Guillermo Fariñas non deve morire
Guillermo Fariñas non deve morire. E’ certamente vero che il governo cubano sta facendo il possibile. E’ certamente vero che Fariñas è manovrato dalle mafie di Miami, ma Guillermo Fariñas non deve morire.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Aldo Garuti | 7 luglio 2010 11:57 | Rispondi
Caro Gennaro,
siamo d’accordo: Guillermo Fariñas non deve morire…
Di fronte alla diffamatoria campagna mediatica anticubana che è stata montata anche su questo caso, con l’intento di offrire ai lettori di “Giornalismo Partecipativo” elementi di valutazione oggettivi, segnalo l’intervista al Dottor Armando Caballero, Capo dei Servizi di Terapia Intensiva dell’Ospedale Universitario ‘Arnaldo Milián Castro’ di Santa Clara (Cuba), ove dall’11 marzo scorso è ricoverato il paziente Guillermo Fariñas, che da oltre 120 giorni ha iniziato un digiuno volontario che oggi mette in pericolo la sua vita.
– LOTTARE PER LA VITA E’ IL NOSTRO DOVERE
CONSIDERAZIONI SULLO STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE GUILLERMO FARIÑAS –
Nella lotta per salvare la vita al paziente Guillermo Fariñas s’impiegano scienza, umanesimo, professionalità e i più avanzati e costosi trattamenti: scienza, perché si applicano gli ultimi ritrovati per occuparsi del suo caso; umanesimo e professionalità, perché riceve i servizi di prestigiosi specialisti che sostengono la massima che lottare per la salute dell’essere umano è la cosa più importante; e i più avanzati e costosi trattamenti, perché lo Stato cubano non ha risparmiato sforzi per garantire a questa persona i necessari medicinali di ultima generazione utilizzati nei centri d’assistenza più qualificati, molti dei quali sono acquistati all’estero…
Fonte: “GRANMA” (02/07/2010)
Autore: DEISY FRANCIS MEXIDOR
Versione originale completa in lingua spagnola: http://www.granma.cubaweb.cu/2010/07/02/nacional/artic26.html
Traduzione dell’articolo in italiano a cura del “Granma Internacional Digital” (divisa in 2 parti – 05/07/2010).
Prima parte: http://www.granma.cu/italiano/cuba/5-julio-lottare.html
Seconda parte: http://www.granma.cu/italiano/cuba/julio5-Lottare%20per.html
Paolo Rossignoli | 7 luglio 2010 17:23 | Rispondi
Ogni vita deve essere difesa, a Cuba è il primo insegnamento, come un comandamento.
Guillermo Fariñas sa bene come fare per non morire, è al suo 24 sciopero della fame.
Non lo ha cominciato in prigione, era libero a casa sua, e fin da subito ha ottenuto l’attenzione mondiale, ha richiamato l’attenzione di tutti, però è anche consapevole che nessun stato al mondo ha mai accettato il ricatto dello sciopero della fame, per qualsiasi motivo.
Lo sanno bene le centinaia di prigionieri politici turchi, dei republicani irlandesi e via dicendo, la lista sarebbe lunghissima.
dema | 7 luglio 2010 17:37 | Rispondi
http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=288:da-mercenario-a-paziente&catid=6:il-dibattito-sul-qsocialismo-realeq&Itemid=15
dema | 8 luglio 2010 11:19 | Rispondi
a me pare che i commenti evitino un problema fondamentale:perché quest’uomo sta facendo l’ennesimo sciopero della fame?per quanto ancora può durare la storia che chiunque dissente è servo della cia o “manovrato dalle mafie di Miami”?non credo ancora per molto;da quello che ho potuto capire l’unica cosa che Fariñas chiede è la liberazione di una ventina di dissidenti politici malati…lo stato cubano preferisce sborsare cifre enormi per mantenerlo in vita piuttosto di andare incontro ad una richiesta tanto semplice?a me pare totalmente assurda la cosa…anche per il fatto che è risaputo che questi dissidenti non hanno alcuna presa all’interno della società:che paura fanno?l’articolo del medico cubano è certamente una “prima” a cuba, il problema resta che in tutto l’articolo non vi è una sola parola dei motivi per cui quest’uomo sta distruggendo il suo fisico! Difficile che qualcuno possa dire che sia una sorta di masochista, e non credo proprio che la mafia di miami, oltre ad elargire tutti i soldi che si vuole, abbia la facoltà di spingere un uomo ad una protesta tale…così come quella di zapata mesi fa,mi pare incredibile che ancora oggi qualcuno abbia il coraggio di definirlo “detenuto comune”,quando è ovvio che è morto come dissidente POLITICO,e premetto che mi dispiace dire tutto questo,ma gli amici di cuba si riconoscono anche dalla critica senza remore, soprattutto da parte di chi si è innamorato della rivoluzione e purtroppo ne ha percepito le mancanze sempre più grandi con il passare degli anni, soprattutto a partire dalla partenza del Che,con il progressivo avvicinamento al modello sovietico,ahimè;spero che per queste parole a qualcuno non venga in mente di accusarmi di essere un venduto o storie simili, cosa che ho notato spesso in vari blog;o che non mi si venga a parlare dei prigionieri politici negli stati uniti ecc., sarebbe solo un divagare dalla questione reale; e per prevenire i soliti attacchi premetto che mi considero un marxista rivoluzionario.
Paolo Rossignoli | 9 luglio 2010 09:22 | Rispondi
caro Dema, ti pare incredibile definire “detenuto comune” il povero Orlando Tamayo Zapata, anche dopo tutta la documentazione resa pubblica anche dal governo cubano?
Vedi questi video che riassumono il tutto
http://www.youtube.com/watch?v=gN6Sr78TDM0&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Znz2gUrcZmI&feature=related
A me pare invece incredibile che ci siano persone in buona fede che sostengono che si tratti di un prigioniero politico.
Da anni seguo e pubblico le vicende dei “dissidenti” cubani, ma di Orlando non ci sono tracce di una sua iniziativa o attività politica.
L’avvicinamento alla “dissidenza politica” di Orlando(a dire il vero è la madre che si rivolge alla dissidenza) avviene quando lui è in carcere e continua a creare disturbi.
Si evidenzia così l’opportunismo dei groppuscoli anticastristi, che hanno trovato in Orlando una facile preda da rendere martire. Nessuno di questi suoi nuovi amici lo ha aiutato a desistere dal gesto estremo.
Su molti giornali hanno anche scritto la menzonia che era morto in carcere, cambia poco lo so, però è un bugia che molti si sono prestati a diffonderla… come quella che fosse in carcere per reati di opinione, mentre aveva preso a colpi in testa con il macete un vicino…
Paolo Rossignoli | 9 luglio 2010 09:46 | Rispondi
la vicenda di Orlando Tamayo Zapata era stata già abbondantemente trattata anche su “giornalismo partecipativo” e mi scuso di aver nuovamente postato, ma credo che era neccessario, proprio nello spirito del blog di gennaro, dare ancora un segnale che non tutti sono disposti a bersi qualsiasi cosa che la stampa ci propina…
Rispetto a Guillermo Fariñas, c’è da riportare che il governo cubano con una mossa a sorpresa,
ci ha tutti piacevolmente spiazzati e Guillermo Fariñas ha interrotto lo sciopero.
Credo che la situazione non era delle più facili, da una parte un governo che doveva dimostrare di non cedere hai ricatti, dall’altra la vicenda umana personale di Guillermo.
Voglio ricordare che nella storia di Cuba, sono molto pochi i “dissidenti” che hanno compiuto per intero la propria condanna,
ma con questo gesto, è andato ben oltre alle richieste pressati, ha mostrato forza e coraggio, rilanciado ora la palla all’avversario.
Il governo a dimostrato di saper dialogare con tutti a patto che ci sia veramente intenzione di dialogare, lanciando un segnale forte alla presidenza Obama
dema | 9 luglio 2010 12:34 | Rispondi
Gentile Paolo, grazie per le informazioni ma oltre ad essere in buona fede sono anche ben informato, e non credo assolutamente alle presunte “prove” che il governo cubano avrebbe fornito; la fedina penale di Zapata è interessante, ma non le sembra strano che per l’arresto del 2003 non vi sia nemmeno enunciato il motivo? strana discrepanza questa, proprio nel periodo in cui si era forse avvicinato alla dissidenza in genere, al progetto Varela ecc. Ad ogni modo, per sentire anche l’altra “campana”, le mando due link molto interessanti sulla questione, oltre a quello già inserito nel mio commento precedente:
http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=207:un-morto-che-pesa-a-cuba&catid=6:il-dibattito-sul-qsocialismo-realeq&Itemid=15
http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=211:su-cuba-si-discute&catid=6:il-dibattito-sul-qsocialismo-realeq&Itemid=15
Le fonti ovviamente sono insospettabili e ben informate sulla realtà cubana….apprendo con gioia la notizia della liberazione dei dissidenti e della conseguente fine dello sciopero della fame di Fariñas….speriamo sia l’inizio di qualcosa di nuovo…saluti
Ivan Rosei | 9 luglio 2010 16:15 | Rispondi
Caro dema, tu dici:
“Per quanto ancora può durare la storia che chiunque dissente è servo della cia o “manovrato dalle mafie di Miami”?”
