Friday 10 February 2012, 05:24

Gli interessi dei molti, dei pochi e… di uno solo (l’ENEL): fantascienza e realtà

Tenuta a debita distanza dai riflettori dell’informazione, c’è un’Italia reale che stenta ad arrivare alla fine del mese, una parte significativa di Paese di cui sui media si parla poco e malvolentieri.

Gli ultimi dati ISTAT sulle condizioni di vita e sul reddito degli italiani registrano una crescita del numero dei nuclei familiari in difficoltà, che salgono dal 15 % del 2007 al 17 % del 2008, con punte drammatiche sino al 30 % al Sud.

La fotografia scattata dall’ISTAT mostra che quasi il 12 % delle famiglie non riesce a pagare regolarmente le bollette delle utenze domestiche (oltre il 25 % in Sicilia).

Non si tratta dell’opportunità o meno di comprare l’ultimo modello di cellulare, o il computer più innovativo, o il televisore di tendenza, ma dell’oggettiva difficoltà per centinaia di migliaia di famiglie di pagare l’elettricità e il gas.

Se un’autorità è istituzionalmente preposta alla regolamentazione e alla vigilanza di servizi che, per loro stessa natura, sono considerati “essenziali”, essa dovrebbe sempre considerare l’impatto economico dei propri provvedimenti anche sulle fasce sociali più deboli e vulnerabili della popolazione.

Tecnicamente, la nuova legittimità sostanziale imposta dalla recente riforma della legge sul procedimento amministrativo implica che un atto amministrativo è invalido se difforme dalla norma che lo disciplina: se la norma è una norma giuridica, il vizio è di legittimità e l’atto sarà illegittimo; se la norma è una norma di buona amministrazione, il vizio che consegue è di merito e l’atto sarà inopportuno.

Il fondamento dei vizi di merito è nella violazione del principio di buona amministrazione sancito dall’articolo 97 della Costituzione, a cui deve ispirarsi la Pubblica Amministrazione nell’esercizio dei propri poteri. I vizi di merito possono invalidare atti discrezionali e consistono nella violazione da parte della Pubblica Amministrazione di norme non giuridiche di opportunità, di equità, di eticità, di economicità.

Il Codice del Consumo prevede che gli interessi collettivi vengano tutelati ed il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, tra l’altro, ha il preciso compito istituzionale di promuovere azioni propositive presso il Governo. Lo faccia, dunque, com’è stato richiesto dal sottoscritto da oltre 60 giorni, ancora senza alcun esito.

In un famoso ‘serial’ di fantascienza, quel personaggio con le orecchie a punta, il sig. Spock, sosteneva che “le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi o di uno solo”.

Nel Bel Paese reale, invece, uno solo è il fornitore elettrico ex monopolista e tuttora controllato per più del 30 % dallo Stato, in un mercato dell’energia pseudo liberalizzato teatro di continue scorrettezze e soprusi a danno dei consumatori, senza che l’Autorità di regolamentazione intervenga a loro tutela.

Le autorità istituzionali farebbero bene a misurarsi con questi problemi e risolvere le loro contraddizioni.

Buon lavoro…

Aldo Garuti



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RSS Feed for This Post 3 Commenti

  1. Aldo Garuti | 4 maggio 2010 12:40 | Rispondi

    Lettera aperta all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

    CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?

    In riferimento alle spese di voltura della fornitura elettrica, si fa seguito alla precedente comunicazione inviata all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) in data 31/03/2010 (Oggetto: Quali sono le ragioni di merito delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici?).

    Oltre a ribadire la richiesta di abolizione ‘in toto’ delle spese di voltura della fornitura elettrica per usi domestici, per i motivi espressi nella suddetta comunicazione, nell’ipotesi in cui l’AEEG fosse anche in grado d’indicare le (presunte) ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità su cui si baserebbero le suddette spese di voltura, si evidenziano qui alcuni aspetti specifici, nell’ambito della stessa questione, su cui si chiede che sia fatta chiarezza.

    Nella fattispecie, si tratta dell’applicazione dell’IVA (del 20%?) e dell’imposta di bollo (di Euro 14,62), che sono indicate dalla stessa AEEG fra le diverse voci che compongono la spesa complessiva di voltura della fornitura elettrica per usi domestici del “Servizio di Maggior Tutela”, la quale nel 2010, per impianti domestici con la potenza contrattuale minima standard di 3 chilowatt, per il cliente finale è pari ad Euro 85,42.

