Thursday 09 February 2012, 18:15

La guerra civile c’è già

Due o tre cose. La guerra civile è già cominciata e da un po, solo che nessuno ci vuole credere e guarda da un’altra parte. Pensa a questa eventualità, pensando così di allontanarla, con gli spari per le strade ( cosa che avviene già, pensando non al primo caso di bomba carta alla sede del PD ai Parioli avvenuto in pieno pomeriggio) pensa ai pestaggi ( altrettanto cosa che avviene da parte di Forza nuova e di Casa Pound contro Gay, omosessuali, "comunisti" e tutti lo nascondono come "ragazzate") alle barricate ( altrettanto avviene se si pensa alle decine di presidi fra popolo viola, lavoratori sui tetti sulle torri, e cosi via) ai morti e feriti ( cosa che avvengono non solo con gli omicidi bianchi (che tra l’altro son sempre avvenuti) ma con i suicidi per lo spettro della disoccupazione e perdita di identità).

E si badi che fin’ora la fantasia nell’organizzare forme di protesta visibili mediaticamente ha avuto la meglio. Il salir sulle torri, sui tetti, lo strep tease, l’imprigionarsi nell’Asinara, e più ne inventano più queste perdono di efficacia mediatica, fino a che questa protesta non finirà con l’esplodere nella rabbia più incontenibile,. Perché altro che catene i lavoratori potranno perdere. Questi hanno perso anche queste!
Il ceto politico e dirigente è allo sfascio più completo, non sa cosa fare e le poche cose che fa, fan ridere i polli per la goffaggine e l’insipienza. E l’opposizione dov’è? E le supposto forze democratiche dove sono? Incapace di incanalare le forme di protesa che si alzano nel paese, quella classe dirigente che invece dovrebbe guidare e poter dare uno sbocco politico a questo sfasciume. E badate questo ragionamento lo sto facendo sempre nell’ottica di una democrazia borghese, nell’ambito di quei ruoli e compiti che partiti , sindacati istituzioni dovrebbero avere in una società a democrazia borghese e parlamentare. Il sindacato, la CGIL ormai unico appena appena che si possa chiamare ancora così, per fortuna indice scioperi, ma sterili se non accompagnate da una posizione , forte, intransigente sulle soluzioni da adottare nel campo del lavoro, ma si limita solo a gridare slogan generici e fumosi. Il popolo viola , l’Onda (per la verità dormiente e stordita da una cosa più grande di loro) continua a organizzare sit in, proteste( per fortuna)  ma anche loro incapaci di dare uno sbocco politico, ingabbiati in slogan e soluzioni che potevano andar bene qualche anno fa e in presenza di una forza politica parlamentare con altro carisma e altri uomini e altra strategia. Gridare oggi che non è tempo dell’Aventino ( son d’accordo se questo è inteso solo come forma passiva e di rinuncia, e non come strategia attiva e propositiva politicamente) Oggi la situazione è completamente stravolta rispetto ad alcuni mesi fa ed è talmente in evoluzione che già il mattino è diverso dal pomeriggio.

Il discredito e la mancanza di credibilità nelle istituzioni ha raggiunto la punta più alta. Da un sondaggio risulta che appena il 7 -8 % ha fiducia nelle istituzioni. Tutti aspettano che siano gli altri a prendere decisioni e scaricano su altri le colpe e le responsabilità delle decisioni. Oggi , più che mai, basterebbe un soffio di farfalla, un colpo di alito per far precipitare la situazione. Tutti lo sanno, nessuno fa niente e tutti pensano che cosi non potrà essere, confidando in un quid che non c’è più oramai, pensando così di allontanare  lo spettro. E il vuoto di potere , che ancor di più ci attende nei prossimi anni, non faciliterà la soluzione. Comunque andranno le cose, qualsiasi sia la decisione dei giudici sui quali tutti stanno scaricando le responsabilità e il decisionismo, queste elezioni saranno fasulle, truccate dalle Alpi fin alle isole. Piovono richiami alla Corte costituzionali da tutte le parti, ricorsi delle liste minori per riammissioni per ritardi nella consegna delle liste. Perché qualsiasi siano le decisioni dei giudici amministrativi , a questi non spetta il compito di dare parere di costituzionalità del decreto e quindi sono obbligati a rispettare le leggi vigenti e in base a questo decreto i vizi di forma devono essere superati rispetto alla sostanza. E il decreto non può avere valore solo per la Lombardia o per la Puglia. Quindi il dopo elezioni avrà come prima conseguenza un vuoto di potere assurdo o quantomeno un vuoto di credibilità amministrativa in atti presi da amministratori in odore di decadimento .

