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Il reverendo Terry Jones e il falò del Corano

100907172751_sp_terry_jones_ap_226x170_ap Nessuno fermerà il talebano cristiano, reverendo Terry Jones (foto), che, per ricordare il nono anniversario dell’11 settembre, ha organizzato la “giornata del falò del Corano” libro che, in una sua pubblicazione, definisce ispirato da Satana.

L’appuntamento per il rogo è fissato dalle sei alle nove di sera di sabato a Gainsville in Florida e si prevede che varie centinaia di copie del libro sacro alla religione musulmana saranno bruciate.

Ciò avverrà nonostante il generale David Petraeus, comandante in capo in Afghanistan, abbia denunciato che il reverendo mette a rischio vite di soldati statunitensi e decine di autorità da Hillary Clinton in giù, nel paese e all’estero abbiano denunciato come vergognosa, stupida, pericolosa l’iniziativa.

L’annuncio di Jones ha già fatto il giro del mondo ed è nelle prime pagine di paesi musulmani come l’Indonesia o l’Egitto e non è escluso che ci possano essere manifestazioni di ripudio e perfino violenza come in altri casi di espliciti atti di islamofobia come quelli dei quali si rese protagonista un ministro del governo italiano, Roberto Calderoli, della Lega Nord.

Nonostante la comunità religiosa di Jones sia di entità trascurabile è riuscita dunque a far parlare di sé in tutto il mondo lanciando una campagna d’odio che non resterà senza conseguenze.

Nell’America di Glenn Beck e Sarah Palin sono molti i segnali di un revanscismo fascistoide e razzista che punta ad isolare e criminalizzare la comunità islamica, considerata spesso in toto come responsabile degli attentati dell’11 settembre 2001, archiviare al più presto la parentesi Obama e rilanciare tempeste di fuoco sul medio Oriente e sulla riottosa America Latina.

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