Fino a quando la CIA e le mafie di Miami continueranno a finanziare e manovrare i dissidenti…
“lo stato cubano preferisce sborsare cifre enormi per mantenerlo in vita piuttosto di andare incontro ad una richiesta tanto semplice?a me pare totalmente assurda la cosa”
a me francamente non appare affatto assurdo che un governo non ceda ai ricatti di un detenuto
“…così come quella di zapata mesi fa,mi pare incredibile che ancora oggi qualcuno abbia il coraggio di definirlo “detenuto comune”,quando è ovvio che è morto come dissidente POLITICO”
a me pare che alla luce dei fatti emersi a pensare al dissidente politico ci sia rimasto solo tu, Omero Ciai, Pigi Battista e altri 3 o 4. Ma sopprattutto è quest’ultimo passaggio che mi lascia perplesso:
“…da parte di chi si è innamorato della rivoluzione e purtroppo ne ha percepito le mancanze sempre più grandi con il passare degli anni, soprattutto a partire dalla partenza del Che,con il progressivo avvicinamento al modello sovietico”
perchè io invece ho percepito esattamente il contrario. Le grandi mancanze sono divenute sempre più piccole con il passare degli anni e dal modello sovietico ci si è progressivamente allontanati.
Abbiamo opinioni diverse, ma mai mi permetterei di definirti un venduto…certo però che marxista rivoluzionario mi pare un po’ azzardato…:)
hernan | 9 luglio 2010 19:04 | Rispondi
Criticare Cuba è uno degli sport più praticati dalle destre e dalle sinistre di tutto il mondo. Legittimo, per carità. Se la critica viene da sinistra poi, per di più rivoluzionaria, assume uno spessore ancora più profondo. Il tutto, ovviamente, a diecimila chilometri di distanza, seduti su comode poltrone ma con addosso la magliettina del Che. Ad onore della storia e del Che (non è con la sua infantile mitizzazione che gli si rende onore), fu proprio lui, Camilo, Raul e altri “comunisti ortodossi” a estromettere la parte “liberale” del movimento 26 luglio e a spingere Cuba verso un avvicinamento con l’URSS. C’è un passaggio dell’articolo di Antonio Moscato citato da Dema che mi ha colpito. Dice Moscato : ”Confondere il dissenso politico o anche la semplice critica, fosse la più becera ed infondata, con il terrorismo, il sabotaggio e la controrivoluzione, ha fatto sprofondare la fu Unione Sovietica dal breznevismo al putinismo”.
Dimentica un passaggio. Lo sprofondamento verso il putinismo è avvenuto dopo Gorbaciov e la sua ridicola perestroika che ha consegnato la Russia all’oligarchia paramafiosa che ha spazzato via anche la parte migliore del paese e le conquiste sociali della rivoluzione. Con questo non voglio dire che a Cuba non debba essere ammessa la critica (che c’è ed è praticata, posso citare numerosi esempi), ma che deve avvenire all’interno del sistema e certamente non da parte di questa “dissidenza” eterodiretta dagli USA. Gli USA non vogliono convivere con una “Cuba democratica”, vogliono spazzare via la Revolucion per quello che ha rappresentato e per quello che rappresenta. Sottovalutare il pericolo è un lusso che i cubani non possono permettersi.
dema | 10 luglio 2010 19:57 | Rispondi
Gentile hernan,sono felice che si possa discutere di questi temi.Per prima cosa non ho molto capito il riferimento alla distanza, alla poltrona e alla maglietta del Che, che mi sembra alquanto fuori argomento.Riguardo al fatto che lei cita,è vero che il Che sia stato dall’inizio uno dei maggiori fautori dell’avvicinamento all’Urss, ma le ricordo che, dal 1963 in poi, ne era diventato uno dei più critici(hernan sicuramente conoscerà il discorso di Algeri, o molte conversazioni al ministero dell’Industria),fino a farsi odiare dalla gerarchia sovietica negli ultimi anni, proprio a causa di queste critiche.Sono certo che senza la sua morte in Bolivia,e con la lettura sempre più approfondita di Trotsky(che purtroppo ha solo potuto ‘cominciare’, a sentire quello che ne dicono i testimoni era già arrivato a cambi di rotta “rivoluzionari” rispetto a sue posizioni precedenti),sarebbe arrivato a mettere in dubbio il criterio del partito unico,il concetto di burocrazia ecc.insomma sono certo che avremmo conosciuto un “altro” Che,che sarebbe arrivato a nuove conclusioni su temi da lui lasciati inevasi o poco discussi, avvicinandosi al concetto di democrazia operaia, che con la sua opera a Cuba aveva soltanto sfiorato;spero di non essere andato troppo fuori tema.Con questo mi ricollego al bisogno della critica e della riforma interna: è ovvio che quest’ultima non debba essere diretta dalla dissidenza, ma il fatto che quest’ultima sia sempre più presente fra la popolazione, attecchendo sempre maggiormente, dimostra più di mille parole l’immobilismo quasi totale della classe dirigente, timorosa di toccare qualsiasi tasto della società con il pericolo di far esplodere tutto. Ho quindi moltissimi dubbi che questa burocrazia possa portare i cambiamenti necessari,e lo dico davvero a malincuore. Ad ogni modo spero che altri si uniscano alla discussione in merito a questi problemi qui nel blog,mi viene in mente il signor Raffaele Della Rosa,i cui interventi ho sempre apprezzato, saluti.
dema | 10 luglio 2010 20:59 | Rispondi
per correttezza dell’informazione Camilo Cienfuegos quasi con certezza era anarchico…saluti
Brando | 11 luglio 2010 12:33 | Rispondi
Gentile dema
Non sono tra quelli che sostengono che “Fidel ha sempre ragione”, ma provo una istintiva diffidenza verso coloro che pretendono di sapere “come devono stare al mondo” i cubani. In quasi tutti i casi poi, queste persone non sono disposte a pagare il prezzo delle loro idee a ad essere conseguenti. Non mi riferisco a Lei, che non conosco, non mi permetto di giudicare e mi sembra una persona gentile e sinceramente affezionata alla rivoluzione cubana.
Penso che sia giusto essere informati e conoscere l’attualità, ma che sia necessario conoscere la storia. Sarebbe sufficiente una lettura sommaria della storia degli ultimi cento anni dell’America Latina e l’applicazione concreta della dottrina Monroe in questi paesi per comprendere non tanto come sarebbe Cuba con una diversa Revolucion, ma come sarebbe Cuba senza la Revolucion.
Dirigere un paese come Cuba è un compito difficile e molto poco invidiabile: da un lato occorre dare sostanza alle aspettative di un popolo esigente e per nulla sottomesso; dall’altra occorre fare molta attenzione perché ogni errore potrebbe essere irreversibile. Negli ultimi vent’anni, con la fine del “contrappeso sovietico”, è come camminare su un campo minato, bisogna misurare ogni passo perché potrebbe essere l’ultimo. Dico questo non per giustificare ogni scelta del governo cubano, ma per cercare di comprendere. Cuba è molto cambiata negli ultimi anni, a volte il cambiamento può apparire insufficiente, alcune scelte non compiute fino in fondo e molti problemi elusi. Il contesto però è molto difficile e ignorarlo non sarebbe onesto.
Brando Frascella | 11 luglio 2010 13:32 | Rispondi
Chiedo scusa per la confusione, mi presento con il mio nome e cognome, come penso sia giusto e non con il nick hernan.
Mi permetto di uscire dal tema del post e dire una cosa sul Che. E’ vero che il Che ha cominciato a prendere le distanze dall’Urss dal 1963 ma è altrettanto vero che ha condiviso fino all’ultimo le scelte politiche di Fidel. L’alleanza con L’Urss era giusta e inevitabile: in quel contesto storico, una terza via non era praticabile. Almeno dal ’63 con il “discorso di Algeri” il Che ha compreso che L’Urss non aveva alcuna intenzione di sostenere i movimenti rivoluzionari nel mondo. In verità non l’ha mai fatto, in alcuni casi addirittura li ha combattuti, come durante la guerra civile spagnola del ’36. Il pensiero del Che era probabilmente condiviso da Fidel anche se, per ovvie ragioni, non lo ha mai potuto manifestare pubblicamente. Infatti quando nel ’75 Cuba è intervenuta in Angola per sostenere la causa rivoluzionaria dell’MPLA, lo ha fatto senza chiedere il sostegno dell’Urss.
