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Camilo, non penso, Conte di Cavour (CVH-550)

La sigla poco comprensibile è il codice identificativo della splendida e utilissima ammiraglia della flotta italiana, la portaerei (esclusivamente a decollo verticale corto, di più non ci potevamo permettere per fortuna), costata secondo fonti dei ministeri della difesa e dello sviluppo economico una cifra oscura tra 1.5 e 2 miliardi (si si, miliardi) di euro. Non avendo trovato di meglio da fare dal giugno 2009 ad oggi, si è deciso di impiegarla come nave ospedale e da carico per i primi (?) soccorsi ad Haiti. Mentre Cuba invia medici e annuncia che aprirà il suo quinto ospedale da campo ad Haiti (http://www.ain.cu/2010/febrero/04cv-haiti-hospitales.htm) e ovviamente tutto ciò si può leggere come propaganda, la nostra Pravda 1 diretta da Min zo lin ci fa sciroppare un lungo servizio in cui si può ammirare come un elicottero da guerra in stile “apocalipse now” va a raccogliere un giovane di 29 anni e una donna affetta da pancreatite per portarli sulla CVH-550 modernamente attrezzata di sala operatoria, alzacristalli elettrici, aria condizionata, abs etc etc.

Una moderna edizione del “mito del buon selvaggio”, salvo poi riutilizzare eventualmente quegli elicotteri o quella nave per “dissuadere” l’ingresso di quei selvaggi che attentano alla nostra purezza solcando il mare nostrum e sbarcando sull’italico suolo.

E allora, penso, a quanti ospedali da campo si sarebbero potuti costruire non con i due miliardi di euro gettati al cesso con una portaerei che deve svolgere la funzione di nave ospedale (che costerebbe meno di un 20simo…), ma semplicemente con uno degli aerei a decollo verticale o degli elicotteri da guerra in sua dotazione.

Camilo (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cc/Cienfuegos.jpg), penso, avesse ragione.

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