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	<title>Commenti a: Gli interessi dei molti, dei pochi e… di uno solo (l’ENEL):  fantascienza e realtà</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Aldo Garuti</title>
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		<dc:creator>Aldo Garuti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:48:59 +0000</pubDate>
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		<description>[Segue]

Perché sulla voltura della fornitura di gas non ci sono né imposta di bollo né IVA, mentre sulla voltura della fornitura elettrica, invece, ci sono entrambe?  

Ammesso e non concesso che l’AEEG possa anche specificare (in base alla precedente richiesta del 31/03/2010) le ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità delle (inique, inopportune, esose) spese di voltura della fornitura elettrica, che ledono indiscriminatamente una pluralità di utenti, si contestano, comunque, l’imposizione dell’IVA (su quale base imponibile, oltretutto?) e dell’imposta di bollo di Euro 14,62 che, ancora una volta, gravano esclusivamente sui clienti finali, cioè sulle famiglie, già duramente colpite dalla grave crisi economica in atto.  

Duole dover constatare che, nella presente questione, la controparte del cittadino consumatore e delle famiglie sia, a tutti gli effetti, proprio lo Stato.  

Dov’è l’etica in questo regime?  

Distinti saluti.  

Aldo Garuti  



**************************************************************



ESTRATTO DAL PRECEDENTE MESSAGGIO DI RISPOSTA DELL’AEEG DEL 05/11/2009  

A seguito di una richiesta di voltura, è previsto che il fornitore, sia del mercato libero che del mercato di maggior tutela, applichi al cliente un contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell&#039;impresa di distribuzione, ai sensi della delibera 348/07, allegato B, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm.  Tale contributo per l&#039;anno 2009 è stato aggiornato ad euro 27,14 con delibera 188/08 tabella TIC.  

Solo per i contratti serviti in maggior tutela è previsto un ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro, ai sensi della delibera 156/07, allegato A, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf.  

Tali contributi sono al netto di IVA, e può essere inoltre richiesta l&#039;eventuale imposta di bollo di 14,62 euro e il deposito cauzionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[Segue]</p>
<p>Perché sulla voltura della fornitura di gas non ci sono né imposta di bollo né IVA, mentre sulla voltura della fornitura elettrica, invece, ci sono entrambe?  </p>
<p>Ammesso e non concesso che l’AEEG possa anche specificare (in base alla precedente richiesta del 31/03/2010) le ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità delle (inique, inopportune, esose) spese di voltura della fornitura elettrica, che ledono indiscriminatamente una pluralità di utenti, si contestano, comunque, l’imposizione dell’IVA (su quale base imponibile, oltretutto?) e dell’imposta di bollo di Euro 14,62 che, ancora una volta, gravano esclusivamente sui clienti finali, cioè sulle famiglie, già duramente colpite dalla grave crisi economica in atto.  </p>
<p>Duole dover constatare che, nella presente questione, la controparte del cittadino consumatore e delle famiglie sia, a tutti gli effetti, proprio lo Stato.  </p>
<p>Dov’è l’etica in questo regime?  </p>
<p>Distinti saluti.  </p>
<p>Aldo Garuti  </p>
<p>**************************************************************</p>
<p>ESTRATTO DAL PRECEDENTE MESSAGGIO DI RISPOSTA DELL’AEEG DEL 05/11/2009  </p>
<p>A seguito di una richiesta di voltura, è previsto che il fornitore, sia del mercato libero che del mercato di maggior tutela, applichi al cliente un contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell&#8217;impresa di distribuzione, ai sensi della delibera 348/07, allegato B, consultabile al link <a href="http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm" rel="nofollow">http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm</a>.  Tale contributo per l&#8217;anno 2009 è stato aggiornato ad euro 27,14 con delibera 188/08 tabella TIC.  </p>
<p>Solo per i contratti serviti in maggior tutela è previsto un ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro, ai sensi della delibera 156/07, allegato A, consultabile al link <a href="http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf" rel="nofollow">http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf</a>.  </p>
<p>Tali contributi sono al netto di IVA, e può essere inoltre richiesta l&#8217;eventuale imposta di bollo di 14,62 euro e il deposito cauzionale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Aldo Garuti</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/12538-gli-interessi-dei-molti-dei-pochi-e%e2%80%a6-di-uno-solo-l%e2%80%99enel-fantascienza-e-realta/comment-page-1/#comment-9432</link>
		<dc:creator>Aldo Garuti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/?p=12538#comment-9432</guid>
		<description>[Segue]

