Menu 2

Lo stigma è più forte della sensibilità

A Cosenza una donna aggredisce una bambina e viene arrestata. Tutto succede in pieno giorno nel bel mezzo dell’isola pedonale del centro cittadino. I giornali locali riportano quanto accaduto non mancando di rimarcare che la ragazza in questione è seguita dai servizi territoriali psichiatrici.

Carla il cui nome viene spiattellato sui giornali è peraltro un ingegnere informatico e questo rende la notizia più ghiotta ai lettori e per chi scrive. Così sull’episodio si ricollegano le rimostranze fatte dall’Associazione “Corso Mazzini” che lamenta i troppi episodi di violenza e la poca sicurezza, si legge nel comunicato apparso sulla stampa locale e prontamente ripreso dall’Assessore alle attività produttive del comune. Emerge chiaramente l’esigenza di ricorrere, di concerto con le forze di polizia e il prefetto, a nuovi agenti per rendere più vivibile l’affollata strada dello svago e dello shopping, afferma in una nota il comune.

Ancora una volta la cronaca di provincia e i suoi politici ricalcano fedelmente le più scellerate matrici di un pensiero che trova nel più debole la forma migliore per auto tutelarsi  dalle sue violenze. Così si sprecano fiumi d’inchiostro e discorsi intrisi di stereotipi e sotto forma di moniti, che non fanno che aumentare lo stigma verso ogni diverso per trincerarsi ognuno dentro presunte normalità. Nessuna parola invece viene spesa sui motivi che possono spingere una persona a comportarsi in un determinato modo,  sulle emarginazioni di una città che non è il solo bel tratto di passeggio, sulle difficoltà della persone a ritrovarsi nelle loro problematiche per  avere le sole risposte adeguate nei pochissimi centri sul territorio. Su episodi del genere non si possono scatenare caccie alle streghe o campagne di sicurezza e nello stesso tempo tenere a riaffermare che non si creda nelle ronde private a che si abbia perciò un forte senso delle istituzioni.

Le istituzioni sono fatte di uomini  e donne che rappresentano la comunità prestandone servizio e di questa comunità, sarà bene ricordalo ne facciamo parte tutti, non solo quelli del salotto urbano. Conosco un poco Carla e ne immagino la sofferenza che starà provando in questo momento per quanto accaduto, è una persona intelligente con le sue problematiche e da qui non sto a trastullarmi sulle misure da adottare in termini repressivi per quello che sarà. Quello di cui mi importa e che sento sono le tante debolezze sparse sul territorio alle quali una società davvero civile deve dare sostegno.

No comments yet.

Lascia un commento