E-Campus: l’università come piace a Silvio Berlusconi
L’Università italiana, quella vera, pubblica, protesta per la riforma Gelmini in dirittura d’arrivo in Parlamento e 9.000 ricercatori si asterranno dalla didattica il prossimo anno dimostrando che il governo vuol mettere la ricerca scientifica italiana in un vicolo cieco.
Per avere un’idea dell’università del futuro, l’università come la vuole il PdL, basterebbe accompagnare stamattina Silvio Berlusconi ad E-Campus, l’università telematica del CEPU dove sono stati precettati (abbigliamento informale, chiede la convocazione immaginando già il bagno di folla e la photo-opportunity) tutti i 3.000 studenti iscritti. Questi pagano salato per ritrovarsi in un ateneo che, con appena 56 docenti, tutti rigorosamente precari, offre addirittura 12 lauree diversissime, da Ingegneria a Giurisprudenza a Psicologia.
Chissà chi glielo fa fare a Silvio Berlusconi di cominciare la settimana visitando una pseudo-università quando potrebbe visitare decine di università vere con le quali confrontarsi democraticamente sull’Università del futuro. Il fatto è che Berlusconi alle università vere preferisce quelle di plastica, gli esamifici, quelle dove non si fa ricerca ma si è sempre promossi e un pezzo di carta (pagando) non si nega a nessuno. E allora va a E-Campus, la più scalcinata tra le in genere scalcinatissime università telematiche italiane sorte come funghi all’epoca di Letizia Moratti e oggetto di più di una polemica e di dubbi su serietà e qualità. E-Campus è di fatto un’emanazione del CEPU, la Scuola Radio Elettra del XXI secolo, che da anni prepara gli studenti somari ma danarosi e quelli troppo impegnati per avere tempo di studiare e che, oltre ad avere meritato critiche di ogni genere (l’importante non è conoscere, ma passare gli esami) ha visto il padrone, Francesco Polidori, più volte sfiorato da scandali di natura fiscale.
Non è un caso che E-Campus è l’unica tra le università telematiche italiane ad essere stata attivata con il parere contrario del CUN e del comitato di valutazione nazionale delle università (quelli che dovrebbero verificare il merito al quale tiene tanto Mariastella Gelmini). Era il 2006 e su E-Campus furono tutti contrari meno l’allora Ministro Letizia Moratti che non sentì ragioni e fece partire un affare da milioni di Euro che con l’alta formazione ha poco a che vedere. Ancora poche settimane fa gli stessi CUN e CNVSU hanno di nuovo segnalato E-Campus al ministro Gelmini (ovviamente indifferente) per molteplici irregolarità e incongruenze ed è prevista entro l’anno un’ispezione che potrebbe portare E-Campus addirittura alla chiusura. Tutto ciò basta e avanza per il mensile Campus (quasi omonimo ma nessuna parentela) per sconsigliare a Berlusconi la visita ad E-Campus, che di sede sta a Novedrate, il paesello lumbard famoso per essere stato citato in una canzone antileghista di Pino Daniele.
Ma come funziona E-Campus? Come per il CEPU (ma in maniera ancora più grave) E-Campus ha pochissimi docenti, ben di meno di quelli obbligatori nelle università statali, tutti precarissimi. Berlusconi sarà accolto da un rettore in pensione, Lanfranco Rosati che, dopo una carriera a Perugia, a 72 anni viene chiamato (non eletto) da Polidori a Novedrate. Con lui lavorano appena tre “professori ordinari a tempo determinato”. Quella di ordinario precario è una figura di fatto inesistente nell’ordinamento italiano e forse al mondo. Sono 35 in tutta Italia, compresi i tre di Radio Elettra (pardon CEPU, anzi E-Campus) e lavorano tutti per università telematiche o private. I tre di Novedrate sono un giurista, un economista e un ingegnere.
Immaginiamo che il giurista, l’ingegnere e l’economista siano anche i presidi di tre delle cinque facoltà di E-Campus, generali senza esercito e ovviamente senza stato maggiore. Ma chi sarà a presiedere la facoltà di Psicologia o quella di Lettere dove non ci sono prime fasce neanche precarie? Un ricercatore non confermato? Sarà Vittorio Sgarbi, indicato tra i docenti a contratto? A spulciare troviamo che il preside di Lettere sarebbe il prof. Paolo Trovato che insegna linguistica a Ferrara ma a E-Campus fa il Preside di una Facoltà nella quale non è neanche incardinato. Chissà se si può fare. E quantunque fosse corretto chissà che senso abbia. Quelli che però mandano avanti la baracca con Polidori e il fido Rettore Rosati, solo un po’ più giovane di Silvio nostro, sono una cinquantina di ricercatori (tutti rigorosamente precari) che immaginiamo impegnati in tutto meno che a far ricerca.