Andare a votare in queste condizioni è pura follia suicida. Occorre costringere le forze politiche a rinunciare ,boicottando le elezioni, ritirando le candidature, tutte, e chiedere ,a gran voce , il rinvio ovunque delle votazioni e il rifacimento delle leggi elettorali per la raccolta delle firme, in cui il responsabile politico della lista autocertifichi l’autenticità delle stesse e permettere cosi a tutti di partecipare alle elezioni, piccoli e grandi. Consentire a tutte le liste di partecipare gratuitamente agli a spazi audiovisivi di tutte le tv e radio e giornali pubblici e privati garantendo parità di accesso. Eliminare lo sbarramento che varia da regione a regione perché la democrazia è aggiungere voce, non eliminarle.



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RSS Feed for This Post 3 Commenti

  1. Raffaele Della Rosa | 11 marzo 2010 13:30 | Rispondi

    Ehhh, caro mio…ormai è troppo tardi temo. Si incominciò negli 80 blaterando di “autonomia del politico”, l’ossessione della GOVERNABILITA’ messa in forse dalla RAPPRESENTATIVITA’/RAPPRESENTANZA…poi venne MANI PULITE e i decreti Bassanini, i sindaci che non avevano mai fatto politica (chi sa perchè ci si doveva fidare IN POLITICA di gente che non l’aveva mai fatta ?), tutto nel segno della ricerca affannosa di un nuovo che cancellasse un vecchio di cui si aveva vergogna perchè era fallito.
    Si è lasciata scrivere la storia e la critica della sinistra italiana (e non solo) dei suoi punti alti e dei tanti bassi a quelli che io chiamo ancora I NEMICI, non si è avuta né la voglia né la capacità di farlo dentro la sinistra stessa.
    Loro HANNO CONQUISTATO L’EGEMONIA CULTURALE.
    Oltre ai voti. Il razzismo ed il sessismo, le imprese dei “nostri ragazzi” in terre lontane…
    E’ troppo tardi, secondo me, per una soluzione a breve. Questo non implica la rinuncia. Diceva Mao OSARE PENSARE OSARE PARLARE OSARE FARE LA RIVOLUZIONE.
    Ma però bisogna oltrepassare le colonne d’ Ercole, e reinventare la bussola.

  2. Raffaele Della Rosa | 11 marzo 2010 13:35 | Rispondi

    Mi piace che tu parli di “ceto politico e dirigente”…io lo faccio da un pezzo. Smettiamola di pensare che grossi avvocati, giornalisti, ingegneri, architetti manager, imprenditori ecc. ecc (per intenderci quelli che una volta si chiamavano I PADRONI) non facciano politica.
    E allora Massoneria e P2 che diavolo sono, gruppi di preghiera ?
    Diciamo “Classe Dirigente” e basta. Ci son dentro tutti.

  3. Zag | 11 marzo 2010 15:02 | Rispondi

    Beh, marxianamente la classe è un’altra cosa, perciò io preferisco chiamarlo, quella roba là, ceto. Le parole hanno un peso e un significo e la mistificazione parte proprio dalle parole. Chiamando “sinistra” quel versante partitico e culturale che di sinistra non ha assolutamente nulla fa parte della mistificazione della realtà. Forse è tardi, ma occorre sempre adattare le tattiche alla realtà che va avanti. Ora non è più tempo delle mediazioni, ora è tempo degli scontri. Piazza contro piazza. Le elezioni, almeno in Lazio, saranno una farsa e indipendentemente da chi le vincerà, dopo, si rifaranno. Perchè il sottobosco piedillino, vorra avere la sua parte, tutta occupata da fascisti di storace ed aennini della polverini, in caso di vincita di quest’ultima, Peggio nel caso della Bonino. Allora ora occorre che la “sinistra” faccia una campagna elettorale tutta impregnata su Lavoro, Salute, e contro l’emarginazione, lasciando perdere le liste e i decreti.Le urla all’unità e a non disertare le urne non servono. L’unità si raggiunge con i programmi non con i proclami.

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