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Diabetici greci senza insulina di ultima generazione

Sia la Reuters che il Telegraph informano che due grosse farmaceutiche danesi, Novo Nordisk, uno dei leader mondiali nelle insuline di nuova generazione e Leo Pharma, anticoagulanti e molto altro, hanno deciso di abbandonare il mercato greco.

Totalmente la Leo Pharma, in parte la Novo Nordisk, hanno preso questa decisione rifiutando il taglio del 25 per cento al prezzo dei farmaci stabilito dal governo greco, come una delle misure anticrisi.
Nelle dichiarazioni dei loro portavoce si parla chiaramente del timore di un effetto domino che possa coinvolgere un po’ tutti i paesi in cui queste aziende vendono i propri prodotti.
Vi risparmio ogni ovvia (per me) tirata anticapitalista che compagne e compagni sanno farsi chiaramente per conto proprio.
Piuttosto voglio sottolineare come questo ponga ancor più sotto la luce dei riflettori la ricerca, l’università, le sue disastrate condizioni nel nostro paese.
Infatti paesi come India e Brasile hanno risposto alle pretese monopolistiche delle case farmaceutiche che detengono i diritti sui farmaci anti-sida che se li sarebbero fabbricati da soli, certo infrangendo i brevetti, ma comunque dando prova di possedere capacità tecnologiche di buon livello.
Invece il governo Berlusconi ha rifiutato a suo tempo, come ricorderete, l’applicazione delle misure di difesa dell’ambiente decise dall’ Unione Europea spiegando che sarebbero state eccessivamente costose per l’Italia.
Questa è un’ ammissione chiarissima che siamo un paese, tecnologicamente parlando, per taluni versi, in via di sottosviluppo, dove chi governa ormai da circa venti anni non è riuscito a proporre ed attuare nessuna politica di raccordo tra università, ricerca e sistema produttivo.
Che la crisi dell’ università e della ricerca venga da lontano, anche da prima di Berlusconi, è vero, ma 20 anni son davvero troppo pochi ? O invece, per caso, non sono un po’ troppi ?

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