dema | 11 luglio 2010 22:57 | Rispondi
Gentile ivan, risponderò, spero, molto brevemente. Innanzitutto il fatto che gente come Ciai e Battista, sui quali meglio non emettere un giudizio, abbiano il mio stesso giudizio (o almeno a lei pare così) non qualifica certo la mia opinione e i miei giudizi (o vogliamo tornare alla storia trita che il nemico del mio nemico è mio amico?); i tre o quattro che la penserebbero come me sono sicuramente molti di più, e ad ogni modo conta molto di più la qualità delle persone che la quantità, i miei giudizi li ho ricavati anche dagli articoli del professor Moscato (da me citato in precedenza), un marxista rivoluzionario, e da conversazioni con Roberto Massari, profondo conoscitore della realtà cubana, anch’egli marxista rivoluzionario. Allora signor ivan vorrebbe dire che se loro hanno la stessa posizione di Battista & C. sono dei venduti?…forza un po’ più di apertura mentale. La storia che “le grandi mancanze sono divenute sempre più piccole con il passare degli anni e dal modello sovietico ci si è progressivamente allontanati” è davvero assurda, basti pensare al modello elettorale identico a quello dell’Urss, così come il modello diciamo “informativo” (ferreo controllo dello Stato, pluralità praticamente assente).Per quest’ultimo posso dirle che al tempo del Che,e ancora per qualche anno dopo la sua morte,la pluralità dell’informazione era ancora grande(penso alla rivista”Pensamiento critico”,chiusa nel 1971);è stato proprio con il progressivo avvicinarsi al modello sovietico che questa pluralità è venuta totalmente meno (il quinquennio grigio le dice qualcosa?).I metodi cosiddetti stalinisti vi sono ancora oggi(gli actas de repudios,o la rimozione di ministri senza alcuna spiegazione sui giornali, dove invece compaiono delle autocritiche degli interessati, quasi identiche fra loro, dove dicono di essersi interessati troppo ai soldi ecc..questo non le ricorda un certo periodo storico?..). Se questo signor ivan le sembra essersi allontanati dal modello sovietico..
dema | 11 luglio 2010 23:07 | Rispondi
Per rispondere al signor Brando, è certamente vero che il che abbia abbracciato fino all’ultimo le posizioni di fidel, su questo non vi è dubbio; è probabile che su molti giudizi sull’urss e sulla sua natura fosse d’accordo con il che, ma è probabile che come capo di stato il pragmatismo lo abbia spinto a lasciar cadere certe critiche (ricordo che gli Apuntos Criticos del che riguardo al manuale sovietico di economia politica sono rimasti inediti fino ad oggi…), proprio per non disturbare il “potente alleato”; con il tempo purtroppo il legame è diventato sempre più stretto e dannoso (già il che denunciava l’assurdità della copia carbone dei sindacati sovietici nella realtà cubana, da lui stessa in precedenza appoggiata). Ripeto (e so che è fantapolitica, ma non importa), se il Che in qualche modo fosse sopravvissuto (o, ancora meglio, avesse vinto..), sarebbe arrivato a un cambiamento di posizione radicale riguardo a certi temi, arrivando anche a scontrarsi con fidel (sono certo poi che il che non avrebbe accettato in alcun modo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia del 1968, si può discutere se fidel la pensasse davvero così o sia stato spinto da “pragmatismo” a fare quel discorso, ma sarebbe una polemica sterile). Ahimé, è solo fantapolitica….saluti
dema | 11 luglio 2010 23:14 | Rispondi
e riguardo al criticare la Revolucion, rimango dell’opinione che sia più che necessario, e questo non significa non difenderla dalle varie aggressioni esterne ecc., sono ben consapevole di quello che sarebbe Cuba se fosse come vorrebbero i nordamericani, non serve nemmeno dirlo…è certo un compito molto difficile, ma l’immobilismo non è in ogni modo accettabile (è saltato ancora una volta il Congresso del partito previsto da alcuni anni, tanto per fare un esempio), e le difficoltà non possono essere una scusa nel lungo periodo…non è certo mia intenzione fare il “professorino”, ci mancherebbe altro, ma lasciare che ogni scelta della dirigenza sia accolta acriticamente è un assurdo, e fortunatamente il signor brando non è portato a questo..ancora saluti.
Raffaele Della Rosa | 16 luglio 2010 18:04 | Rispondi
Pensavo, da quel sempliciotto che sono, che CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE fosse roba da fascisti, pensavo che a sinistra si ritenesse più adeguato il CRITICA, AUTOCRITICA, DISCIPLINA… evidentemente ancora una volta mi sono sbagliato.
Pensavo anche che la chiesa cattolica cubana non avesse niente a che vedere con il progresso, fosse abbondantemente contaminata da idee conservatrici, a dir poco, allineata e coperta nella lotta alla teologia della liberazione, ed invece risulta interlocutrice preziosa del governo rivoluzionario…
Ohibò quanta confusione nella mia testa….
Sicuramente sbagliando ancora io NON CREDO all’onniscienza delle autorità cubane, le stesse che rimasero sorprese dalla diserzione del generale Rafaele del Pino, il numero due della Difesa Cubana….questo sì manovrato dalla CIA, come i tanti di “Miami”, prima di scappare per raggiungere i gruzzoli di dollari già trasferiti all’estero….e messi da parte occupando incarichi raggiunti grazie ad un irreprensibile ortodossia, nel turismo, nel commercio con l’estero, nella distribuzione e gestione del carburante…ma questi non fanno scioperi della fame né della sete, anzi mangiano bene ed a crepapelle.
Certo una sinistra europea divisa tra la denigrazione delle idee socialiste e la contemplazione passiva degli ultimi residui del 900 probabilmente non è un’ intelocutrice così appetibile come una chiesa, mafiosa, pedofila e reazionaria, ma potente e lo sta dimostrando.
A questo punto la palla ritorna nel nostro campo, magari a farci inciampare…
Raffaele Della Rosa | 16 luglio 2010 18:19 | Rispondi
A Paolo Rossignoli
Io non sono un nonviolento, nè per inclinazioni caratteriali né per scelta filosofica e politica, o per lo meno non me la sento ancora di fare questa scelta, ma guardo da anni, con simpatia vieppiù crescente a quanti praticano forme di disobbedienza e di lotta non violenta…
Il fatto che gli stati non accettino, non possano accettare ecc. ecc. è vero.
Ed allora dire che lo stato cubano, nato dalla e per la rivoluzione, non può accettare il ricatto così come non lo hanno accettato gli imperialisti inglesi ed i fascisti turchi, non le sembra un po’ oltraggioso e fuori luogo.
A vicenda, almeno temporaneamente, conclusa non mi resta che constatare che CONTRARIAMENTE ai fascisti turchi ed agli stragisti (per loro recente ammissione)inglesi, il governo e lo stato cubano hanno mediato.
Ehh sì…cazzate ne fanno, ma sempre meno di quante vorrebbero certi loro pericolosissimi amici italiani…avete parlato tanto del Ché, uno che parlava di gladiatori e di plebi plaudenti…questa ve la siete dimenticata ???
Non sono
Brando Frascella | 18 luglio 2010 09:24 | Rispondi
“Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai” diceva una canzone di Antoine degli anni ’60. Alcuni “amici di Cuba” sono incontentabili: se il governo imprigiona i dissidenti sbaglia, se li libera pure, perché lo fa attraverso la mediazione della Chiesa Cattolica (pedofila per definizione: non è un po’ troppo?). Si accusa il governo cubano di non essersi accorto che al suo interno c’era un esponente corrotto, manovrato dalla Cia, che si vendeva al nemico (cosa che è avvenuta in passato anche più di una volta). Sono convinto che se lo avessero rimosso in tempo le stesse persone lo avrebbero considerato vittima di una “purga stalinista” (anche questo è avvenuto in passato più di una volta). Ritornando al tema “dissidenti”, vorrei che dicessero, una volta per tutte, quale deve essere il comportamento che il governo cubano deve tenere nei confronti di persone che collaborano con un paese nemico. Perché di questo, mi pare, stiamo parlando (e non della critica interna che il governo colpevolmente trascura): di persone che offrono la propria collaborazione ben retribuita al servizio del paese “todopoderoso” che conduce una guerra contro un paese molto poco “poderoso”. Una guerra senza pallottole e trincee, ma che assomiglia ad una versione moderna delle guerre che conducevano molto efficacemente i Romani prendendo per fame e per sete città considerate inespugnabili. Che cos’è il bloqueo, rinforzato dalla legge Torricelli, dalla legge Helms-Burton e dalle altre leggi varate da Bush -e non completamente abrogate dal presidente Nobel per la Pace-, se non un atto di guerra con lo scopo di strangolare economicamente Cuba e prenderla per fame? O siete anche voi tra quelli che pensano che le politiche aggressive degli Usa sono solo una manna propagandistica per il governo cubano?; o tra quelli che dicono che il bloqueo non esiste perché a Cuba si vende la coca cola?; o tra quelli che sostengono che il bloqueo è solo un pretesto usato dal governo per nascondere il suo fallimento?
Raffaele Della Rosa | 19 luglio 2010 06:26 | Rispondi
Ad evitare fraintendimenti originati da poca chiarezza da parte mia.
L’ oggetto principale della mia critica è la sinistra italiana, una parte della quale ha sicuramente rotto ogni legame (è un fatto, non un’ accusa) con quello che storicamente ha caratterizzato la sinistra, anche parte di quella socialdemocratica, l’anticapitalismo e l’antimperialismo. Ipermercatista in maniera ideologica e patetica e atlantista.
