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Non facciamoci fregare da Maroni. Andiamo a votare fino all’ultimo secondo

Conservate l’euforia ancora per un paio d’ore e ripetete con Vujadin Boskov: “rigore è quando arbitro dà”, “non dire gatto…”. Poi ripassate l’agendina e fate quelle due – tre telefonate a quegli amici e parenti tiepidi che forse non hanno ancora votato e, semmai, accompagnateli.

Quella del Ministro degli interni Roberto Maroni, che fa filtrare che il quorum sarebbe già stato raggiunto, in un incontro “privato” con il sindaco di Varese è una palese violazione e un tentativo di inquinare i pozzi e magari far perdere qualche decimo di punto per il raggiungimento del quorum stesso.

Quorum che NON è fissato al 50% più uno ma, per il pasticcio dei voti degli italiani all’estero, è ben più alto. Per poter festeggiare già oggi sui due referendum sull’acqua e sul legittimo impedimento è necessario arrivare almeno al 52.5%. Solo così si eviterebbe che una bassa affluenza all’estero (si decide non prima di giovedì se calcolarla o meno) possa inficiare il risultato in Italia. Per il nucleare, dove i voti degli italiani all’estero sono a rischio ricorso e annullamento/ripetizione, l’unica maniera di renderli ininfluenti è superare il 53.5% soglia oltre la quale i voti per corrispondenza non potrebbero più modificare quelli ai seggi.

Quindi non facciamoci fregare da Maroni che con questo mezzuccio dimostra per l’ennesima volta il suo valore. A votare, fino all’ultimo secondo… per l’acqua, l’aria, la giustizia ma anche per mandarli a casa!