Così cinquantasei docenti in tutto dovrebbero far funzionare la bellezza di 12 corsi di laurea: Servizi Giuridici per l’Impresa, Laurea Magistrale in Giurisprudenza, Letteratura, Musica e Spettacolo, Ingegneria Informatica, Ingegneria Civile, Ingegneria dell’Automazione Industriale, Ingegneria Energetica, Design e Discipline della Moda, Economia e Commercio, Psicoeconomia (sic), Scienze bancarie ed assicurative, Scienze e Tecniche Psicologiche.
Chiunque, anche non addetto ai lavori, capirebbe che con quattro docenti e spiccioli in media non si tiene in piedi un corso di laurea. Ha i “requisiti minimi” E-Campus? I “requisiti minimi” sono quei parametri che stabiliscono che un corso di laurea può stare in piedi solo se ha un certo numero di docenti di ruolo distribuiti tra le varie discipline fondamentali del corso stesso.
Visto che in tutta Italia si stanno chiudendo (a volte giustamente) centinaia di corsi che non hanno il giusto rapporto tra corsi e docenti, come mai se non ha i requisiti minimi E-Campus non solo non viene chiusa ma riceve la visita del capo del governo? Passereste sul ponte progettato da un ingegnere civile laureato ad E-Campus? Vi affidereste ai servizi di uno psicoeconomista di E-Campus? E-Campus è il modello di Università che vogliono Berlusconi, Gelmini, Tremonti e con loro Polidori. Comprereste una laurea da questa gente?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Ernesto DONISE | 19 luglio 2010 15:43 | Rispondi
Non so se comprerei una laurea da questa gente. So che parte di questa gente viene a comprare il diploma di maturità dalle mie parti (sono dell’Area Nord di Napoli). Agli ultimi esami per la maturità scientifica in una scuola di Casoria ben 50 candidati su 72 erano in parte della cosiddetta padania, altri di Torino, Perugia, Arezzo; qualcuno pugliese o calabrese; uno siciliano e così via.
I candidati sono stati di poche pretese. Erano venuti per il 60 ed il 60 si son pèortati a casa, pagato a caro prezzo…e la Gelmini lo sa.
rraichi | 19 luglio 2010 22:46 | Rispondi
io a e-Campus ci studio (psicologia): mi chiedo perchè devo sentire il mio (duro) lavoro di studente/lavoratore sminuito da una persona come lei che, evidentemente, legge altri blog ma a Novedrate non c’è mai stato.
Oppure basta dire “telematica” e tanto basta per dire “scorciatoia, furbata all’italiana?”, come se una rivista giornalistica online fosse necessariamente meno credibile di una stampata su carta.
Si è mai chiesto com’è veramente questa università? cosa si studia? come si studia? io ho studiato, anni fa, in una “università vera”, come dice lei: i tanti professori di ruolo non mi sembra di ricordare che avessero così tanto tempo da dedicare agli studenti… Io ho fatto 7 esami in 25 mesi a e-Campus, non mi sembra che “esamificio” sia il termine che meglio la descriva.
E, anche se in questo momento parlo a titolo del tutto personale, prima che faccia un altro scoop, sì, lavoro in un’azienda del gruppo Cepu: questo dovrebbe bastare per togliere ogni parvenza di veridicità a quello che sto dicendo, giusto?
Gennaro Carotenuto | 20 luglio 2010 07:10 | Rispondi
Il punto non è la “telematica”, quantunque mi senta libero di esprimere dubbi.
Il punto è come funziona il modello. Vogliamo iniziare dal gruppo CEPU che scrupolosamente manda gente agli esami a far segnare che domande fa il professore per far “studiare” solo quello?
Vogliamo continuare con la questione dei requisiti minimi?
Vogliamo andare avanti con la precarietà di tutto il corpo docente (e immagino amministrativo)?
