Wednesday 08 February 2012, 04:40

Sturmgeist89 come il cecchino di Guidonia

9485Tutti i video dell’utente Sturmgeist89 (spirito della tempesta) non sono più visibili su Youtube. Avevano titoli come Selezionatore naturale, Morte e distruzione, Tributo a Max Zorin (uno psicopatico che ha il ruolo di cattivo in un film di James Bond, Agente 007 – Bersaglio Mobile, nato nel film da un esperimento eugenetico nazista), Tributo ad Unabomber, L’ultimo giorno delle Twin Towers.

guidonia_spagnoli_skytg--200x150 Il selezionatore naturale è Pekka-Erik Auvinen il ragazzo finlandese che ieri ha assassinato otto compagni di Liceo nel sud della Finlandia. Li considerava esseri inferiori. Pekka ha colpito appena quattro giorni dopo che un ex membro delle forze speciali dell’esercito italiano, Angelo Spagnoli, ha compiuto una strage analoga (perché non vorrete far finta che

non ci siano analogie!) a Guidonia, nei dintorni di Roma, ammazzando due persone e ferendone otto.

Ci inducono a temere gli immigrati (approposito come sta il romeno ridotto in fin di vita da un colpo d’ascia in testa vibratogli da una banda di bravi squadristi italiani? I media non fanno dirette dal suo ospedale e i medici non diramano bollettini periodici sulla sua agonia di vittima di un delitto a sfondo razziale né risulta che i killer siano stati arrestati). E consideriamo normale che ogni tanto un Pekka, l’ariano che elimina gli inferiori, e un Angelo, il pazzo che per sparare nel mucchio si mette indosso la mimetica dell’esercito italiano, fugga dal senno e faccia una strage.

Pekka come Angelo, come fossero nel Midwest, come fossero a Columbine, la scuola della strage dell’omonimo film. Pekka come Angelo da anni lanciavano segnali della loro follia (e forse a modo loro chiedevano aiuto) prima che potessero sfogarla a caso su persone innocenti. Pekka come Angelo, un ragazzino e un malato di mente imbottiti di armi che nessuno si è preoccupato di levare loro. Nella ipercivile Europa c’è sempre meno tempo, soldi, attenzione per quelli che sclerano, perché scartati dal sistema (Angelo è stato mandato a casa, cioè per strada, perché l’Esercito aveva sancito che non ci stesse con la testa) e Pekka era un disadattato che dichiarava di esserlo e annunciava (forse chiedendo di essere disarmato) di essere sul punto di commettere una strage.

Ogni tanto qualcuno sclera, impazzisce, gli si stacca una rotella. Succede. E’ normale. E’ normale? Ma prima che sclerino in troppi, come fossimo nel Midwest, per la piccola Europa due stragi in quattro giorni sono tante, abbiamo davanti due scelte possibili. Possiamo pensare che tra Pekka e Angelo non ci siano contatti e che siano atomizzati in una società atomizzata e che sono semplicemente scarti del migliore dei mondi possibile. Oppure consideriamo Pekka ed Angelo come ulteriori sintomi della stessa malattia morale (Aiuto, Benedetto Croce!). Il militarismo, il neonazismo, il razzismo, forse non sono causa della follia di Pekka e Angelo, ma sono senz’altro la forma espressiva più facile che questi possano trovare, quella più socialmente devastante, come i massacri testimoniano, con la quale far emergere un delirio sociale oramai endemico.



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  1. Leandro | 8 novembre 2007 09:53 | Rispondi

    Chiedo scusa se la mia analisi non apparirà del tutto lineare … provo a fare del mio meglio. Dunque, di nuovo c’è qualcuno che dando corpo al suo più malato disagio se la prende con chi potrebbe esserne a sua volta vittima (del malato disagio n.d.r.) e, armandosi dell’arsenale legalmente posseduto, compie, o tenta di compiere, una strage di innocenti. E’ giusto che se ne parli, che si analizzi la situazione e, infine, che si provveda in merito. (Punto)
    Parliamo di un altro tipo di strage … esattamente di quella che si compie ogni giorno sul lavoro … pochi giorni fa ci sono stati cinque (5) morti in una sola giornata e ce ne siamo accorti solo da pochissimi “trafiletti” apparsi per lo più su rulli scorrevoli, non so se è giusta la definizione … chiedo scusa agli esperti, in basso dello schermo TV durante alcuni (non tutti) telegiornali. Allora mi chiedo chi e perché lascia armata la mano di coloro che infischiandosene della sicurezza in nome del maggior profitto abbattendo tutti i costi, e quindi anche i costi per la sicurezza, compiono una strage quotidiana di lavoratori?
    Siamo impressionati dal tiratore che “sclera”, non mi piace questo termine … mi sembra dispregiativo, e ammazza due persone. Non ci impressiona affatto quel datore di lavoro disonesto che “non sclera” ma coscientemente mette a repentaglio costantemente la vita di tante persone che vogliono solo lavorare per vivere … non per morire …. Ogni volta ci indignamo, proponiamo maggiori controlli da parte di ispettori del lavoro, gridiamo “mai più” … invece ….
    Ecco! Adesso vorrei sapere se qualcuno è in grado di dirmi perché il tiratore assassino è (giustamente) finito in galera … mentre il datore di lavoro “distratto” è ancora lì pronto a compiere un’altra strage quotidiana.
    I morti sul lavoro in Italia superano i soldati americani morti in Irak … ma che il vero assassino sia il profitto? (Aiuto, Marx … Lenin … Gramsci!!).
    Ciao a tutti.
    Leandro

  2. Anna Mucci | 8 novembre 2007 12:28 | Rispondi

    concordo con quanto detto da Leandro e vorrei aggiungere una considerazione. Io leggo un filo conduttore tra il disagio diffuso nella vita quotidiana dei tanti disoccupati o lavoratori sfruttati, precari, sottopagati, che vivono in una condizione di umiliazione, povertà, disillusione, infelicità e che al peggio possono letteralmente rischiare la vita, e l’insorgere (o sarebbe meglio parlare del risorgere..?!)ormai massicio di atteggiamenti di intolleranza, xenofobie razzisiti. Non sarà che l’immigrato rappresenti un facile bersaglio verso cui orientare la rabbia, il risentimento e la violenza che nascono dal disagio, distraendoli dalla causa reale?
    Se l’operaio che perde il lavoro considera suo nemico il rumeno e non l’imprenditore che delocalizza, chi ci guadagna?
    Io credo ci siano delle gravi responsabilità politiche che pendono sulle coscienze di chi ricerca il consenso inseguendo i sentimenti di pancia delle persone o addirittura li fomenta.
    Il dibattito sulla sicurezza di questi giorni e il decreto che il governo ha licenziato dovrebbe farci riflettere..

  3. rafdella | 9 novembre 2007 16:24 | Rispondi

    Leandro scrive GIUSTAMENTE
    <>

    Anche le emozioni vengono “allenate”, non c’è nessun bisogno di pensare a roba tipo i messaggi subliminali, basta pensare invece alle gocce che scavano le pietre.

    Qualcuno le ha chiamate “armi di distrazione di massa”….il paradosso è poi che, talvolta, anche i diretti interessati, i lavoratori si distraggono e si dimenticano…e così i veri criminali continuano e continueranno (????) a colpire indisturbati. Fino a quando ?

  4. rafdella | 9 novembre 2007 16:27 | Rispondi

    ehhhm certi caratteri non vengono recepiti dal sistema e quindi…scusate la prossima starò più attento

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