Nel caso in argomento, non si comprende in cosa consista l&#039;incremento di valore (il cosiddetto “valore aggiunto”) e quale sia la base imponibile IVA in una voltura, anche in riferimento al “contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell&#039;impresa di distribuzione”, ai sensi della delibera AEEG 348/07, allegato B (http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm), contributo aggiornato per l’anno 2009 a euro 27,14 con delibera AEEG 188/08 tabella TIC, e “solo per i contratti serviti in maggior tutela” all’“ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro”, ai sensi della delibera AEEG 156/07, allegato A.  

Peraltro, è già di per sé paradossale che la “maggior tutela”, in quanto tale, comporti un “ulteriore contributo”.  

Come possono essere in qualche modo assimilabili al concetto economico di “valore aggiunto” i suddetti “contributi” a copertura dei costi amministrativi?  
CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?  

Inoltre, come si fa a definire “contributi” ciò che, invero, altro non sono che arbitrarie imposizioni per semplicissime operazioni amministrative che all&#039;impresa di distribuzione e al fornitore elettrico non comportano, agli effetti pratici, alcun costo reale?  
A quali concetti di efficienza e di economicità del servizio si riferiscono tali cosiddetti “contributi”?  

Quali sono le normative di riferimento in base alle quali l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sulla voltura della fornitura elettrica impone l’IVA?  

Visto che “può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro” sulla voltura della fornitura elettrica e constatato che, effettivamente, risulta che essa sia SEMPRE richiesta al cliente dal Fornitore del Servizio di Maggior Tutela, quali sono le ragioni di merito dell’imposta di bollo sulla voltura della fornitura elettrica per usi domestici?  

[Continua]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[Segue]</p>
<p>Nel caso in argomento, non si comprende in cosa consista l&#8217;incremento di valore (il cosiddetto “valore aggiunto”) e quale sia la base imponibile IVA in una voltura, anche in riferimento al “contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell&#8217;impresa di distribuzione”, ai sensi della delibera AEEG 348/07, allegato B (<a href="http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm" rel="nofollow">http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm</a>), contributo aggiornato per l’anno 2009 a euro 27,14 con delibera AEEG 188/08 tabella TIC, e “solo per i contratti serviti in maggior tutela” all’“ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro”, ai sensi della delibera AEEG 156/07, allegato A.  </p>
<p>Peraltro, è già di per sé paradossale che la “maggior tutela”, in quanto tale, comporti un “ulteriore contributo”.  </p>
<p>Come possono essere in qualche modo assimilabili al concetto economico di “valore aggiunto” i suddetti “contributi” a copertura dei costi amministrativi?<br />
CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?  </p>
<p>Inoltre, come si fa a definire “contributi” ciò che, invero, altro non sono che arbitrarie imposizioni per semplicissime operazioni amministrative che all&#8217;impresa di distribuzione e al fornitore elettrico non comportano, agli effetti pratici, alcun costo reale?<br />
A quali concetti di efficienza e di economicità del servizio si riferiscono tali cosiddetti “contributi”?  </p>
<p>Quali sono le normative di riferimento in base alle quali l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sulla voltura della fornitura elettrica impone l’IVA?  </p>
<p>Visto che “può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro” sulla voltura della fornitura elettrica e constatato che, effettivamente, risulta che essa sia SEMPRE richiesta al cliente dal Fornitore del Servizio di Maggior Tutela, quali sono le ragioni di merito dell’imposta di bollo sulla voltura della fornitura elettrica per usi domestici?  </p>
<p>[Continua]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Aldo Garuti</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/12538-gli-interessi-dei-molti-dei-pochi-e%e2%80%a6-di-uno-solo-l%e2%80%99enel-fantascienza-e-realta/comment-page-1/#comment-9431</link>
		<dc:creator>Aldo Garuti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:40:50 +0000</pubDate>
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		<description>Lettera aperta all’Autorità per l&#039;Energia Elettrica e il Gas

CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?