Vogliamo concludere con la questione della ricerca?
flavetius | 20 luglio 2010 12:08 | Rispondi
Io ho casi di persone che nel corso fatto con me e i miei compagni nella scuola pubblica li vedevamo gingillarsi i testicoli mentre noi sgobbavamo, poi magicamente scompaiono e ricompaiono dopo 2 anni all’esame di maturità con il professore della commissione che dice: chi sono quelli di cepu? mha… saranno razza eletta, esaminati per primi, con voti anche più di 60 con la risposta fatta ad una domanda fatta da loro stessi mentre altre persone del corso nostro che hanno risposto a più domande fatte dal professore, come si faceva una volta e ancora per chi studia nello statale, hanno preso appena 60. Poi dopo vedrai che chi ha preso il diploma così andrà ad ingrossare le file dell’ufficio di collocamento per poco perché pagherà anche per il lavoro, chi merita A CASA. Poi non vi lamentate se tutto va come sta andando…
Ernesto DONISE | 20 luglio 2010 18:44 | Rispondi
Ma vedi, se due più due fa quattro quelli che prendono il diploma da CEPU poi frequentano l’Universita telemanica e se la difendono. Una volta laureati utilizzano il pezzo di carta meglio di chi studia sul serio poichè questi ultimi non sono cialtroni. Vedi, io penso che viviamo in una epoca dove possiamo cominciare a parlare di morale rovesciata per la quale i posti di lavoro devono andare ai cialtroni perchè sono ricattabili ed il potere ad ogni livello ama i soggetti ricattabili.
cosimop | 27 agosto 2010 16:21 | Rispondi
io invece penso che le uni telematiche vadano difese a spada tratta. rappresentano il vero passo verso la libertà nella formazione, senza limiti di spazio e di tempo. il nodo della questione è eliminare il valore legale dei titoli. secondo voi il “pezzo di carta” è sufficiente a testimoniare skills e professionalità? secondo me, no… se il titolo non avesse valore legale, le persone sarebbero incentivate a studiare per la vera motivazione ovvero… imparare!!! ed anche le aziende la smetterebbero di vagliare la gente in base ai nomi delle uni mostrati nei curriculum e probabilmente inizierebbero a valutare e testare seriamente le effettive capacità… sono laureato in economia, ho conseguito un master, ora lavoro… tutto fatto in uni pubbliche e con frequenza… ora, perchè se voglio continuare a formarmi, non posso utilizzare le nuove tecnologie??? perchè devo studiare da solo sui testi se posso essere seguito on line da un tutor?? diciamola tutta… se nelle uni tradizionali fossero introdotte massicciamente modalità di formazione blended (corsi on line + seminari), il numero delle cattedre si ridurrebbe notevolmente… ciò andrebbe a discapito della formazione??? credo proprio di no… per numerose discipline, lo studente si limita durante le lezioni a fare da auditore… ma si può essere auditori davanti ad un monitor… è proprio necessario che uno stesso prof ripeta per 10 volte in aule sovraffollate gli stessi concetti???? la risposta è no… quindi a ben vedere, le uni tradizionali oggi rappresentano una limitazione alla formazione capillare nel Paese e producono sprechi enormi di risorse solo in quanto tecnologicamentte non organizzate…
daniel680 | 7 settembre 2010 17:27 | Rispondi
…leggere un tale articolo, a mio parere è un’offesa per chi, come me, operaio, figlio di operai, si fa un mazzo tanto per svolgere il proprio lavoro e studiare (dalle 21 alle 2 del mattino e tutti i festivi!). La scelta di molti studenti, quale il sottoscritto, di seguire un’università telematica è dettata dall’impossibilità di svolgere sia l’attività lavorativa che lo studio in un ateneo pubblico, vista la stupenda organizzazione che la contraddistingue…!!Da ex studente di quella che lei chiama Università vera, in tutti gli anni trascorsi nell’ateneo pubblico, avrò visto 1 volta ogni 30 lezioni il professore di cattedra…solamente assistenti o laureandi..! Per non parlare delle sessioni di esame… si veniva a conoscenza la mattina stessa dell’orario di appello e del luogo!! Nella maggior parte delle volte la data veniva addirittura spostata..per poi andarsi a sovrapporre con altri esami! Mi vuole accompagnare una mattina in una segreteria di facoltà “pubblica”?? Dalle 4 alle 5 ore di attesa…se si è fra gli ultimi arrivati..sicuramente chiudono gli uffici…perchè guai a fare 1 minuto in piu’ di lavoro d’ufficio!! …non dimentichiamo l’elite di menti eccelse che organizzano l’orario: prima lezione dalle 8 alle 9 del mattino e la seconda dalle 17 alle 18 del pomeriggio, giusto per facilitare un’eventuale impegno lavorativo, anche part-time, da parte dello studente. Complimenti anche agli illustri professori che si presentano con una media di 35 minuti di ritardo (notare che il sottoscritto si alzava alle 5 del mattino per poter giungere in facoltà, in treno, alle 8…e non trovare il docente!! Un segno di rispetto ed educazione direi!
