Gheddafi: c’è poco da ridere e da scherzare e moltissimo di cui vergognarsi
Che Gheddafy non sia proprio il meglio del meglio delle democrazie possibili e realizzate siamo in parecchi a pensarlo ed a sostenerlo. E non da oggi.
Che la cosa, in questi momenti, riguardi noi italiani, un po’ più di altri, causa i patti scellerati stretti con la Libia perchè filtri e respinga i flussi di rifugiati diretti verso le nostre coste, è altrettanto vero.Ma tutto ciò non giustifica questa offensiva degli antiberlusconiani nei confronti del leader libico. Mi spiego. Questa foga sarebbe molto più credibile se venisse da organi di informazione quotidianamente impegnati a denunciare le violazioni dei diritti umani ovunque si verifichino. A prescindere. A prescindere soprattutto dal loro grado di subordinazione alle direttive USA in particolare ed occidentali in generale. I regnanti sauditi sono non meno pittoreschi e tirannici di Gheddafy, e, credo, ben più arcaici.
Il presidente (a vita) della Tunisia, Ben Ali (Zine El-Abidine Ben Ali, nato nel lontano 1936) tortura e fa sparire gli oppositori ed i giornalisti scomodi con ostinazione non certo minore a quella del colonnello, la vita politica di un grande paese come l’Egitto ha lo stesso andazzo di quella di Haiti ai tempi di Duvalier, le democrazie giordane e marocchine, per non parlare di quella algerina, non sono certo più salde e trasparenti di quella colombiana e via discorrendo.
Eppure quando si parla di Gheddafy si scatenano tastiere e fantasie….più che ad una stesura di articoli ci troviamo di fronte ad una orgia del voyeurismo e della storiaccia che non ricorda con altrettanta vessatoria insistenza il comportamento scellerato e razzista dei governi, dei governatori dei militari e di tanti “semplici” ed “umili” coloni italiani che andarono nella quarta sponda per depredare e schiavizzare il popolo libico.
Invece di scherzare ed ammiccare sulla tenda beduina di Gheddafy sarebbe meglio che i pennivendoli parlassero delle migliaia di tende beduine e non su cui gli occupanti italiani hanno tirato in venti anni bombe incendiarie e non.
Angelo Del Boca, partigiano combattente, prima, e giornalista e storico militante da una vita, in AD UN PASSO DALLA FORCA (2006) documenta come su una popolazione di ottocentomila abitanti gli italiani, nell’arco di venti anni, ne abbiano massacrati (uccisi e deportati) ben CENTOMILA. Da vero c’è poco assai poco da ridere e tanto, moltissimo, di cui vergognarsi.
NB A scanso di equivoci, anche i cretini ed i cretini in malafede, hanno accesso ad internet (e ci mancherebbe) esprimo esplicitamente la piena condivisione delle cose scritte da Gennaro in questi ultimi giorni.
Raffaele Della Rosa su http://www.gennarocarotenuto.it
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