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14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico che curi i loro interessi e sembrano non saperlo.
Tutti gli altri rappresentanti politici sono interessati solo a mantenere il potere d’acquisto dei salari dei “pochi” indispensabili al funzionamento della macchina dello Stato e ditte o studi necessari al suo mantenimento.

Riassumo cose che già si sanno:

Il problema è che i poveri non possono avere un rappresentante politico perché le elezioni hanno un costo enorme ed i poveri non possono pagare la propaganda per un loro rappresentante come loro.

Il trucco della democrazia moderna: la campagna elettorale costa troppo ed i poveri non possono finanziare un loro rappresentante che dia garanzie di occuparsi dei loro interessi.

A me, fuori dalla mia famiglia ristretta, nessuno ha mai regalato nulla. I ricchi danno i soldi ma chiedono sempre qualcosa in cambio fosse anche solo il silenzio dell’eletto e il trascurare i diritti costituzionali dei poveri (per non dividere nulla). Altrimenti, magari, fanno scoppiare uno scandalo (molti hanno qualcosa da nascondere) e la volta dopo non danno un centesimo passandosi la notizia che se qualcuno gli dà i soldi glieli ritorce contro e lo rovina. Quindi nessun ricco glieli dia. Ed il politico non viene mai più rieletto.

In caso di mancata rielezione per aver voluto sostenere i diritti dei poveri, in casa del “trombato” direbbero:
la moglie: “Sei un cretino incapace! Ti sei fatto licenziare per il POPOLO che non ti mantiene se ne frega di te e non ti dirà nemmeno grazie! Hai rovinato la tua famiglia! I tuoi figli non avranno più quel futuro luminoso che potevano avere se tu avessi obbedito! Dovranno sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! In fondo si trattava solo di tacere su alcune cose! Sei un MOSTRO! Un ingrato! Odi la tua famiglia che ti ha tanto amato! Odi i tuoi figli! MOSTRO!” e chiede il divorzio per crudeltà mentale. ; )

Ed i figli: “Papà! Volevamo andare ad Oxford! E poi adesso non potremo più fare colazione a Parigi e pranzo a New York con i nostri amici! Li perderemo tutti! Ci prenderanno in giro e ci lasceranno indietro! Ci sostituiranno nella nostra rock band! Non potremo più diventare famosi! Dovremo sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! Ci hai rovinati! Hai preferito il Popolo Bue a noi! Ci ODI!”. ; ))

I ricchi e potenti hanno dimostrato in 64 anni di burattinare l’intero parlamento ma il fatto è che oggi, con la fine dell’espansione dei mercati e la globalizzazione, il ricco italiano o capitano di industria non è più necessario. Va tutto in automatico e, con la convenienza all’importazione secca data dall’euro, non c’e neanche più bisogno di produrre sul territorio nazionale. C’ è da considerare che la globalizzazione ed i ricchissimi esistevano anche all’epoca dell’antico Impero Romano quando non esistevano teorie economiche, studi particolari o la Bocconi.

La soluzione starebbe, se volessero, in una campagna elettorale svolta prevalentemente (meglio fosse del tutto) in Internet ed il modo c’era già da quattro anni fa almeno.

I passi principali potrebbero essere circa 5:

1) Obbligare per legge le compagnie fornitrici di banda larga ad offrire anche una connessione flat a 256k per € 1,48 al mese; avrebbero comunque un guadagno enorme. Tutti potrebbero permetterselo. Riguardo il computer esistono molti computer “cascati dal camion e trovati” venduti a prezzi veramente bassi. Per i programmi la pirateria a prezzi stracciati (se non gratuita) esiste da un pezzo. E poi c’è anche Linux e programmi relativi che sono gratis.
2) Obbligare per legge chiunque abbia un collegamento internet a fornire al Comune un indirizzo e-mail sempre valido (non cambiabile) a cui inviare la propaganda elettorale dei candidati in competizione.
3) Obbligare per legge i Comuni ad avere un database di dette e-mai da fornire ai cittadini che vogliono candidarsi per le elezioni (naturalmente il candidato dovrebbe avere dei prerequisiti minimi).
4) Obbligo di posta certificata per il candidato per attestare l’identità di chi risponde alle e-mail.
5) Avere un sito internet anche semplicissimo per fornire le informazioni di base su di se.

Avendo i prerequisiti minimi chiunque potrebbe provare a candidarsi. Finalmente la politica e la partitica potrebbero essere indipendenti dal potere economico e dai “Maestri” che non ti fanno passare se non sei come loro.

Spostando totalmente in internet la propaganda elettorale (che tanto è “al vuoto, al vuoto”) si toglierebbero le rendite clientelari, parassitarie ed ormai inutili a tipografie, pubblicitari etc. che si arricchiscono senza utilità reale ad ogni campagna elettorale. Perché non disoccupare un po’ anche i ricchi come Berlusconi &C.?

Naturalmente il candidato dovrebbe lavorare moltissimo, qualora avesse successo, a rispondere a telefonate ed e-mail ma, in teoria, potrebbe fare anche tutto da se (a costo di orari di lavoro mostruosi ma possibili per un breve periodo).