    Com’è noto, l’IVA è l’imposta sul valore aggiunto. Il VALORE AGGIUNTO è la differenza positiva tra il valore dei beni e servizi prodotti e quello dei beni e servizi acquistati (http://www.glossario.iaconet.com/glossario_lettera_v.htm).

    L’IVA è un’imposta generale sui consumi, che colpisce solo l’incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso (http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_valore_aggiunto).

    [Continua]

  2. Aldo Garuti | 4 maggio 2010 12:44 | Rispondi

    [Segue]

    Nel caso in argomento, non si comprende in cosa consista l’incremento di valore (il cosiddetto “valore aggiunto”) e quale sia la base imponibile IVA in una voltura, anche in riferimento al “contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell’impresa di distribuzione”, ai sensi della delibera AEEG 348/07, allegato B (http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm), contributo aggiornato per l’anno 2009 a euro 27,14 con delibera AEEG 188/08 tabella TIC, e “solo per i contratti serviti in maggior tutela” all’“ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro”, ai sensi della delibera AEEG 156/07, allegato A.

    Peraltro, è già di per sé paradossale che la “maggior tutela”, in quanto tale, comporti un “ulteriore contributo”.

    Come possono essere in qualche modo assimilabili al concetto economico di “valore aggiunto” i suddetti “contributi” a copertura dei costi amministrativi?
    CHE INCREMENTO DI VALORE C’È IN UNA VOLTURA?

    Inoltre, come si fa a definire “contributi” ciò che, invero, altro non sono che arbitrarie imposizioni per semplicissime operazioni amministrative che all’impresa di distribuzione e al fornitore elettrico non comportano, agli effetti pratici, alcun costo reale?
    A quali concetti di efficienza e di economicità del servizio si riferiscono tali cosiddetti “contributi”?

    Quali sono le normative di riferimento in base alle quali l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sulla voltura della fornitura elettrica impone l’IVA?

    Visto che “può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro” sulla voltura della fornitura elettrica e constatato che, effettivamente, risulta che essa sia SEMPRE richiesta al cliente dal Fornitore del Servizio di Maggior Tutela, quali sono le ragioni di merito dell’imposta di bollo sulla voltura della fornitura elettrica per usi domestici?

    [Continua]

  3. Aldo Garuti | 4 maggio 2010 12:48 | Rispondi

    [Segue]

    Perché sulla voltura della fornitura di gas non ci sono né imposta di bollo né IVA, mentre sulla voltura della fornitura elettrica, invece, ci sono entrambe?

    Ammesso e non concesso che l’AEEG possa anche specificare (in base alla precedente richiesta del 31/03/2010) le ragioni di opportunità, di equità, di eticità e di economicità delle (inique, inopportune, esose) spese di voltura della fornitura elettrica, che ledono indiscriminatamente una pluralità di utenti, si contestano, comunque, l’imposizione dell’IVA (su quale base imponibile, oltretutto?) e dell’imposta di bollo di Euro 14,62 che, ancora una volta, gravano esclusivamente sui clienti finali, cioè sulle famiglie, già duramente colpite dalla grave crisi economica in atto.

    Duole dover constatare che, nella presente questione, la controparte del cittadino consumatore e delle famiglie sia, a tutti gli effetti, proprio lo Stato.

    Dov’è l’etica in questo regime?

    Distinti saluti.

    Aldo Garuti

    **************************************************************

    ESTRATTO DAL PRECEDENTE MESSAGGIO DI RISPOSTA DELL’AEEG DEL 05/11/2009

    A seguito di una richiesta di voltura, è previsto che il fornitore, sia del mercato libero che del mercato di maggior tutela, applichi al cliente un contributo in quota fissa nella misura di 27,00 euro a copertura dei costi amministrativi dell’impresa di distribuzione, ai sensi della delibera 348/07, allegato B, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/348-07.htm. Tale contributo per l’anno 2009 è stato aggiornato ad euro 27,14 con delibera 188/08 tabella TIC.

    Solo per i contratti serviti in maggior tutela è previsto un ulteriore contributo in quota fissa nella misura di 23,00 euro, ai sensi della delibera 156/07, allegato A, consultabile al link http://www.autorita.energia.it/docs/07/156-07all.pdf.

    Tali contributi sono al netto di IVA, e può essere inoltre richiesta l’eventuale imposta di bollo di 14,62 euro e il deposito cauzionale.

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