Colombia: Pablo Emilio Moncayo libero dopo 12 anni
Alla fine papà Moncayo ce l’ha fatta. Dopo 12 anni il camminatore della pace è riuscito a riportare a casa sano e salvo suo figlio Pablo Emilio, che oggi ha 31 anni ma che ne aveva appena 19 quando divenne prigioniero della guerra civile colombiana.
Tra le prime parole di Moncayo, in diretta su Telesur (grandi polemica sulla presenza esclusiva del canale integrazionista!), il ringraziamento ai presidenti ecuadoriano, Rafael Correa, venezuelano, Hugo Chávez, e brasiliano Lula, oltre alla senatrice liberale Piedad Córdoba che più di tutti si è adoperata in questi anni per la liberazione anche dei prigionieri di guerra non alla moda. Al contrario non ha mai nominato il presidente Álvaro Uribe.
Ora con più forza la guerriglia delle FARC chiede l‘accordo umanitario per liberare gli altri prigionieri di guerra in suo possesso. Il presidente Uribe, a quattro mesi dalla fine del suo mandato, è più possibilista.
PS: Ovviamente della bella storia di papà Moncayo e di suo figlio i nostri giornali, quelli che dedicarono decine di pagine a Ingrid Betancourt, scriveranno ben poco. Razzismo? Glamour come unico punto cardinale nella loro bussola? Indifferenza? Sessismo? Che ne pensate?
Approposito, Mimmo Càndito: non avevi scritto che Ingrid Betancourt sarebbe sicuramente diventata presidente della Colombia? Come mai non è neanche candidata? Ma non vi vergognate?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Antonio Castellarin | 2 aprile 2010 07:48 | Rispondi
Esiste il problema dei “Falsos positivos” per il mainstream? E potranno tornare dopo 10,20,30,100 anni? E quanti sono?
USA-Uribe versus Venezuela y Pueblo colombiano; entre Expolio, “Falsos positivos” y guerra mediática
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=98363
“…. ¿A quién benefician los crímenes llamados “falsos positivos”, y por qué?
Los “Falsos positivos” benefician al ejército y al Gobierno pues este puede decir que su política contra-insurgente arroja “resultados reales”. Para incentivar que los soldados cometan estas ejecuciones extrajudiciales y se presten para estos montajes bárbaros, el Estado les ofrece prebendas de forma macabra: por “guerrillero muerto” reciben pagos extras o permisos.
Pero los beneficios que el Estado colombiano saca de estos crímenes van incluso más allá: la práctica de los montajes de todo tipo es uno de los caballos de guerra más desarrollados del Estado colombiano. Es un Estado que practica incluso el auto-atentado (para auto atentados ver vínculos¹ y ²) con tal de provocar muertos para poder basar su esencial guerra mediática. El disfrazar de guerrilleros a los civiles asesinados, le permite también asesinar a sindicalistas, a estudiantes, a líderes campesinos, y hacer pasar a estos por “muertos en combate”. Recordemos que de cada 10 sindicalistas asesinados en el mundo 9 son asesinados en Colombia por el Estado mediante su estructura militar o paramilitar. ……”