Vogliamo anche aggiungere i costi..?? Prima di parlare e scrivere a vanvera…si facciano due conti! Sommiamo alla retta universitaria “pubblica” tutte le altre spese da dover sostenere obbligatoriamente (viaggi, vitto, alloggio..), visto l’obbligatorietà delle lezioni: uguale ad e-campus!!! La smetta perfavore! Si aggiorni!
gerio | 14 febbraio 2011 11:59 | Rispondi
Colpo di mano ora CEPU = ecampus
Il governo su input Gelmini ha approvato il decreto (vedi art.12) che istituzionalizza il metodo,il modo di fare aziena e vendere didattica (sic) CEPU con il riconoscimento della sua università ecampus, come trasformabile da telematica in residenziale e finanziata.
In un colpo solo Mediaset (chi per essa) ripaga il gruppo CEPU di tutti i milioni pagati in pubblicità per svegliarci ogni mattina con il “PROMOSSO O RIPREPARATO” vedi recupero Grandi Scuole” o “sE SEI INDIETRO CON GLI ESAMI”. Solito modo di pareggiare i conti in fine legislatura (vecchia abitudine ).
Ma ecampus è solo ospite di CEPU nelle sue 120 sedi…come il personale tutto (dalla reception in su, anche se i tutor ingrati fanno ancora resistenza alla menzogna ), ovviamente mentendo, è addestrato a confermare ed anche se tanti studenti dell’Unionline di Novedrate ricevono nelle stesse la preparazione agli esami e tante iscrizioni vengono lì stipulate .
Scagli la prima pietra chi, studente ecampus, non sia stato iscritto in una sede CEPU . Mah
Ma non è vero, sostiene qualche giustizialista foraggiato da Sansepolcro, trattasi solo di ospitalità, comodato d’uso “gratuito” , di invidie, gelosie .
Volete un’altra prova che CESD ovvero CEPU = ecampus cari babbioni che non ci credete?
Semplice; i numeri di telefono (pubblicati sul sito uniecampus.it e per tutti quindi disponibili) dei docenti a contratto a tempo determinato Professori Dott. Giovanni Loddo materia Geologia applicata (Ingegneria) , Dott. Roberto Russo materia Diritto costituzionale (Magistrale Giurisprudenza) e Dott. Luigi Patisso materia Imprese e mercati (Economia) continuano ad essere gli stessi numeri dei loro telefoni della rete aziendale CESD (rete RAM) .Voglia di risparmio ?
Loddo, Russo e Patisso hanno ruoli operativi nel gruppo CESD ed insegnano anche ad ecampus, casa e bottega.
Chi paga il loro stipendio?
Conflitto di interessi? Scherziamo?
Ora cambieranno numero…
daniel680 | 15 febbraio 2011 15:25 | Rispondi
…l’ignoranza regna sovrana..!
Ma invece di continuare a scrivere delle cazzate, scusate la parola, vieni a fare un giro a Novedrate e poi scrivi! Sarebbe la volta buona per poter leggere dei contenuti sensati! Io mi sono iscritto a e-campus e mi sono iscritto direttamente a Novedrate, in segreteria, a Giugno 2010. Al momento ho sostenuto 4 esami e nessuno mi ha regalato niente! Anzi, diro di piu’, ho conosciuto studenti che hanno pagato fior di quattrini (15000 €..) in lezioni private prposte da CEPU….per poi presentarsi in sessione di esame con 4 corsi e non superarne neanche uno!!!! Io non ho mai visto un tutor e neanche mi hanno fatto offerte particolari (e come me altri colleghi…), ad esclusione del tutor on line che ha la sola funzione di interagire con lo studente per l’erogazione delle lezioni, la prenotazione dei seminari, etc. etc….
Quindi in conclusione….NON SCRIVERE PIU? DELLE CAGATE!!!!!!!! Cercati un lavoro serio che ti occupi almeno 8 ore della giornata, così almeno sommate alle 8 ore medie di sonno, te ne restano al massimo 8 ancora da dedicare alla scrittura di puttanate on line! Informati, verifica con la tua stessa mano, vieni a Novedrate, è gratis, i tutor non ti fanno pagare niente nella visita::)) valuta e poi fai le tue considerazioni! Dammi retta cercati un mestiere! Buona giornata!