L’altra parte a me pare attardarsi nella languida contemplazione dei residui del 900, Cuba, VietNam (alcuni anche Cina ed addirittura Korea del Nord), socialismi realizzati che hanno ormai, in quanto tali, dato tutto ciò che potevano dare. E nel caso di Cuba, della Cina del VietNam, non è stato davvero poco. A scanso di equivoci, l’ ho già detto, e lo ripeto: NON CREDO CHE UN CROLLO DI QUEI REGIMI SOCIALISTI ANDREBBE A VANTAGGIO DEL PROLETARIATO CUBANO, CINESE, VIETNAMITA.
Detto ciò e postolo come base di partenza, non possiamo e non dobbiamo obbligarci a trovare accettabile tutto quello che i governi di quei paesi fanno, in specie quando anche consistenti fette di popolazione di quei paesi non lo trovano accettabile.
Che alcuni dissidenti cubani siano amici, più o meno interessati degli USA, è un fatto. Alcuni lo dichiarano abbastanza apertamente. Che lo siano tutti quelli accusati di esserlo, beh questa è davvero tutta un’altra storia…
Non mi intendo di spionaggio, ma pare un po’ difficile utilizzare come spie gente apertamente dissidente, e la denigrazione attuata contro alcuni di essi per farli sembrare criminali comuni, riportando sempre e comunque voci del governo che li accusa, senza alcun altra conferma mi pare pura propaganda….
La sinistra critica, antagonista e radicale dei paesi occidentali non può offrire molto a sé stessa, figuriamoci al popolo cubano, però qualche sforzo in più si potrebbe pur fare, smettendola per lo meno di raccattare pezzi delle macerie del muro di Berlino per conservarli gelosamente in vista di tempi “migliori”
Raffaele Della Rosa | 19 luglio 2010 06:28 | Rispondi
(a continuazione del post precedente)
altrimenti al popolo (ed al governo) cubano l’unico interlocutore credibile (non completamente schiacciato sulle ragioni USA, o per lo meno capace di una certa autonomia) appare la Chiesa, per essere più chiari, la Gerarchia Cattolica.
Potente e propotente. Non certo principalmente pedofila, ma anche e soprattutto mafiosa. E lo stiamo vedendo in Italia, non certo da oggi…
Non è la chiesa di Helder Camara, o di don Milani, o del vescovo Nogaro… è quella dei Marcinkus, dei Bertone, dei Pio Laghi ecc. ecc. (e dico DEI e non DI perchè faccio riferimento a modelli di comportamento) dei Balducci. E’ la chiesa-gerarchia ferocemente e barbaramente omofoba in cui l’omosessualità è ampiamente diffusa e praticata anche tra i gerarchi di alto ed altissimo livello.
E non credo che da questa chiesa-gerarchia possano venire al popolo cubano chissà quali stimoli per una accentuazione in senso socialista e democratico delle decisioni politiche sul futuro di Cuba.
Per concludere. Dalle desecretazioni di documenti della CIA e del Dipartimento di Stato escono sempre nuove prove delle attività di sabotaggio e di aggressione contro Cuba, anche della introduzione di ceppi di dengue e tanto altro ancora. Ma nè dai documenti in questione né dai processi contro i dissidenti condotti dal governo cubano sono stati, non dico provati, ma neppure adombrati sospetti di coinvolgimento dell’area del dissenso in queste attività criminali.
Brando Frascella | 20 luglio 2010 11:48 | Rispondi
Sono d’accordo con molte delle cose scritte dal sig. Della Rosa e penso che sia sbagliato contemplare con nostalgia le reliquie socialiste del ’900. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato che spetti ai cubani e solo a loro decidere in quale tipo di società vogliano vivere senza sentire sulle loro spalle la responsabilità di essere considerati un modello per quelli che non sono riusciti a fare la rivoluzione.
Ogni critica, se costruttiva, è necessaria. A me non piace la legge sulla “pericolosidad social pre-delictiva” -indipendentemente dalla sua concreta applicazione- e trovo inaccettabile che una persona venga cacciata dal partito perché colpevole di avere scritto su un giornale che la corruzione dei dirigenti è la più pericolosa delle controrivoluzioni ed è un fenomeno che rischia di travolgere la rivoluzione.Ma è proprio per il rispetto che si deve a gente come Esteban Morales -e agli altri che, tra mille difficoltà, cercano di dare il loro contributo per migliorare la società cubana secondo i principi del socialismo-, che trovo particolarmente ingiusto riconoscere legittimità politica a quelle persone che hanno avuto rapporti poco limpidi con l’ufficio di interessi Usa. Ed è, per me, un dettaglio poco significativo stabilire se si tratta di spie, cospiratori o semplici opportunisti.
Brando Frascella | 20 luglio 2010 11:50 | Rispondi
Non può esistere il socialismo senza la libertà, perché la mancanza di libertà è una delle più odiose forme di ingiustizia, ma quanta libertà può concedersi un paese sottoposto ad una pluriennale aggrressione? Quello che contesto ad una certa critica è proprio quello di non tenere nella dovuta considerazione il difficile contesto nel quale ha dovuto svilupparsi il socialismo cubano. Per un pericolo molto meno incombente gli Usa hanno approvato il Patriot act (tutt’oggi vigente), deportato centinaia di persone a Guantanamo (molte delle quali poco più che bambini), praticato tortura ecc. Questo è parlar d’altro, me ne rendo conto, ma vorrei che ci ricordassimo del Nicaragua, quando furono indette “libere elezioni” nel mezzo di una terribile guerra ed il popolo stremato decise di porre fine all’esperienza sandinista. Con un tratto di penna furono cancellate le conquiste sociali della rivoluzione e fu “ripristinato il medioevo”.
Un’ultima considerazione sul rapporto con la Chiesa Cattolica. Da italiano non posso che comprendere e condividere le preoccupazioni, perché avvertiamo quotidianamente sulla nostra pelle gli effetti della sua ingombrante presenza. Ma Cuba non è l’Italia e non è neppure la Polonia. Non esageriamo: la Chiesa ha svolto solo una funzione di mediazione, nulla di più. Non mi sembra che abbia una influenza particolarmente significativa nella vita del popolo cubano ma che, al contrario, occupi un ruolo piuttosto marginale nella società.
dema | 20 luglio 2010 13:17 | Rispondi
Gentile Brando, condivido quasi tutto della sua analisi, anche se della Chiesa cattolica non mi fiderei comunque molto, al momento non ha certamente un grosso peso nella società ma, visto il totale immobilismo della classe dirigente, rischia di diventare (forse suo malgrado, chi lo sa…) una sorta di opposizione semi-legale tollerata dal governo, punto di riferimento degli “scontenti” fra i cubani, e che questo ruolo possa nel tempo sfruttarlo a suo piacimento, e come diceva il signor Della Rosa non certo per rendere più forti e sempre più democratiche le conquiste della rivoluzione. Non sono però d’accordo con la parte legata ai dissidenti: è certo che alcuni siano degli opportunisti, pochi direttamente dei venduti agli Stati Uniti (ribadisco, pochi, poi farò alcuni esempi), ma la maggior parte di quelli che criticano sono senza dubbio in buona fede, ma non avendo mezzi con cui esprimersi spesso scendono a compromessi che possono rivelarsi pericolosi…per fare un esempio alcuni dei 75 arrestati dell’aprile 2003 erano accusati di aver fatto tre fotocopie (TRE!!!) nella Sezione di Interessi nordamericana de L’Avana, il problema è che in altri luoghi come Università o biblioteche a loro non sarebbe mai stato permesso di farle, dato che ogni singola fotocopia dev’essere preventivamente approvata, cosa che per ovvi motivi non sarebbe mai stata concessa loro, in quanto dissidenti. Nel 1999 due economisti (se non sbaglio…) sono stati arrestati e condannati ad alcuni anni solamente per aver chiesto delle riforme economiche nel campo agricolo, data la bassissima produttività, i nomi di Vladimiro Roca e Martha Beatriz Roque a molti diranno qualcosa (e premetto che non conosco le loro posizioni attuali riguardo agli “aiuti” statunitensi). Ad ogni modo degli arrestati del 2003 è dimostrato che solo quattro cinque, quindi una totale minoranza, era favorevole al cosiddetto “interventismo” nordamericano, e certo il governo ha il suo dire nel dichiarare che erano tutti pagati
dema | 20 luglio 2010 13:34 | Rispondi
da Cason e dalla Sezione di Interessi…come dice il signor Della Rosa, per me queste cose, uscite da una sola campana, rimangono propaganda…riguardo a quello che io chiamo “la sindrome della fortezza assediata”, che spesso ha spinto il governo ad agire in modo a dir poco avventato, certamente come dice il signor Brando in parte (e sottolineo in parte…) possono essere giustificati visto il mezzo secolo di assedio più o meno forte, ma secondo me resta il fatto che con la repressione totale del 2003 l’intento sembrava proprio quello di distruggere qualunque tipo di opposizione interna (che a detta di tutti non ha alcun aggancio nella società), quindi ha poco a che fare con l’assedio e le minacce nordamericane…la legge a cui faceva riferimento è una vera porcata, che può portare (ed è stata usata molte volte negli ultimi tempi) all’arresto preventivo per “pericolosità sociale”….riguardo alla critica, se il governo accetta soltanto quella pilotata dall’alto è davvero un grosso rischio, ho paura che in questo modo si manterrà il totale immobilismo degli ultimi anni purtroppo…la critica dev’essere libera e dal basso, e checché se ne dica se il partito controlla qualunque organizzazione cubana questa libera non può di certo essere, anzi si mantiene un certo timore nel criticare uscendo dai canali “ufficiali”; questo significherebbe in un modo o nell’altro essere equiparati a dissidenti…aggiungo che ci sono anche menti notevoli, come ad esempio Soledad Cruz e altri intellettuali, che criticano severamente il sistema “da dentro”, ma sono comunque ancora pochi, ed hanno spazio soltanto su Internet (e si sa che pochi cubani non se lo possono permettere, quindi difficilmente potranno leggere questi interventi), vista l’ingessatura di televisioni e giornali di Stato. Detto questo, lo dico al signor Brando e al signor Della Rosa, sono davvero felice che finalmente si possa dibattere di questi temi con grande serenità. Un saluto.
dema | 20 luglio 2010 13:36 | Rispondi
errata corrige: e si sa che pochi cubani se lo posso permettere, scusate.
