si sono dimostrati all’altezza di gestire politicamente il conflitto. Ma sono state le FARC quelle che hanno ingannato la Croce rossa internazionale e i governi di otto paesi coinvolti nel processo di pace in Colombia, partendo dal presidente venezuelano Hugo Chávez, che Uribe e Bush (e la peggior stampa nostrana, a cominciare dall’ex ostaggio Daniele Mastrogiacomo così cinico da godere, mascherandosi dietro la realpolitik, della non liberazione di altri ostaggi meno fortunati, di lui pur di fare un dispetto al diavolo Chávez, Mastrogiacomo sì un vile, soprattutto ricordando la scia di sangue dietro la sua liberazione in Afghanistan) non vedevano l’ora di colpire proprio per boicottare quel processo di pace. Complimenti FARC!

Per anni le FARC hanno giocato con i sequestri di persona, con la droga, con le comunità indigene, commesso crimini terribili, senz’altro inferiori a quelli commessi dai vari governi colombiani, ma ugualmente esecrabili. Non sono crimini casuali, ma frutto di una precisa deriva militarista, dell’essersi sporcati le mani con i sequestri e il narcotraffico, dell’essere pesantemente infiltrati dal nemico. Lo hanno fatto in silenzio, godendo del fatto che soprattutto dagli Stati Uniti era stata decisa una criminale congiura del silenzio sulla tragedia colombiana.

Adesso, alla prima occasione di esposizione mediatica mondiale, le FARC si sono dimostrate totalmente inaffidabili, anzi, come ha scritto ieri Guido Piccoli sul Manifesto, "una banda di imbecilli". Che gioca col sangue delle persone. Che Uribe sia peggio di loro, ed è sicuramente peggio di loro, non sposta i termini della questione.



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  1. Francesco Zurlo | 6 gennaio 2008 11:40 | Rispondi

    Guido Piccoli sul Manifesto di oggi, se è per quello, rincara la dose, e afferma che “Le Farc hanno dimostrato di non avere i requisiti per ritenersi tra i costruttori di ‘un’altra Colombia possibile’”

    Ma con buona probabilità Guido Piccoli dev’essere un altro di quegli analisti nostrani in passato “apprezzato per l’indipendenza di critica e giudizio dai grandi media” ma che ora purtroppo si lancia “in valutazioni approssimative” e sputa “sentenze tanto ridicole quanto fini a se stesse” dimostrando “che di questioni colombiane passate e presenti ne sa davvero poco”. (sic!)

    p.s. Purtroppo si sa che per chi non è uscito da quella famosa malattia infantile del comunismo “chi non la pensa come me, non capisce niente”.

  2. Ciro Brescia | 6 gennaio 2008 16:09 | Rispondi

    Nulla è permanente tranne il mutamento e la storia è piena di esempi di coloro che hanno cambiato opinione anche più volte nella loro vita, per un motivo o per un altro, anche di 180 gradi.

  3. guido piccoli | 8 gennaio 2008 17:58 | Rispondi

    Smascherato dai fans delle Farc, “sempre e comunque” (ma stando al calduccio qui nel nostro Bel Paese), mi pento e in pefetto stile staliniano denuncio altri voltaggabbana prezzolati dal nemico come me. Leggete l’editoriale di Indymedia Colombia, pazzesco!:
    “Frustración Emmanuel Vive!
    En el momento de ofrecer la liberación unilateral de tres personas, las FARC, desde hace más de dos años no tenían en su poder a Emmanuel. En vez de manifestar donde estaba el niño para que fuera entregado a sus familiares, mintieron burdamente al Presidente Chávez y a los observadores internacionales, y le dieron de nuevo la oportunidad al gobierno de Uribe para destruir cruelmente cualquier pretensión de Acuerdo Humanitario. Esto sucede justo cuando por primera vez en muchos años, había un amplio respaldo internacional que podría estimular la confianza en la viabilidad de una salida negociada al conflicto armado. Otra demostración de torpeza política y de crueldad en el trato a los rehenes por parte de la FARC…”

  4. Ciro Brescia | 9 gennaio 2008 23:50 | Rispondi

    Hey Guido, col giochino “non lo dico solo io, l’ha detto pure quell’altro” si può andare avanti all’infinito. Nè io, nè te, nè James Petras siamo arruolati nella guerriglia ma questo ovviamente significa poco o nulla.

    http://www.aporrea.org/internacionales/n107263.html

    “La transparencia que pide Chávez para que el intercambio avance es incompatible con las condiciones policíacas y militares que existen en Colombia [...]De hecho la FARC dijo con toda justicia que no era buen ambiente para tener a un niño de dos o tres años, en la selva con todos los bichos y los combates, entonces lo transfirieron a una casa responsable donde podría vivir mejor. Ahora, el hecho es que no lo decían públicamente, es obvio, porque si decían que vive en Bogotá o esta fuera de la selva ya la policía secreta del gobierno podría hacer una gran investigación y tal vez poner en peligro al niño. No es simplemente una mentira como dice Uribe tratando de desprestigiar a las FARC, era para la seguridad del niño que lo enviaron a esta casa. Ahora, todo este intercambio esta ya en situación de retroceso, porque han costado a las FARC mucho cumplir con las promesas de Chávez. Han perdido dos personas que llevaban las pruebas y fueron capturados por la policía de Colombia. Después viene el caso de esta familia, que está ya encarcelada. En tercer lugar el niño está secuestrado en manos de Uribe. Y otros factores más que debemos mencionar es que las fuerzas de seguridad de las FARC estaban siendo atacadas durante el proceso y perdieron un comandante. Yo creo que es muy complicado actuar en esta forma con la mediación de Chávez porque la transparencia que pide Chávez para que el intercambio avance es incompatible con las condiciones policíacas y militares que existen en Colombia. Y debe dejar de intervenir Chávez en este proceso hasta que haya un cambio en el régimen para que un proceso más transparente pueda pasar, porque esta haciendo daño a las FARC cada propuesta de Chávez…”

2 Trackback(s)

  1. Da Cosa succede in città? 0.7 « diario dalla colombia | gen 7, 2008
  2. Da Farc e rapimenti « Subacqueo | gen 7, 2008

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