Gennaro Carotenuto | 16 febbraio 2011 09:53 | Rispondi
Gentile Daniele, il mio cv è disponibile in varie lingue in questo sito. Se è capace di confrontarsi senza insultare, risponda cortesemente ad alcune domande:
1) perché ecampus è esentato dal rispettare i requisiti minimi?
2) perché ecampus non ha docenti incardinati?
3) Si può fare il professore ordinario in una sede (pagato dallo stato) e il preside a ecampus?
4) perché l’allora ministro Moratti si impose sul parere negativo del CUN?
cordialmente
Gennaro Carotenuto
daniel680 | 16 febbraio 2011 14:43 | Rispondi
Dal post precedente al mio, mi risulta che ad essere insultati sono stati studenti quale il sottoscritto che a vostro parere e per loro sventura sono iscritti ad e-campus. Non mi sembra che tale post vertesse sulle domande da lei poste. Le voglio solo ricordare di quanti insegnanti della statale (quindi pagati dallo Stato..) svolgono “secondi lavori” ben retribuiti e di quanti giorni di “giustificata assenza” e di conseguente sostituzione in aula da parte di neo-laureati utilizzano per svolgere mansioni al di fuori dell’Ateneo stesso. Mi sembra che la sua posizione sia di partito preso nei confronti di E-Campus. Si scandalizza e propone dei post e delle discussioni che dimostrano avversità nei confronti di tale Ateneo, facendo riferimento esplicito, costante a CEPU. Vorrei solo che il tutto non fosse generalizzato. Studenti come me, che non hanno mai pagatouna lezione privata e non sono stati abbindolati dai tutor, proseguono i propri studi con impegno, sacrifico e costanza come tutti gli altri studenti che hanno possibilità di seguire corsi di laurea in università statali (il lavoro che lo permette o altre varie motivazioni). Come del resto ho fatto anche io appena terminate le scuole superiori.
Secondo me, e non solo, il requisito minimo di un servizio pubblico deve essere la funzionalità, l’accessibilità, l’organizzazione…Non mi risulta che le Università “classiche” offrano tanto (ricordo che anche in suddetti atenei lo studente paga..). Morale della favola….preferisco pagare una retta annuale di poco superiore alla statale e avere servizi eccelenti e poter gestire anche il mio lavoro e quindi riuscire a far mangiare la mia famiglia a mezzogiorno e alla sera, piuttosto che sperperare denaro inutilmente, avendo come tornaconto solamente disorganizzazione, precarietà dei servizi e menefreghismo piu’ totale. Piuttosto che guardare dove lavorano i professori a E-Campous…provi a guardare come lavorano i docenti alla pubblica! Le ricordo che sono pagati anch’essi
ballo.r85 | 7 marzo 2011 01:29 | Rispondi
Mi perdoni, ma nel suo articolo non vedo nemmeno il barlume di obiettività. Mi chiedo con quale coraggio parla di università lei che è di parte, che difende l’università pubblica, ove lavora.
Io sono stato studente presso l’università pubblica di Palermo, dove le segreterie sono affidate a un branco di gente menefreghista che dovrebbe aver cura degli studenti ma invece di dare aiuto non fanno altro che gridarti in faccia e nessuno di loro e ripeto nessuno, è capace di risolvere le operazioni di minima difficoltà affidatagli. Passiamo al corpo docenti? nella mia facoltà di Lettere e Filosofia sono perlopiù tutti ricercatori, veterani dell’ateneo, docenti di alto rango (almeno per come parlano i loro curriculum di cui tanto si vantano), ebbene le dirò, io ho fatto un esame in etnologia, il professore aveva fretta, mi ha chiesto di parlare un argomento, non ho nemmeno aperto bocca e mi ha messo 30 (non che mi dispiaccia, ma capirà che questa non si può definire una valutazione). Un’altra volta ho fatto un esame di un’altra disciplina e il professore lo fissò alle 8 del mattino, io arrivo li alle 7.30 e dal momento che pioveva mi sono bagnato un po i vestiti e i capelli. Ho atteso molto pazientemente il mio turno fino alle 18.20 (quindi tutta la giornata li con la tensione e tutto il resto, senza nessuno che si preoccupasse di dirmi se dovevo andare a casa o no) e non appena arrivò il mio momento, mi sedetti e subito il professore mi mandò e non mi fece fare l’esame sol perchè avevo il maglione bagnato e i capelli intirizziti d’acqua! mi fu detto ”lei non è in condizioni di fare l’esame, vada a sistemarsi” Come la chiama questa lei? dopo ore e ore passate li con il rischio di prendere una polmonite!!..(due settimane di febbre a 39,5 infatti seguirono poco dopo). CONTINUA..
