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Hillary Clinton, signora ipocrisia sull’Egitto

Che vergogna ascoltare il segretario di stato statunitense, Hillary Clinton, chiedere che la dittatura egiziana di Hosni Moubarak non usi la forza contro i manifestanti che a centinaia di migliaia stanno mettendo in crisi uno dei tre principali recettori di aiuti militari statunitensi al mondo (con Israele e la Colombia). Adesso che le telecamere illuminano una delle galere del pianeta sulla quale sono state rigidamente spente per decenni occhio vede e cuore duole signora Clinton?

Peccato che il cuore non doleva quando gli uomini della CIA, con la collaborazione di apparati dello stato italiani, il 17 febbraio 2003 sequestravano nella via pubblica a Milano il signor Abu Omar per trasferirlo in Egitto dove è provato che sia stato orribilmente torturato dal governo al quale adesso chiedete di non usare la forza. Peccato che fino a ieri il cuore della signora Clinton non doleva, che ancora lo scorso agosto andò ad omaggiare il dittatore al Cairo, per le decine di migliaia di prigionieri politici, islamisti, comunisti, ma anche laici, perfino liberali. Non doleva il cuore della signora Clinton per i morti sotto tortura da parte della SSI, la polizia politica del regime.

Non si preoccupava la signora Clinton per i 40 anni pressoché  ininterrotti di stato d’emergenza, per i tribunali militari che non fanno che processare civili, per le almeno 200 condanne a morte eseguite nell’ultimo decennio. Neanche si è preoccupato il governo degli Stati Uniti delle elezioni farsa del 1987, del 1993, del 1999 e del 2005 quando come candidato unico Moubarak è stato plebiscitato nella sua carica. Allo stesso modo il governo degli Stati Uniti non s’è mai preoccupato della censura e del controllo totale sui media da parte della dittatura amica. Troppo tardi adesso, principessa Clinton per  preoccuparsi del blocco di Internet e degli SMS durante le manifestazioni.

In Egitto sarà quel che sarà. Forse ci sarà una rivoluzione democratica, più probabilmente prevarranno forze duramente anti-occidentali, quelli che il complesso disinformativo liquida come fondamentalisti islamici. In questo caso non sarà una festa ma, come per il regime degli Ayatollah in Iran, dove per trent’anni avevate difeso il brutale regime dello Shah, sarà colpa della vostra criminale miopia signora Clinton.

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