Paolo Rossignoli | 20 luglio 2010 15:45 | Rispondi
Su tutto quello che si scrive su Cuba, sui grandi teorici del socialismo, su quelli che ai cubani, dopo non aver saputo nemmeno difendere lo statuto dei lavoratori in Italia, vorrebbero dar lezione non solo di democrazia, ma anche di socialismo, una sola cosa mi conforta: il Prof. Moscato ipotizzava questo pensiero almeno 15 anni addietro, prevedendo una disfatta inevitabile del sistema cubano, poi i fatti lo hanno smentito…
Sorrido ogni volta che i miei amici cubani mi rispondono: grazie, ma già sappiamo sbagliare da soli…
Paolo Rossignoli | 20 luglio 2010 15:54 | Rispondi
Al sig. dema gli chiedo gentilmente di riportare le fonti da dove riporta le sue notizie… che a me, risultano uguali a quelle provenienti dagli ambienti anticastisti di Miami…. e troppo simili agli interventi del Prof. Moscato.
Sig dema, si metta nome e cognome per favore, favorirebbe ogni dubbio di dietrologia.
Credo che in questo blog non debba temere nulla… esponendosi personalmente, come fanno la maggiore parte delle persone…
dema | 20 luglio 2010 17:07 | Rispondi
Gentile paolo, non capisco a quali dubbi di dietrologia si riferisce, ma ad ogni modo la accontento, anche se non ne vedo il motivo (cos’è vede nemici denigratori dappertutto?): mi chiamo marco de martin, non credo le interessi ma ho 21 anni, quindi difficilmente mi si potrà buttare in faccia la non difesa dello Statuto dei lavoratori qui in Italia…del resto non capisco cosa c’entri mettere in mezzo questo, come se Cuba non si potesse nemmeno criticare dato che loro hanno fatto la rivoluzione e noi italiani no, mi sembra un argomento alquanto pretestuoso…detto questo le fonti sarebbero talmente tante che impazzirei nell’andare a ricercarle (e nemmeno mi sembra di avere l’obbligo di farlo visto che non siamo in un tribunale in un processo per calunnia), fra queste anche articoli del prof. Moscato, che mi dispiace ma la parola disfatta che io sappia non l’ha mai usata, ha solo analizzato i problemi sempre più gravi che Cuba avrebbe affrontato in seguito al periodo especial e all’apertura agli investimenti stranieri nel turismo (pericoli maggiori di corruzione, differenze di reddito sempre più grandi fra funzionari e lavoratori semplici, disparità fra chi ha a disposizione dollari e chi no, difficoltà di un’economia fondata in gran parte su una fonte labile e variabile come il turismo, un po’ com’era prima con la canna da zucchero ecc…); non credo che queste analisi lo facciano diventare un anticastrista di miami, non crede?…e di certo non lo sono nemmeno io, ci mancherebbe altro…ad ogni modo una delle fonti che posso citare e che più mi ha dato elementi di analisi dei vari elementi della rivoluzione cubana posso citarti il libro “Cuba fra continuità e rottura” di Janette Habel, scritto più o meno alla metà degli anni ’90, e che certamente non potrà essere considerato uno scritto “controrivoluzionario”, se non un’ottima analisi dell’ordinamento uscito dalla rivoluzione (se fosse interessato su ebay si trova sicuramente). Un saluto.
dema | 20 luglio 2010 17:26 | Rispondi
Sono comunque anni che “bazzico” nell’argomento Cuba, leggendo praticamente tutto quello che è uscito in libreria (anche libri ormai quasi introvabili), oltre ad articoli vari su Internet (in questo caso stando molto attento alla fonte), ma le posso dire che mai ho letto qualcosa che possa essere ricondotto agli anticastristi di miami, quindi può stare tranquillo signor Paolo, ad ogni modo sono in grado di distinguere la propaganda dalle mezza verità, da analisi di comodo di stampo diciamo “borghese”, da quelle ideologiche (allo stesso modo della propaganda..) di molti anticastristi e da analisi serie e ben documentate. Ancora saluti.
Raffaele Della Rosa | 20 luglio 2010 21:24 | Rispondi
Mi deve scusare P. Rossignoli, ma ho trovato un po’ bruttina (carabinieresca) la sua richiesta “Ragazzo libretto e patente”, a Dema per evitare speculazioni dietrologiche….ma qui caro Rossignoli stiamo discutendo di argomenti non di persone….i pedigree lasciamoli perdere, ed oltretutto chi non volesse davvero essere identificato in rete ha tante di quelle possibilità, su cui non mi dilungo dato che non siamo tra sprovveduti…
E proprio perchè non siamo tra sprovveduti mio caro Rossignoli credo che lei conosca benino la proprietà transitiva della logica per cui se A=B e B=C anche A=C, ergo se le argomentazioni di MDM (dema) sono simili a quelle anticastriste di Miami e la fonte è Moscato se ne deduce che il compagno Antonio Moscato è fin troppo vicino all’anticastrismo di Miami ecc. ecc., (ed a buon intenditor poche parole…) non potendo picconare fisicamente ci si prova con le chiacchiere…Rossignoli si aggiorni !!! Vischinski è morto, ed il 1938 per ora non torna, manco a Cuba, visto che CON UNA PARTE dell’esilio di Miami il governo cubano ci parla eccome e non certo da ieri ma da molto, molto prima (ovvero anche una parte di quelli di Miami parla con il governo cubano).
Che poi a Cuba ci sia il socialismo, behhh questa è una discussione “teologica”….a me basta sapere che nonostante le moltissime cose che non mi convincono la gente comune abbia un tenore di vita medio più alto della vicina Repubblica Dominicana, per citare a caso un paese che si può visitare facilmente, ma anche della Tunisia o dell’ Egitto ecc. ecc.
Sulle previsioni e la loro fallacia.
Anche il padre dei popoli, dei lavoratori ed il maestro insuperabile dei rivoluzionari di tutto il mondo dichiarava nel 1936 che l’URSS, terminata la costruzione del socialismo, si avviava sulla strada della costruzione della società comunista…
In quanto ai suoi amici cubani saremmo curiosi, ci perdoni, Rossignoli, di sapere chi sono….sà, così, ehhhh, tanto per evitare dietrologie…
Brando Frascella | 22 luglio 2010 10:20 | Rispondi
Un ultimo commento in una discussione che, come spesso capita quando si parla di Cuba, è un po’ degenerata.
Ho sempre pensato che questi dissidenti fossero, nella migliore delle ipotesi, opportunisti alla ricerca di qualche prebenda. Pronto a ricredermi, non avendo letto una riga della loro -a quanto pare importante- produzione politica dal 2003, attendevo con un certo interesse la loro prima apparizione pubblica. Se conoscete lo spagnolo vi consiglio di andare sul sito kaosenlared.net. Le prime dichiarazioni pubbliche sono un insuperabile concentrato di stupida arroganza e miseria umana. Per riassumere: non una parola di ringraziamento al governo spagnolo che, invece, è stato criticato perché non avrebbe rispettato l’accordo sottoscritto (assistenza e soldi); uno di questi si è lamentato perché nell’abitazione a lui riservata non aveva a disposizione un bagno privato; uno osservava che la Spagna è un paese in crisi e avrebbe avuto difficoltà a trovare un lavoro e chiedeva di raggiungere i suoi familiari a Miami. L’unica “dichiarazione politica” è stata la sottoscrizione di un documento con il quale chiedevano ai governi di non alleggerire le sanzioni a Cuba. Francamente indifendibili.
Paolo Rossignoli | 22 luglio 2010 15:39 | Rispondi
Alle pirme perplessità su teorici nostrani del comunismo, vengo subito tacciato di carabiniere (o di sbirro in versione cavallini)
Per Marco, in cui apprezzo molto il suo interesse alla politica, qualità ormai rare nei giovani, cercavo solo di puntualizzare che alcune affermazioni, vedi “rapporti tra Fidel e il Che e nello specifico “il Che non avrebbe accettato in alcun modo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia del 1968…” sono tesi conosciute e diffuse da molti anni dal Prof. Moscato… Niente di male per carità, ma ormai rimasto, con pochi altri, a discutere di quei avvenimenti avvenuti ormai 42 anni fa, e che con la rivoluzione cubana non ha praticamente nulla da spartire.