ballo.r85 | 7 marzo 2011 01:29 | Rispondi
Dalla mia esperienza ho avuto modo, purtroppo, di apprendere che molti docenti stimati e osannati nel loro rango sono le peggiori bestie umane che io abbia mai visto!..Come la mettiamo poi per i ricercatori? un ricercatore di successo prima o poi pubblica un libro, si sa. Partendo dal fatto che, al di fuori del campo accademico, non lo compra quasi nessuno questo libro, lui pensa bene e scaltramente di farlo comprare FORZATAMENTE e farlo leggere ai propri studenti, dando per scontato che esso potrà di certo risultare formativo e all’esame vuole assolutamente vedere se il libro lo studente lo ha comprato e se così non fosse: niente esame! Per me è assolutamente inconcepibile. Lo studente può orientare i suoi studi al fine dell’esame come meglio crede, ciò che conta è la preparazione; qui invece ciò che conta, sembra a me, che siano le tasche dei docenti, mi perdoni. Vogliamo parlare dell’organizzazione degli orari? in 7 anni in cui sono stato iscritto in lettere al primo semestre mi attivavano sempre 2 o 3 materie nello stesso orario e in edifici a mezz’ora di distanza fra loro, mi dice come posso risolvere? Sono stato in segreteria, al COT e in tutti i luoghi possibili per cercare una soluzione e nessuno ha saputo indicarmi un modo, ora mi chiedo ma chi è che fa gli orari? sappiamo benissimo che i docenti che lei chiama ”regolari” tanto hanno spesso un secondo lavoro e che quello universitario è solo uno secondario, si fanno fare l’orario personalizzato secondo le loro esigenze! eppure io pago fior di quattrini per avere un servizio che mi dia istruzione, efficienza e presenza integrata con la dedizione, non per far vivere al meglio il corpo docenti!..vogliamo parlare dei ricercatori? A causa del loro sciopero quest’anno le lezioni sono iniziate un mese e mezzo dopo la data giusta in cui dovevano iniziare.
ballo.r85 | 7 marzo 2011 01:31 | Rispondi
Adesso ho visto colleghi costretti a dover andare a lezione fino al 23 Dicembre e riprendere i corsi solamente il 3 Gennaio, perchè? perchè si doveva recuperare il tempo perso a causa degli scioperi! e non finisce qui. L’orario del secondo semestre è adesso pesantissimo poichè si è dovuto integrare, per far quadrare le ore di lezione, tutto il resto del tempo perso! e non è difficile che il mercoledì in Scienze della Formazione spuntino 5 materie in un solo giorno e così via!..chi è che ne paga le conseguenze? lo studente!
Parliamo invece di e-campus.
Ad e-campus, che lei nel suo articolo critica tanto senza un minimo di obiettività, invece ho trovato cortesia, disponibilità e sopratutto EFFICIENZA. E’ un’università che viene incontro alle persone che non possono seguire dei corsi normali per vari motivi e pur di studiare e conseguire un titolo di studio fanno il sacrificio e si iscrivono. Io dico che una tale iniziativa sia solo da lodare!! .. Grazie a loro adesso non ho perso le materie che faticosamente avevo già dato nel corso precedente, mi è stato dato un tutor che mi aiuta costantemente ed efficientemente negli studi ed è gentile e disponibile ad ogni mia richiesta (è così che si fa.) quando chiamo in segreteria per chiedere informazioni sono veloci e precisi e MAI mi è stato detto, come nelle segreterie dell’università pubblica, ”torni a gennaio che viene il dott.X”, ”non abbiamo tempo per ora torni ad Ottobre” per gestire pratiche semplicissime (la convalida di una materia ad esempio).
ballo.r85 | 7 marzo 2011 01:31 | Rispondi
In e.campus io posso avere un corso personalizzato e concordare gli esami insieme ai docenti che lei tanto disprezza, e critica perchè non sono di ruolo. Allora mi chiedo: perchè criticarli se loro svolgono un lavoro eccellente e invece i ”MAGISTER” dell’università pubblica sono così svogliati e totalmente pieni di se a tal punto da non considerare che in qualità di demiurgi, dovrebbero essere li per aiutare lo studente e cercare di venire incontro alle sue esigenze di insegnamento e assistenza; ovvio, non si possono seguire le esigenze di 500\1000 studenti singolarmente, ma si può mettere impegno e dedizione al proprio lavoro e seguire lo studente incoraggiandolo allo studio della materia ”X”, mettendoci anche un po di umanità in tutto questo operato. Ogni volta che si deve dare un esame invece spunta il docente ”regolare” di turno che con aria di profonda SACCENZA e fumando il proprio sigaro in luogo pubblico (cosa che è vietata dalla legge) grida agli studenti presenti, sbraita e fa il padrone di casa come se fosse una vecchia bisbetica isterica.