Naturalmente sono bei sogni (il sogno è ciò che ha una base per la realizzazione mentre l’illusione è ciò che è impossibile). Figuriamoci se la classe dominante ed i suoi servi permetteranno a qualcuno di sfuggire al loro controllo!

Il problema è che troppa gente povera ormai non crede più di poter ottenere i propri diritti scritti costituzionali.
Quanta gente dice: “Tanto noi non ci possiamo fare niente” e si rassegna. È che non hanno ancora fame. È che credono che i dominanti siano buoni.
Il problema è che la classe dominante non ha pietà e la mia storia lo dimostra. Non capiscono che la crisi vera è appena all’inizio e che la classe dominante gli toglierà tutto. Anche la dignità:

1) Dove prima lavoravano dieci operai ora c’è un robot che viene rifornito dei pezzi scaricati in una tramoggia solo ogni tanto, quindi l’unico operaio non è neanche impegnato continuamente ma ogni tanto.
2) Dove prima lavoravano nove figure professionali diverse (impiegati) ora basta un laureato con un computer.
3) la produttività aumenta molto con il computer ed un impiegato produce anche per due.
4) Come se non bastasse dagli inizi degli anni ’80 è iniziata la delocalizzazione (chiusura delle industrie in Italia ed apertura all’estero dove costa molto di meno).
5) Poi, ora, con l’euro fortissimo, non conviene neanche più produrre ma solo importare già fatto, anche dagli USA.
Già la “menano” da tempo con il petrolio che si va esaurendo anche per l’enorme aumento dei consumi dei paesi in via di sviluppo che abbrevieranno i tempi di esaurimento. Tra cinque o massimo dieci anni, anche per merito della speculazione, il costo del petrolio raggiungerà livelli proibitivi con ricadute disastrose sui prezzi al consumo.
6) Le energie rinnovabili mancano dell’esuberanza del petrolio e sono sempre sul filo del rasoio della convenienza.
7) Per la fusione fredda pare che non diano neanche una lira per sapere se, con la cifra rivalutata ad oggi impiegata per fabbricare la prima pila di Fermi, si ha una resa paragonabile o inferiore e di quanto alla pila di Fermi stessa o alle energie rinnovabili.

Con la mia esperienza posso dire che intendono sfruttare la speculazione futura sulla carenza di petrolio per “spennare”, mangiarsi e ridurre in miseria chi è sotto un certo livello economico.

Dai dati ISTAT del 2001In pratica su 56 547 710 milioni di italiani, 18 157 706 non sono in età lavorativa (da 0 a 19 e dai 70 in poi). Restano 38 390 004 in età lavorativa. Siccome basta un impiegato per coprire nove posti di lavoro (come risulta da un offerta di lavoro in cui assumevano un ingegnere per 1500 euro al mese e gli facevano fare col computer nove lavori) basteranno (o ci sarà lavoro) solo per 4 265 556 Milioni di italiani:

56 547 710 – (milioni di italiani riferiti al 2001)
18 157 706 = (età da 0 a 19 + da 70 in su riferiti al 2001)
—————-
38 390 004 (Milioni di italiani in età lavorativa riferiti al 2001)

38 390 004 : (Milioni di italiani in età lavorativa)
9 = (un impiegato fa per 9 impiegati con figure professionali diverse)
—————–
4 265 556 (“lavoratori” necessari a tutti i livelli in Italia per mandare avanti TUTTA l’Italia)

Non pensiamo al fatto che con l’informatica un impiegato può produrre per due.

Se poi pensiamo alla perdita di posti di lavoro della delocalizzazione ed importazione secca di merci capiamo il disastro del prossimo futuro.

Considerato che le macchine tagliano posti di lavoro da 1 su 9 a 1 su 10 dicendo 38 390 004 in età lavorativa diviso 9 si hanno 4 265 556 di indispensabili su 56 547 710.

Con 5 000 000 mandano avanti l’Italia con le macchine, gli altri 51 547 710 sono in più. Possono morire (tanto poi ci sono gli stranieri del 3° mondo che sono così tanti).
A quando un neo-malthusianesimo o campi di concentramento?

Eventuali rivolte popolari verranno controllate con le “armi” antisommossa contemporanee.
Tutto si risolverà in una rivolta come quella di Los Angeles del 1992. All’ultimo minuto, troppo tardi per poter rimediare qualcosa legalmente, cassonetti dati alle fiamme, vetrine sfondate, automobili rovesciate e poi tutti zuppi, intossicati e bastonati, in galera, da cui usciranno schedati e sottomessi alla miseria (o la borsa o la vita).

Loro sono già pronti. Noi no.

La vera crisi sta arrivando come un leone.
E lo dicono da un pezzo anche se a “mezza bocca”.

Un generale della NATO in pensione, se ha voluto salvare la sua vita e quella di sua moglie minacciati da un cancro, ha dovuto spendere per interventi e cure d’urgenza in cliniche private ben un miliardo di vecchie lire gli ultimi tempi della lira in soli quattro anni. Qualcosa come, oggi, 800 000 euro circa. Altrimenti erano morti.

Sveglia! Belle addormentate benestanti ma ancora per poco!

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