Dopo più di 70 giorni di sciopero della fame muore a Cuba idraulico dissidente
Non mi sono preso la briga di procurarmi una approfondita documentazione sulle idee politiche di cui era partigiano Orlando Zapata Tamayo, il dissidente cubano morto in carcere dopo più di 70 giorni di scioperio della fame. Chiedeva di essere considerato un prigioniero politico.So che Amnesty International lo aveva adottato, e questo, fino a prova contraria, credo possa essere considerato sufficiente.
Mi vengono alcune considerazioni amare, molto amare.
Cuba, è sì una dittatura, uno stato di emergenza a vita, (con la attiva collaborazione di un certo vicino del nord) possiamo ormai dirlo, ma CERTAMENTE non è (tanto per non citare sempre i soliti Pinochet e kamerati varii) né l’Egitto, né il Marocco, né la Tunisia ecc. ecc., tanto per parlare di casi osceni molto vicini a noi.
Democrazie, per definizione, dato che sono amiche dell’Occidente.
Là non credo che a un leader della dissidenza sarebbe stata data la possibilità di parlare con giornalisti stranieri per denunciare l’assassinio di un prigioniero politico, come ha potuto fare il cubano Elizardo Sanchez.
Eppure in queste “democrazie” le torture (e le sparizioni) sono all’ordine del giorno, mentre a Cuba, come testimonia lo stesso Sanchez, si ricorda un solo altro caso simile, nel 1972.
A Cuba però si può essere condannati a 36 anni per aver criticato il governo.
E’ accettabile questo ?
E’ accettabile che un regime che dirige il paese da 51 anni non riesca a gestire il pericolo rappresentato dalla critica di un muratore dissidente, sicuramente dotato di notevole spina dorsale, in altro modo che obbligandolo al martirio ?
E’ pensabile che non vi sia una leadership dotata di capacità negoziali tali da garantire insieme flessibilità e controllo in momenti in cui la “rifondazione” della 4 Flotta USA, quella del Caribe non lascia presagire nulla di buono per i movimenti democratici e progressisti di quella parte del mondo?
E come vedete non metto in primo piano il tema “così si regalano argomenti e pretesti agli amici dell’ imperialismo per denigrare la Rivoluzione Cubana.”
Infatti non si tratta di questo ma della libertà di critica al potere, le cui forme ed i cui confini non possono venire stabilite unicamente e solamente da chi questo potere detiene.
Ovvero si può fare, tanto è vero che lo fanno ma……
Quando questo succede, come è il caso di Cuba, si apre, prima e si approfondisce poi, un fossato tra il paese ed i suoi governanti.
“Ma vai a vedere come e quanto il popolo sia a fianco del governo, anzi quanto il governo sia tuttuno con il proprio popolo e poi parla !!!” mi hanno detto più volte persone che si reputano sincere amiche della Rivoluzione Cubana.
Si tratterebbe quindi di rompicoglioni isolati ?
E questi rompicoglioni isolati costituiscono un problema tale da risolvere con condanne a 36 anni in carceri di rigore ???
Ma davvero vogliamo scherzare ??
I Posada Carriles e quelli come lui che la CIA, nel corso degli anni, ha inviato a Cuba a mettere bombe o ad infettare, con agenti batterici e virali vari, non scendono in strada a dar volantini. Agiscono nell’ombra, e nell’ombra spariscono. Non fanno scioperi della fame. Anzi nell’ ombra organizzano azioni di sabotaggio perchè si abbiano carestie.
Confondere il dissenso politico o anche la semplice critica, fosse la più becera ed infondata, con il terrorismo, il sabotaggio e la controrivoluzione, ha fatto sprofondare la fu Unione Sovietica dal breznevismo al putinismo.
E’ questo che augurano a Cuba quelli che urlano a pieni polmoni che comunque, fino ad ora, Fidel ha SEMPRE avuto ragione ?
E non gli viene neppure il più piccolo dubbio che nell’ Accademia della Sicurezza dello Stato si sia già diplomato il Putin cubano ?
Raffaele Della Rosa su http://www.gennarocarotenuto.it
















Pietro Lasalvia | 26 febbraio 2010 18:23 | Rispondi
Grazie Raffaele Della Rosa, aspettavo un commento su questa vicenda da parte di questo sito. Sottoscrivo parola per parola, un sincero amico della Rivoluzione.
Gennaro Carotenuto | 26 febbraio 2010 18:30 | Rispondi
Nell’impossibilità di scrivere personalmente del tema, ho pubblicato immediatamente il contributo di Raffaele che ringrazio.
cecco | 27 febbraio 2010 20:35 | Rispondi
ma scusi Raffaele Della Rosa, lei inizia il suo articolo dicendo che “Non mi sono preso la briga di procurarmi una approfondita documentazione sulle idee politiche di cui era partigiano Orlando Zapata Tamayo” allora su cosa basa le sue considerazioni? come può costruire un articolo senza sapere scientificamente chi era in realtà, cosa ha fatto ecc. complessivamente e questo con tutto il rispetto che mi è possibile mi sembra che le sue considerazioni siano solamente sue opinioni personali ma nulla di provato..
Gabo | 1 marzo 2010 21:52 | Rispondi
Ecco la posizione cubana
http://www.granma.cu/italiano/2010/marzo/lun1/a-chi-utile-morte.html
Che non posso che condividere……
Sappiamo dove viviamo sappiamo cosa ci raccontano, forse ci manca la presenza sul territorio cubano per conoscere da vicino molti aspetti, ma a prescindere da questo se devo scegliere a chi credere non ho dubbi…..
Fosse solo per l’ipocrisia che i nostri governi manifestano giornalmente….
Buona serata
Http://canesciolto.iobloggo.com