Per le fonti chiedevo di chiarire alcune affermazioni di come sei venuto a conoscenza che qualcuno abbia preso anni di prigione con “l’accusa di aver fatto tre fotocopie (TRE!!!) nella Sezione di Interessi nordamericana de L’Avana”, vorrei sapere dalle tue attendibili fonti i nomi di questi “alcuni”, e magari da quali atti processuali è stata ricavata una simile notizia, oppure, come fanno molti riporti altri riporti di altri riporti?
Per capire la posizione reale dei “famosi 75″ ti consiglio alcuni titoli: “Dissidenti”, “Nestor Baguer, giornalista scomodo a La Habana”, oppure “El camajan cubano, che racconta tutta la verità su Elizardo Sánchez che presiede la Comisión Cubana de Derechos Humanos y Reconciliación Nacional, o meglio è lui la commissione.
Oppure l’ormai datato ma sempre attuale “dissidenti o mercenari” del giornalista colombiano Calvo Hospina.
Per Della Rosa, aggiornarmi mi aggiorno, specialmente su Cuba, da quasi l’età di Marco frequento l’isola assiduamente, per quel che posso economicamente permettermi, 2/3 viaggi all’anno, la maggior parte delle mie pubblicazioni riguardano Cuba, mentre quotidianamento ho corrispondenze via email, via FB, e altri mezzi con decine di amici.
I nomi? sono semplici cittadini cubani come ne puoi trovare a milioni nell’isola.
Paolo Rossignoli | 22 luglio 2010 15:57 | Rispondi
dimenticavo: ma chi cavolo è Vishinski?
visto il 1938, nemmeno mì è venuta voglia di “aggiornarmi”, ma centra qualcosa con Cuba o che?
Gennaro Carotenuto | 22 luglio 2010 16:13 | Rispondi
Beh, Paolo, qui sbagli. Finchè Cuba (e la storia della Rivoluzione cubana) si richiama ANCHE alla storia del comunismo non ci si può non interrogare ANCHE su Vyšinskij. Poi chiaramente Cuba è ANCHE ben altro.
dema | 22 luglio 2010 16:45 | Rispondi
Vyšinskij era il pubblico ministero (lo stesso che nel 1917 aveva chiesto che Lenin fosse arrestato in quanto “spia tedesca”) che accusò i vari imputati bolscevichi nei processi di Mosca dal 1936 al 1938 (se non sbaglio furono tre), in cui furono condannati a morte o in alternativa, se non accettavano di “confessare”, sparivano e di loro non se ne sapeva nulla: fra i molti morirono bucharin, radek, pjatakov, rakovskij…signor paolo c’entra molto di più di quanto sembri con Cuba, visto che in concreto la destalinizzazione di Kruschov è stata poco più che una macchietta, condannando il solo Stalin come unico responsabile (cosa ben difficile visto l’enorme apparato…). Riguardo alla cecoslovacchia la prego caldamente di finirla nel riferire quello che dico ad altre persone, Moscato non c’entra nulla, è una mia convinzione personale, dato che il Che non aveva certo la tendenza a venire a patti con la verità, cosa che purtroppo non si può dire per Fidel…tacciare come giusta l’invasione sovietica (con un minimo di riserva, tanto per non perdere completamente la faccia di fronte all’America latina che tanto ammirava la Cuba rivoluzionaria) è stata a mio parere una cosa vergognosa, una sorta di cedimento ai sovietici, che sempre più influenza avrebbero avuto negli anni successivi. Fonti non ho da dargliene, e poco importa, come ha scritto raffaele cosa c’entra il mio “pedigree” in un blog? lei signor paolo invece di ribattere ha preferito chiedermi questo e le generalità…mi dispiace ma la figura dello sbirro è venuta in mente anche a me. I libri della sua casa editrice li considero pura propaganda da molto tempo, e detto questo la prego nuovamente di non farmi passare per una sorta di “marionetta” che cita gli articoli degli altri, se certe opinioni le faccio mie è proprio perché sono convinto che siano vicine alla verità, in mancanza di mie impressioni personali su queste questioni non posso fare altro, un giorno forse. Saluti e spero sia l’ultimo messaggio.
dema | 22 luglio 2010 17:01 | Rispondi
Già che c’è signor paolo mi dia lei le prove che questi 75 erano tutti, senza eccezione, degli agenti nordamericani…e mi dica anche perché un intellettuale come Esteban Morales Domìnguez è stato espulso per aver scritto questo articolo:
http://estebanmoralesdominguez.blogspot.com/2010/07/corrupcion-la-verdadera.html
mi dica signor paolo è un venduto anche lui, visto che dopo questo articolo gli sono piovute addosso calunnie vergognose che lo tacciavano di essere, insieme a pedro campos, un controrivoluzionario e agente della CIA? pensi il suo articolo indicava la corruzione come la più pericolosa delle controrivoluzioni e chiedeva che il socialismo diventasse autogestito dal basso, non burocratico com’è invece, rifacendosi in questo a Marx…..queste cose le ho prese da un articolo di Almeyra su “La Jornada”, messo successivamente in rete. Aspetto una risposta.
Paolo Rossignoli | 22 luglio 2010 17:46 | Rispondi
caro dema, ventunenne che da anni “bazzica” nell’argomento Cuba, (cos’è hai iniziato a 12 anni?) hai letto praticamente tutto quello che è uscito in libreria, internet, blog e via dicendo, e non ti sono mai capitate le prove documentali, grafiche, fotografiche del coinvolgimento dei 75 mercenari?
vuoi que ti fornisca le prove per poi dire che sono propaganda… ma lascia perdere… ti sei smascherato per quello che sei, il solito…. adios
non son degno di te….
Paolo Rossignoli | 22 luglio 2010 17:52 | Rispondi
la risposta su esteban?
Una persona che dissente dalla linea del partito, per questo ne viene espulso.
Non è stato messo in galera, non ci sono prove e quindi nemmeno imputazioni di essere un mercenario, tutto qua…
Io personalmente sarò stato cacciato decine di volte da movimenti, associazioni e altro.
Da partiti no, me ne sono andato prima, quando notavo che la linea non corrispondeva più ai miei principi…. tanto difficile?
dema | 22 luglio 2010 22:01 | Rispondi
Oh certo, sono io il solito…ho iniziato a quindici anni, le basta (vedo che ha proprio il vizio di andare sul personale invece di risponder chiaro)?…riguardo a esteban quello che ha scritto è un’emerita cazzata, il partito non è un monolite se lo ricordi bene, non lo dev’essere tutt’al più se è l’unico partito legale (oltre al fatto che a Cuba essere cacciati dal partito ha ben altro significato rispetto ad essere cacciati qui in Italia, ad esempio, da qualsiasi organizzazione)…i due sono stati cacciati per aver criticato, cosa che la burocrazia di partito non può accettare…questo è..le prove poi…ma non mi faccia ridere su..le può produrre a piacimento qualunque pirla, soprattutto se al potere, e non credo che Amnesty International patrocinerebbe una cinquantina di “prigionieri di coscienza” se il processo fosse stato equo, con prove e tutto…o lei è uno di quelli che appoggia Amnesty solo quando parla della situazione in posti come la Palestina, o gli stessi Stati Uniti (in questo caso è un’organizzazione “buona”), mentre se si occupa della situazione a Cuba diventa inattendibile, o peggio “prezzolata” da altri?…mi dispiace ma ad un’organizzazione come Amnesty io credo eccome, e sempre…questo è il punto, ma se lei ha la sua idea precostituita ed ogni volta che sente argomenti che dissentono da questa tira su le antenne (e ascolta tutto con l’orecchio dello sbirro…) come se la persona che scrive fosse per forza una sorta di “mercenario” della rete, beh non ho molto da spartire con un personaggio del genere, semplicemente diventa tutto una perdita di tempo…non mi ha poi risposto riguardo al libro su Cuba che le ho consigliato, ma dubito che qualcosa di “critico” le possa andare a genio (e sì che di PROVE documentarie in questo libro ce ne sono eccome, dovrebbe esserne felice!!). Saluti rivoluzionari.
Raffaele Della Rosa | 23 luglio 2010 19:24 | Rispondi
Chi personalizza, chi si sottrae al confronto, è anche colui che getta la maschera. Ammetto caro Marco di aver sbagliato. Il PR non chiedeva il pedigree perchè di animo sbirresco ma perchè narcisista. Il punto per il narcisista non è stabilire l’ attendibilità oggettiva o “oggettiva”, se preferisci,di questa o quella ipotesi, la correttezza di questa o quella tesi, qua si trattava del dissenso a Cuba, ma avrebbe potuto anche trattarsi del motore della moto di Valentino Rossi o del miglior modo di saltare gli spinaci in padella, e noi avremmo sempre e comunque torto dal momento che non siamo d’accordo con lui.