Ultimo piccolo aneddoto: Lei è mai stato nel periodo di Settembre\Ottobre in segreteria a Palermo? quello è un luogo che in quel periodo sembra Baghdad di qualche mese fa: urla, spintoni, corse verso i banchi informazioni, un vero campo di battaglia; per non contare poi il personale addetto che ha come supporto i maxi schermi LCD da 42” atti a monitorare i turni dei biglietti: Lei sa che quando io sono andato ad iscrivermi questi schermi erano: uno spento, l’altro bloccato e un’altro ancora visualizzava la schermata CAPOVOLTA!!, quindi niente efficienza, eppure io dovevo solo consegnare dei moduli, niente firme, niente colloqui, niente di niente, risultato? 2 ore e mezza. Mi dica lei se questa è civiltà.
ballo.r85 | 7 marzo 2011 01:32 | Rispondi
E-campus non ha nulla di tutto ciò. I professori non sono di ruolo? CHI SE NE IMPORTA! ..evidentemente non serve avere un ruolo fisso per esercitare una professione nel migliore dei modi. Il rettore è in pensione? CHI SE NE IMPORTA! i programmi di studio sono vari e ben costruiti per fornire una conoscenza ottima al fine di preparare un vero professionista.
La CEPU non è un organismo atto ad aiutare chi ha problemi di qualsiasi natura con lo studio? Perchè non può collaborare con il mondo universitario? Concludo ponendole una domanda: se le si presentasse un soggetto affetto da dislessia, che però vuole fortemente ottenere una laurea ed affermasi nel mondo del lavoro lei glielo negherebbe? se un padre di famiglia, pur di sfamare i propri cari volesse prendere una laurea per avere un lavoro migliore e maggiormente retribuito e però per varie cause non potrebbe iscriversi all’università pubblica lei non gli darebbe il suo aiuto? Caro dott.Carotenuto, siamo tutti esseri umani e uno dei maggiori scopi che abbiamo in questo mondo è di diffondere amore verso il prossimo (sia chiaro che non sono un vate in cerca di glorie religiose\morali) non credo sia bello dare dei ”somari” alla gente che si impegna e fare quindi di tutta l’erba un fascio. Lei mi darebbe del ”terrone” solo perchè sono Siciliano? oppure del ”malavitoso” solo perchè vivo in una terra inflazionata dalla malavita organizzata?
Non capisco perchè si debba distruggere verbalmente un’iniziativa che in Italia potrebbe significare una svolta nel campo dell’istruzione, perchè e-campus ha valore da vendere, magari sarà agli inizi del suo cammino, ma un buon cavallo, saprà, si riconosce dalla lunga corsa.
Ovviamente, e mi sembra chiaro, nulla di personale; che la mia, come la sua e le tante altre risposte che ha ricevuto in questo blog abbiano il solo intento di essere delle critiche costruttive e motivo di confronto ”super partes” e assolutamente pacifiche.
i miei più cordiali saluti.
Michele80 | 16 gennaio 2012 00:02 | Rispondi
Questo articolo non ha senso.
In Italia le università pubbliche sono sovraffollate e lasciate allo sbando, e questo è ovviamente deplorevole, ma tant’è e ciò ha i suoi ovvii motivi.
Del resto Ecampus non viene favorita dallo stato e non basta che Berlusconi vada a farci un giro per ammettere una cazzata del genere.
Inoltre trattandosi di un’università privata, il confronto tra le due istituzioni non si può neanche porre.
E’ come se paragonassimo la Bocconi alla statale di Bari. Con la differenza che il bacino di utenza è diverso: a E-campus ci vanno soprattutto lavoratori, giovani e meno giovani, anche non lavoratori, ecc…ma pensare che tutti siano degli imbecilli svogliati è soltanto un luogo comune.
Pensate che alla Bocconi, la migliore business school italiana, non ci siano degli imbecilli cronici che vengono segati e si ritirano con la coda tra le gambe? Suvvia…aprite gli occhi!
Ciò avviene ad E-campus come in ogni altra facoltà. Basta guardare il numero dei fuori corso alle statali per capirlo.
