Ingrid Betancourt: la sua lettera politica manipolata anche da La Repubblica
Meno male che Ingrid Betancourt è un pò francese, meno male che è elegante e che è pure bella.
“Liberiamo il nostro cuore” come ci consiglia di fare Francesco Merlo sulle pagine di la Repubblica e guardiamo il video di You Tube che la riprende nella selva, depressa, con il capo chino, smagrita e pallida, sorvegliata dai suoi carcerieri.
E’ quella che ognuno di noi, pur senza aver visto il video ha immaginato fosse in tutti questi anni la condizione di Ingrid Betancourt, e quella degli altri prigionieri nelle mani dei guerriglieri.
Meno male che Ingrid invece, caro Merlo, da bella che era è diventata pallida ed emaciata, meno male che aveva le catene ai polsi, meno male che ha inviato una lettera struggente alla madre.
Meno male infine, che Ingrid Betancourt è prigioniera delle FARC. Meno male che esiste ed è viva, perchè solo questo dà una speranza di vita a tutti gli altri prigionieri.
Mi chiedo cosa ne sarebbe degli altri se per un fortunato evento fosse liberata solo lei.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
















Annalisa Melandri | 20 dicembre 2007 07:31 | Rispondi
Le FARC hanno dato disposizione di liberare Clara Rojas e sui figlio e la dottoressa Consuelo Gonzáles de Perdomo, i prigionieri dovranno essere consegnati a Chavez, se così fosse sarebbe una grande vittoria della sua mediazione e una grande sconfitta per Uribe.
Massimo di Sarno | 23 dicembre 2007 12:09 | Rispondi
basterebbe ascoltare l’intervista rilasciata dal “bravo” Mastrogiacomo la settimana scorsa in un programma de “la7″ per capire il modo di fare giornalismo de “la repubblica”. Alla domanda sul mancato successo della mediazione venezuelana per il rilascio di alcuni prigionieri in mano alle Farc ha risposto :”è ovvio che Uribe abbia fatto di tutto per impedire il rilascio degli ostaggi, in questo momento il governo bolivariano non poteva permettersi la riuscita della sua mediazione; lo smacco subito ha senz’altro contribuito alla sconfitta nel referendum per la riforma costituzionale, fortunatamente”. Serve altro?
Annalisa Melandri | 23 dicembre 2007 16:49 | Rispondi
Proprio bravo, secondo me lo “smacco” come lo chiama lui non c’entra niente con la sconfitta nel referendum per la riforma costituzionale e inoltre la mossa di Uribe praticamente gli è tornata indietro con effetto boomerang. Non so se la sua popolarità sia mai stata a questi livelli minimi, sondaggi fasulli permettendo.
Grazie Massimo x la segnalazione della preziosa intervista.
Gennaro Carotenuto | 24 dicembre 2007 18:25 | Rispondi
Non ho visto l’intervista citata da Massimo, ma mi vengono i brividi che un ex ostaggio, nel contesto del sequestro del quale due persone sono state assassinate, possa fare un ragionamento di tale cinismo.
Io poi posso capire la distanza, la critica… ma cos’avrà fatto mai di così grave Chávez a Mastrogiacomo per considerare la mancata liberazione degli ostaggi come un prezzo accettabile.
Massimo mi permetto di sperare che tu abbia capito male, perché Mastrogiacomo ne uscirebbe veramente come il più squallido dei giornalisti italiani.
Massimo di Sarno | 24 dicembre 2007 22:34 | Rispondi
Da circa 2 ore sono alla ricerca dell’intervista sul sito de La7 e spero di trovarla. Sono passati alcuni giorni e posso non aver trascritto fedelmente le parole pronunciate da Mastrogiacomo ma, se l’udito non mi inganna, ho riportato fedelmente le sue frasi. Se poi voleva solamente spiegare all’intervistatore quello che tutti sapevano, e cioè di una volontà precisa di Uribe nel voler far naufragare la mediazione venezuelana non lo so, so per certo che non ha minimamente criticato questo atteggiamente sconsiderato, anzi, il tono dava a intendere che il governo colombiano avesse agito correttamente ( pur di danneggiare Caracas questo ed altro). Questo lo ricordo bene, tanto che spensi il televisore, rammaricato, dato che un uomo, protagonista in prima persona di una esperienza atroce, potesse commentare così la mostruosa attuazione di Uribe.
Saluti