Non sono le nostre opinioni ad essere indegne. Ad essere indegni siamo noi…
Per lui si tratta solo di una tenzone retoriche in cui provare la sua personale, soggettiva, abilità di prevalere su altri.
Il problema per PR è appunto di chi è degno di chi. E davvero non son solo canzonette. E’ roba da far accapponare la pelle, pensare che dietro a certe affermazioni politiche, filosofiche o scientifiche vi siano simili disastri psicologici.
Del resto Wilhelm Reich un altro eretico, già lo aveva anticipato,occorre capire come la società capitalistica “costituisca” l’io di ciascuno di noi e come, in taluni casi, lo devasti.
dema | 26 luglio 2010 12:44 | Rispondi
Caro Raffaele, apparte i risvolti psicologici di certe affermazioni, quello che mi lascia interdetto è la totale mancanza di qualsiasi tipo di dubbio (che in questo mondo dovrebbe essere più che legittimo in qualsiasi campo, politico e dello scibile in generale), come se la situazione cubana (e la mente del nostro “paziente” in questo caso) si fosse cristallizzata in una situazione immutabile e perfetta, quasi paradisiaca mi verrebbe da dire, tale da vedere come traditore chiunque si permetta di fare la minima critica (fermo restando le considerazioni che rispetto alla maggior parte dei paesi di quella zona di mondo i cubani sono in una situazione senza dubbio migliore). Come scriveva il signor Raffaele in un precedente commento, credere obbedire e combattere dovrebbero essere caratteristiche di un regime ben diverso negli ideali; purtroppo col perdurare del partito unico al potere, senza quasi alcun tipo di apertura, si è arrivati alla situazione che chiunque critichi o si ponga interrogativi profondi riguardo al sistema cubano nella sua totalità (e mi dispiace dirlo, ma la maggioranza di queste persone sono senza dubbio i più brillanti e capaci, e proprio per questo scomodi per la burocrazia ormai mummificata) venga cacciato dal partito (o comunque isolato al suo interno), calunniato (come Esteban Morales) o peggio messo in carcere; parallelamente quelli più ligi alla disciplina, i più obbedienti alle direttive delle alte sfere del partito, hanno acquisito un ruolo enorme all’interno delle istituzioni (va da sé che la maggior parte di questi sono politicamente mediocri)…questo è ciò che porta il partito unico, anche con le migliori intenzioni, impedendo il “libero crearsi delle coscienze” (credo sia una frase di Trotsky), se non del tutto, molto contrastato da un sistema monolitico (e ripeto che il sistema cubano ha pregi innegabili, che però non possono portarmi a nascondere ciò che vedo come errori enormi che potrebbero portare il sistema alla rovina).
dema | 26 luglio 2010 13:09 | Rispondi
Fino a non molto tempo fa la mia colpa era credere che il partito unico potesse permettere comunque la formazione di ottimi quadri, pronti a mettere in discussione qualsiasi elemento del sistema per il bene della società intera…questa credenza derivava soprattutto da inesperienza dei meccanismi tipici di qualunque istituzione (e da sana innocenza giovanile nella considerazione dell’essere umano), a maggior ragione un partito, non certo dal credere il sistema cubano perfetto, come sembra pensare il signor Rossignoli, che riguardo ai dissidenti è capace di citare le sole prove governative, senza che gli venga il minimo dubbio riguardo al fatto che queste siano diffuse da una burocrazia al potere da mezzo secolo senza pause, e senza dubbio oppressiva come qualunque potere, ma nel caso cubano innegabilmente più dannosa e pervasiva…a mia parziale discolpa potrei dire che consideravo impossibile che dopo circa mezzo secolo di rivoluzione della gente potesse essere incarcerata o comunque repressa dalla polizia per il solo fatto di distribuire volantini contro il governo, una cosa che più semplice e naturale non vi è in una democrazia. Il mio non era dogmatismo puro come nel caso del Rossignoli, ma una sorta di fiducia negli uomini che avevano fatto la rivoluzione. Col tempo fatti che all’inizio ero spinto a considerare calunnie belle e buone mi hanno innestato il tarlo del dubbio nella mente, fino a farmi aprire definitivamente gli occhi con mio grande dolore, cosa che ad ogni modo mi porta a difendere il popolo cubano dalle varie aggressioni imperialistiche senza se e senza ma, non la dirigenza, si badi bene…un saluto rivoluzionario al signor Raffaele.
Paolo Rossignoli | 26 luglio 2010 16:22 | Rispondi
Dema, visto che esprimo cazzate, per favore non richiedermi più pareri, ti ripeto: non son degno ti te e di tutti i tuoi studi e della tua umile saccenza, e sembra che vista la tua grande esperienza nella formazione di partiti comunisti acquisita sul campo, che non lo sia nemmeno il PCC, a cui suggerisci come deve comportarsi.
Rispetto ad AI, non so dove hai trovato mie citazioni in tal senso, penso solamente che come tutti i movimenti di buona volontà, essendo una struttura territoriale, svolge molti buoni lavori ma anche pessimi. personalmente li seguo poco e ho perso da tempo la stima, non ricevendo risposte a miei quesiti per il modo con cui a volte si fa manipolare, tra questi avrai certamente studiato il caso Valladares…
Vedi Dema, dici che cito solo le versioni governative dei fatti, è vero!
Verissimo, una goccia in un oceano di versioni antigovernative, che puoi trovare ovunque. Cerco di contrastare le migliaia di altre persone, che come te, riportano e divulgano le versioni degli anticastristi “senza averne dubbi” in ogni angolo possibile, a volte con il tuo snobbismo politico, con l’apparenza di essere un compagno critico.
Che mi frega, cavoli tuoi… beviti quello che vuoi, io faccio altrettanto… ma se invece di un provocatore sei un buon compagno, ti consiglio di distrarti qualche momento dalle tue letture e di farti qualche giretto a Cuba, dove, te lo assicuro non c’è il paradiso, a cui io non credo, ma nemmeno l’inferno che vuoi descrivere.
C’è solo un paese che, nella stragande maggioranza della sua popolazione, vuole vivere in pace, godersi la sua storia e la sua rivoluzione, con i suoi errori e le sue conquiste, tutto qua, molto più semplice di tutte le paranoie di emmeriti studiosi…
Lasciateli in pace i cubani, vi posso assicurare, conoscendoli bene, che quando ne avranno i co….. pieni di Fidel e del PCC, si penseranno loro a cacciarli a pedate nel culo.
Ma per adesso rassegnatevi.
dema | 26 luglio 2010 17:08 | Rispondi
Vedo con piacere che il signor Rossignoli elude molto volentieri le questioni che sto ponendo, o generalizza dimenticando il fatto concreto, così che, come diceva prima Raffaele, preferisce personalizzare il tutto e parafrasare a modo suo quello che scrivo…prima cosa, non ho mai parlato di inferno, lei qui sembra che confonda il diritto di criticare con la visione che ho io di Cuba, così facendo qualunque critico per forza è in malafede secondo i suoi canoni, o non sa, “non è degno” come piace dire a lei…ho scritto più di una volta che Cuba è in una situazione migliore di altre economie disastrate della zona, questo non mi esime dal criticare quello che va criticato (o lei crede come ho già detto che avendo loro fatto la rivoluzione non possono essere criticati da chi non l’ha fatta?), e che potrebbe portare ad una gravissima crisi del sistema: l’economia è in sfacelo, ormai credo che nessuno lo possa negare, e grazie al cielo che c’è Chàvez e il suo petrolio…il problema è che se uno lo dice o, come nel caso di Esteban, cerca di proporre delle alternative, viene cacciato a pedate in culo (dalla burocrazia, non dalla popolazione), ma secondo lei questo è tutto normale giusto?..vedo che si è offeso per il termine “cazzata”, ma non ha nemmeno cercato di rispondere alla questione che ponevo, altro che dissentire dalla linea del partito; si vede che non ha argomenti, ne prendo semplicemente atto..la differenza fra me e lei (e lo dico senza alcuna presunta mia “saccenza”, che lei mi appiccica addosso forse perché consapevole di essere invece una propria caratteristica peculiare) è che io non ho bisogno di miti, e mai penserei che il favore che si può fare ad un caro amico in difficoltà sia stare zitto facendo finta che vada tutto bene, mentre lui continua a fare cazzate camminando sul baratro…questa è la mia concezione, radicalmente diversa dalla sua, che sembra vedere in un critico un potenziale mercenario che in futuro potrebbe vendersi agli imperialisti.
dema | 26 luglio 2010 17:27 | Rispondi
Io ad ogni modo non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno, tanto meno “suggerire al PCC come comportarsi”, cosa davvero comica se non fosse in sé patetica (si ricordi, l’unione del partito e dello stato è la rovina della democrazia, e guardando il caso di Esteban e Campos ormai questa è assente anche all’interno del partito, questo non sono argomentazioni soggettive, sono OGGETTIVE), io ho l’unica pretesa di CAPIRE, capire come sia possibile che dopo mezzo secolo non ci sia un barlume di un’economia per cui valga la pena tale nome (importare l’80% di ciò che si consuma è solo un esempio fra tanti..e il bloqueo non può essere usato sempre come coperta di Linus, le cause di molti problemi sono ben altre), perché in agricoltura ci sia ancor oggi una bassissima produttività, perché esiste ancora l’equazione dissidente dalla tanto a lei cara “linea di partito” uguale mercenario venduto agli Stati Uniti? (e non mi tiri fuori la storia delle prove, le posso citare una condanna dell’inizio degli anni ’70 contro un trotskista per aver “vilipeso e calunniato l’URSS”, quest’ultima è crollata, ma purtroppo a Cuba certe pratiche no…o vuole dar ragione a Berlusconi che vede le correnti nel partito come un pericolo mortale, e non come un’occasione di crescita?).