Del resto se valutiamo una facoltà in base ai fuori corso che produce siamo fuori più che altro dal buon senso, in quanto è a noi stessi che dobbiamo pensare e un 110/110 in economia preso a E-campus ha lo stesso valore legale di un 110 preso alla statale, niente più e niente meno.
Se non studi non lo prendi, poche palle.
Parliamoci chiaro: le università italiane pubbliche fanno pena.
Bocconi, Luiss ed E-campus sono tecnologicamente all’avanguardia e la vita universitaria è molto più a misura di studente, senza aule allocate in varie zone decadenti delle città, ma tutte dotate di ogni comfort immaginabile.
La work life studentesca è decisamente elevata rispetto alle statali e questo contribuisce a creare efficienza nello studio e nella frequentazione universitaria.
Per quanto mi riguarda è questo servizio il motivo dei costi elevati, l’ambiente è ottimo e se non studi non passi neanche lì nemmeno se paghi un tutor personale al massimo delle ore disponibili.
Michele80 | 16 gennaio 2012 00:14 | Rispondi
Ballo85 sei totalmente fuoristrada.
Parli di dislessia, ecc., sembra che parli di una facoltà di aiuto per handicappati. Ma secondo te un dislessico potrebbe pensare di fare una carriera brillante solo perchè dotato di laurea?
La laurea è un biglietto da visita e offre accesso alle iscrizioni agli albi professionali, a master di alto livello, ma se uno non ha certe qualità tra cui forte personalità, intelligenza superiore alla media, carisma e determinazione non serve a nulla.
E-campus è un ateneo privato come un altro, strutturato per essere idoneo anche, ma non solo, a chi lavora.
Un handicappato o un menomato mentale non riuscirebbe a laurearsi ne a e-campus, ne altrove.
Io ho intenzione di iscrivermi a E-campus perchè è una facoltà a misura di lavoratore, ma ci ho fatto un giro e ti garantisco che ci sono anche studenti di 20 anni che hanno scelto una delle facoltà erogate lì e non solo per ragioni logistiche (abitano nella zona), ma perchè in effetti il campus presenta un’ottima work life universitaria, al pari di altre università private italiane
Se poi uno è ambizioso e magari si tira le menate per il nome E-campus sul cv, può sempre accedere ad un master post laurea erogato in facoltà private più apprezzate a livello internazionale
Ma chi non è portato allo studio è meglio che lasci perdere, sprecherebbe solo tempo e soldi. Si tratta di università, non di una Onlus per rincoglioniti mentali.
daniel680 | 16 gennaio 2012 15:07 | Rispondi
……il Dott. Carotenuto…è improvvisamente scappato…!! Come mai non risponde piu’ all’articolo da Lei pubblicato??? Non mi sembra che la Sua causa sia stata appoggiata da molti)))) …chissà…forse sta cercando qualche altro argomento oscuro sul quale tramare buie considerazioni e cospirazioni…))!!
Gennaro Carotenuto | 16 gennaio 2012 15:18 | Rispondi
Gentile Daniele, il mio cv è disponibile in varie lingue in questo sito. Se è capace di confrontarsi senza insultare, risponda cortesemente ad alcune domande che le ho già rivolto un anno fa:
1) perché ecampus è esentato dal rispettare i requisiti minimi?
2) perché ecampus non ha docenti incardinati?
3) Si può fare il professore ordinario in una sede (pagato dallo stato) e il preside a ecampus?
4) perché l’allora ministro Moratti si impose sul parere negativo del CUN?
cordialmente
Gennaro Carotenuto
mental | 30 gennaio 2012 17:54 | Rispondi
e si…è proprio brutta l ‘invidia..fa ammalare chi non se lo può permettere e soprattutto chi butta fango su un Università validissiama, dove agli studenti non viene regalato nulla, la differenza che in quella pubblica NON SEI NESSUNO,neppure UN NUMERO!!!!!chi ama parlare, che continui a farlo..prima si dovrebbe informare però…troppi parlano solo perchè maledettamente han dato a tutti la lingua..
mental | 30 gennaio 2012 18:00 | Rispondi
lascia perdere i giornalisti si laureano solo x farsi gli affari altrui durante:
-disgrazie
-politica
- tutto ciò che fa parlare …
e soprtattutto perchè si sentono realizzati quando si rileggo nel trafiletto di una pagina di giornale..
fossero almeno bravi a riportizzare le info giuste…macchè…parlano di un uomo e invece è una donna…parlano parlano e parlano solo non danno info e neppure fanno vero giornalismo…
la parrucchiera del paese è più informata di te caro giornalista!!!!!!!!!!