In riferimento alle spese di voltura della fornitura elettrica, si fa seguito alla precedente comunicazione inviata all’Autorità per l&#039;Energia Elettrica e il Gas (AEEG) in data 31/03/2010 (Oggetto: Quali sono le ragioni di merito delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici?).  

Oltre a ribadire la richiesta di abolizione ‘in toto’ delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici, per i motivi espressi nella suddetta comunicazione, nell’ipotesi in cui l’AEEG fosse anche in grado d’indicare le (presunte) ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità su cui si baserebbero le suddette spese di voltura, si evidenziano qui alcuni aspetti specifici, nell’ambito della stessa questione, su cui si chiede che sia fatta chiarezza.  

Nella fattispecie, si tratta dell’applicazione dell’IVA (del 20%?) e dell’imposta di bollo (di Euro 14,62), che sono indicate dalla stessa AEEG fra le diverse voci che compongono la spesa complessiva di voltura della fornitura elettrica per usi domestici del “Servizio di Maggior Tutela”, la quale nel 2010, per impianti domestici con la potenza contrattuale minima standard di 3 chilowatt, per il cliente finale è pari ad Euro 85,42.  

Com’è noto, l&#039;IVA è l&#039;imposta sul valore aggiunto.  Il VALORE AGGIUNTO è la differenza positiva tra il valore dei beni e servizi prodotti e quello dei beni e servizi acquistati (http://www.glossario.iaconet.com/glossario_lettera_v.htm).  

L&#039;IVA è un&#039;imposta generale sui consumi, che colpisce solo l&#039;incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso (http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_valore_aggiunto).  

[Continua]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta all’Autorità per l&#8217;Energia Elettrica e il Gas</p>
<p>CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?</p>
<p>In riferimento alle spese di voltura della fornitura elettrica, si fa seguito alla precedente comunicazione inviata all’Autorità per l&#8217;Energia Elettrica e il Gas (AEEG) in data 31/03/2010 (Oggetto: Quali sono le ragioni di merito delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici?).  </p>
<p>Oltre a ribadire la richiesta di abolizione ‘in toto’ delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici, per i motivi espressi nella suddetta comunicazione, nell’ipotesi in cui l’AEEG fosse anche in grado d’indicare le (presunte) ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità su cui si baserebbero le suddette spese di voltura, si evidenziano qui alcuni aspetti specifici, nell’ambito della stessa questione, su cui si chiede che sia fatta chiarezza.  </p>
<p>Nella fattispecie, si tratta dell’applicazione dell’IVA (del 20%?) e dell’imposta di bollo (di Euro 14,62), che sono indicate dalla stessa AEEG fra le diverse voci che compongono la spesa complessiva di voltura della fornitura elettrica per usi domestici del “Servizio di Maggior Tutela”, la quale nel 2010, per impianti domestici con la potenza contrattuale minima standard di 3 chilowatt, per il cliente finale è pari ad Euro 85,42.  </p>
<p>Com’è noto, l&#8217;IVA è l&#8217;imposta sul valore aggiunto.  Il VALORE AGGIUNTO è la differenza positiva tra il valore dei beni e servizi prodotti e quello dei beni e servizi acquistati (<a href="http://www.glossario.iaconet.com/glossario_lettera_v.htm" rel="nofollow">http://www.glossario.iaconet.com/glossario_lettera_v.htm</a>).  </p>
<p>L&#8217;IVA è un&#8217;imposta generale sui consumi, che colpisce solo l&#8217;incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_valore_aggiunto" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_valore_aggiunto</a>).  </p>
<p>[Continua]</p>
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