Bene passiamo ad Amnesty…senza dubbio, come tutte le organizzazioni, errori vi possono essere, ma qui stiamo parlando di una sessantina di dissidenti (di sfuggita posso dire che, nata nel 1961, nel caso Valladares era ancora diciamo agli inizi, nel frattempo ha avuto decenni per fare esperienza, con questo non giustifico l’errore riguardo al terrorista; resta il fatto che ha preso sotto le sue ali una sessantina di dissidenti, notare non tutti i 75 del 2003…sono ben sessanta, difficile che dopo mezzo secolo arrivi a fare un errore così madornale; posso dire che l’astio del governo verso le ONG in genere, viste come “serve della CIA” ogni qual volta si permettono di alzare la voce contro alcune carcerazioni…..
dema | 26 luglio 2010 17:48 | Rispondi
….non permette in alcun modo un dialogo sereno, qualunque ONG che si permetta di dire qualcosa è sempre e comunque in errore (cazzo ma possibile che siano tutte vendute agli USA? su non nascondiamoci dietro a un dito…se i processi fossero fuor di dubbio esemplari e limpidi, e se la magistratura avesse un minimo di indipendenza dal potere centrale, cosa che non può essere definito diritto del solo regime “borghese”, con tutti i distinguo ovviamente, almeno qualche organizzazione leverebbe la voce in difesa del governo…vi sono fior fior di intellettuali (Garcìa Màrquez, il povero Saramago, Galeano, e molti altri) che difendono Cuba dalle aggressioni esterne, il che non vuol dire non stigmatizzare l’uso della repressione giustificata sempre con il bloqueo…al tempo alcuni sono stati perfino zittiti da Fidel dicendo che non capivano nulla, limitandosi a questo, senza spiegare i motivi della critica, che andava ben oltre il rifiuto della pena di morte…e sì che questi sono senza dubbio AMICI di Cuba….mi sembra che col tempo il fatto di difendere Cuba dagli attacchi volgari di certe frange di opinione pubblica borghese sia diventata la scusa per giustificare sempre e comunque la repressione, tanto qualche falso amico che crede che chiudere gli occhi e spegnere la coscienza sia fare un favore al governo e che pensa che criticare facendo in parte proprie critiche che vengono dagli Stati Uniti sia un allinearsi sulle posizioni del nemico si trova sempre no?…lei mi sta facendo il processo, dato che riporterei e divulgherei “le versioni degli anticastristi “senza averne dubbi” in ogni angolo possibile, a volte con il tuo snobismo politico, con l’apparenza di essere un compagno critico”….qui stiamo prendendo in considerazione fatti concreti, opinioni, se non l’ha notato si è qui per cercare di discutere…non discutere chi sono, anche se fossi un cialtrone qualunque o, parola che a lei piace molto, un “provocatore”, questo non avrebbe alcuna importanza!!!!…..
dema | 26 luglio 2010 18:04 | Rispondi
…..si sforzi di discutere quello che viene scritto, non faccia supposizioni sulla natura di chi sta scrivendo, su non è così difficile, basta accantonare per un poco il dogmatismo che regna nella sua testa così da leggere le opinioni degli altri per quello che sono, OPINIONI, che siano di un compagno, di un cialtrone o di chiunque non ha importanza, criticare non significa mettersi al pari dei nemici (alcune volte certamente, nei giornali italiani abbiamo un sacco di esempi di gente che scrive senza capire quello che scrive, o peggio in malafede)….non è certo il mio caso, anche se doverlo ribadire inizia a diventare frustrante. Altre domande che pongo “an passant”: perché non c’è la possibilità di organizzarsi dal basso, senza l’egida del “partito che tutto può”, creando sindacati liberi che difendano i lavoratori ovunque e senza alcuna remora, compresi quelli che lavorano negli alberghi di società miste o straniere? a che diavolo serve la legge sull’”antisocialità” se non a reprimere preventivamente (è un unicum di Cuba questo, senza escludere che in altri paesi occidentali vi possa essere una qualche porcata simile)? Perché la burocrazia non vuole aprire all’auto-organizzazione della gente, ma che sia totalmente libera, ovviamente escludendone i veri provocatori che vorrebbero andare nelle braccia del nemico (che questo fatto sia provato incontrovertibilmente però….)? Non sarà perché ormai la dirigenza ha timore del popolo che governa, e ha ancora più paura di perdere i privilegi accumulati soprattutto negli ultimi anni?…e non mi venga a dire che la burocrazia non esiste, perché davvero stavolta rido……e già che c’è si vada a leggere di scritti di alcuni dei dissidenti arrestati nel 2003, solo alcuni non chiedo molto, e mi dica se secondo lei sono scritti controrivoluzionari di gente “bramosa di denaro” e “venduta al nemico”…questi epiteti li ho già sentiti da qualche parte, ecco era la propaganda dei governi presunti comunisti dell’Est!!…..
dema | 26 luglio 2010 18:25 | Rispondi
….con questo non voglio dire che Cuba possa essere paragonata a quei regimi mostruosi, ma solo farle notare quanto pericoloso sia tacciare tutto e tutti di essere dei mercenari (come con Esteban, ovviamente le PROVE a lei tanto care non ci sono, ma poco importa no?)…c’è davvero il rischio che i cubani inizino a vedersi col tempo rappresentati dalla Chiesa cattolica, e certamente la cosa sarebbe tragica, visto il conservatorismo tipico delle gerarchie cattoliche….ultima cosa, a Cuba ci andrò molto volentieri in futuro (non certo perché lei per divagare dal discorso mi invita a farlo, dimenticando però che anche in questo caso non mi staccherò dai libri…), non certo come certi schifosi turisti occidentali, ma da “osservatore”, che diversamente da lei mai abdicherà al sacro diritto della critica….era una cosa che sottolineava con fervore e già allora molte volte controcorrente lo stesso Che Guevara…sono certo che la strabordante umanità e allegria dei cubani mi conquisterebbe, ma quest’ultimo fatto non porta con sé il rinunciare a guardare la realtà con occhi critici né il prendere tutto ciò che si sente come oro colato, ma VERIFICARE sempre…ooooh la sana e vecchia verifica…..dovrebbero essere concetti normalissimi ma a quanto pare la vita riserva sempre nuove sorprese. Spero che questa discussione che il signor Rossignoli ha portato al nulla totale e al pregiudizio verso chi scrive, finisca qui, a meno che non vi sia una reale volontà di discutere, senza pregiudizi, personalizzazioni e verità immutabili caro Rossignoli (le chiederei anche perché stampa e media sono tutte in mano allo Stato, ma meglio che mi limiti e non infierisca). Il sarcasmo è ben accetto, sempre che non le sembri pure questa una provocazione…a proposito di tutto questo citerei due belle frasi di Rosa Luxemburg, citate dal suo scritto di critica ai bolscevichi al potere, senza dubbio la prima a immaginare a che tragedia avrebbero portato, pochi anni, certi metodi da loro usati…
dema | 26 luglio 2010 18:45 | Rispondi
…..(si potrebbe dire che aveva ben compreso che il fine non giustifica MAI i mezzi)…se qualcuno fosse interessato a leggerlo si chiama “La rivoluzione russa”, pubblicato dalla Massari editore….«La libertà è sempre libertà di dissentire»…«La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito – per numerosi che possano essere – non è libertà. La libertà è sempre unicamente libertà di chi la pensa diversamente. Non per fanatismo di “giustizia”, bensì perchè tutto ciò che di educatore, di salutare e di purificatore deriva dalla libertà politica dipende da questa condizione, e perde ogni efficacia quando la “libertà” si fa privilegio»…«Non esistono apparati di partito buoni o cattivi; sono tutti conservatori per natura»….erano critiche davvero pesanti, eppure Lenin e Trotsky avevano verso di lei una grande ammirazione, e ne hanno successivamente sottolineato, facendo anche autocritica, la lungimiranza dei suoi scritti….pensi signor Rossignoli se a Cuba ci fosse da qualche parte una nuova Rosa Luxemburg, che dopo aver aspramente criticato negli stessi termini venisse poi messa dentro come dissidente…o SOLO defenestrata dal partito, visto che lei è convinto che questo sia un male minore…(e scusatemi se alla fine le frasi sono tre).
Paolo Rossignoli | 27 luglio 2010 08:43 | Rispondi
troppo logorroico, mi arrendo, tengo le mie idee… e il mio tempo libero, adios.
dema | 27 luglio 2010 12:15 | Rispondi
meglio grafomane, se qualcuno mi spinge ad esserlo…grazie per le risposte esaustive.