Friday 10 February 2012, 03:10

Casa Lavoro Popolo e Orti Sparenti nella Terra della Libertà

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Saranno passati almeno vent’ anni da quando  mia madre disse alle mie sorelle e a me che le facevamo pena: lei non aveva mai “lavorato” così. Zompa chi può… Come trottole, a girare  tra casa e  lavoro , fossero figli, compagni o parenti o famiglie a forza allargate per  convivenza “economica”.E’  morto  il  35enne residente a Bergamo, operaio, che si era dato fuoco in una via di Brembate. Non pare più niente, non ci sono condizionali: le motivazioni sono   le condizioni economiche dell’uomo, senza più un lavoro. Si era cosparso il corpo di benzina, diventando una torcia.I passanti hanno fatto di tutto, con un estintore, un massaggio cardiaco, aspettando aiuto.Tutto vano. Era  in cassa integrazione da 2 mesi in un’azienda di Zingonia, fallita. Che dite, forse era depresso? Matto?

E allora mi ricordo di quel suggerimento: Lavorare con lentezza…

Lo cantava anche Enzo Del Re, che utilizzava come strumento musicale una sedia e chiedeva come cachet il minimo sindacale della paga di una giornata di lavoro di un metalmeccanico.

Ieri sera ho avuto l’onore , a casa di amici che si riuniscono una volta al mese, in paese, di conoscere un liutaio. Ci ha fatto vedere come costruisce pezzo per pezzo un violino, da anni e quando è nato e dove, il violino. Nessuno di quelli che ha cantato suonato recitato ,spiegata la sua passione, lo fa per professione. Il lavoro è un’ altra cosa, straniante, assoluta. Perchè? Perchè mi chiedo dannazione, devo ascoltare una violoncellista giovane che lavora “fortunatamente” in banca, perchè devo assaggiare il pane fatto in casa di un’altra che fa l’impiegata, e i timori di chi parte perchè senza lavoro  o non ce l’ha e non ha ancora pensione perchè non ha l’eta e i “prodotti” della Terra, rispettata e amata, quotidianamente diventare testimoni della perdita di Saperi e Memoria? Perchè?

Oggi 31 gennaio riparte su RaiTre il programma di Riccardo Iacona, Presadiretta.Questa  inchiesta, tratterà dell’emergenza abitativa: “Come metafora della crisi del Paese. La puntata s’intitola Case da pazzi ed è quasi interamente girata a Roma, dove ci sono 42mila persone in lista d’attesa per le case popolari. Non abbiamo trovato nessuno che proponesse un contratto regolare: succede all’80 percento degli studenti fuori sede. Un’evasione mostruosa, qualcosa come tre miliardi di euro l’anno“. Iacona in un’intervista si è anche espresso  sull’attuale momento dell’informazione televisiva in Italia, probabilmente la più vergognosa tra i paesi europei, cosiddetti liberi.

Attaccati al televisore dunque, quelli che non sono partiti, anche di testa? C’è tuttavia, chi dice io non parto anche se ha perso il lavoro, la casa, il televisore, tutto…Magari è giovane e non si da fuoco, non esce da “matto”.

In diretta ho visto  Elena Guerrini, a Blera il 19 dicembre, al Museo del Cavallo con i suoi Orti Insorti, leggibile su Stampa Alternativa che da mille lire costa 1 euro e ancora vive, a Viterbo. Per l’occasione, erano risorti dalle vicinanze, forestieri come me, una ventina, gli organizzatori locali alla testa dell’ infaticabile ,Marilina Fravolini ,consigliere comunale del Comune, uno stupendo suonatore di organetto, qualche bimbo, forse tre locali, magari della pro loco o della giunta, Umberto Cinalli per Lega Ambiente, parenti ed amici, insomma 40 se mi devo allargare e a gratis. Anzi aggiungo che si poteva, come da programma dopo lo spettacolo, gustare vino locale con bruschetta allo zucchero o al sale, salumi formaggi e sfizi locali, dolci  fatti in casa.

Troneggiò  lei nella sala  sotto, Elena Guerrini, una che le diete non le ha mai fatte e lo dice e si vede, armata di zinale, ossia grembiulone. Accattivante  ironica colta e semplice, un donna spugna che ha assorbito gli insegnamenti venuti da fuori e dentro la Casa. Che ci ha raccontato in grembiule? “ Le memorie della nostra civiltà contadina nato da una ricerca sui ricordi del mi’ nonno che era mezzadro. Foto vecchie, storie, sogni, visioni, ricordi, finzioni, fantasie, memorie, barzellette, canzoni degli anni ‘70, bestemmie, racconti e personaggi di paese, alcune cose sono successe davvero, altre succederanno… Una riflessione sul significato di progresso e sviluppo“.

Tutto vero ve lo assicuro, tutto in diretta. Ma chi l’ha ascoltata, la contadinella?

“Nell’orto e nel giardino tutto nasce, vive, muore e rinasce……un viaggio a contatto con la nostra terra.L’attrice canta, ride, incanta e diverte col suo colorito umorismo toscano, ma, soprattutto fa riflettere, parlandoci della natura che fu, di locale e globale, della scomparsa delle api, dei semi fatti in casa e scambiati tra ortolani e di quelli ibridi, brevettati e venduti dalle multinazionali dell’ agribusiness, del seme terminator della Monsanto e delle coltivazioni geneticamente modificate”.

Alt, fermi un attimo.”Ogm, via libera nel Belpaese”, scritta anche così, “Consiglio di Stato, sentenza a favore degli Ogm. Coldiretti: siamo pronti al referendum”

Andiamo avanti con l’Elena Guerrini e la presentazione degli Orti Insorti, parlò “…Dei nani da giardino e delle strade bianche, delle autostrade che sono dove c’erano i poderi e dei suv che invadono le campagne, delle lotte contadine e della profonda trasformazione dell’agricoltura.. i maestri che ha incontrato in questo viaggio: di Fukuoka, il saggio giapponese teorico della coltura della non azione, dei giardinieri rivoluzionari, di Pompilio che all’età di ottantatre anni piantava gli ulivi in Maremma, di Pasolini e della fine della civiltà contadina, di Vandana Shiva e del movimento Navdanya in India, e di Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino”. E i 40 a sentirla, perchè mi allargo e vedo il bicchiere mezzo pieno, nel suo racconto, stregati.

” Quando e come è meglio seminare il basilico? Aveva ragione il nonno, o il manuale L’orto perfetto in 7 giorni, o la Ines, la vicina, che dice che la luna deve essere sempre calante e i semi coperti, o le formiche che dei semi di basilico han fatto il loro cibo? Un piacevole momento per riannodare il legame spezzato con la natura, riflettere su come rispettare l’ambiente, inquinare un po’ meno e coltivare ciò che mangiamo…Con questo progetto vuole portare l’evento teatrale nella sua intima origine: la veglia. Dal settembre 2007 la Guerrini replica lo spettacolo ogni domenica pomeriggio nei poderi della toscana, cercando un modo per attuare uno scambio tra l’attrice che parla della terra, di suo nonno contadino in maremma negli anni ‘ 50 e coloro che la terra la coltivano adesso.Il biglietto d’ingresso a questa veglia: olio, vino, formaggio, uova e prodotti della terra. Da questo spettacolo è nato il festival di teatro fatto in casa “A veglia”, che si svolge ogni anno a Manciano (GR) a settembre.”

A noi spettatori non chiesero neanche questo, i 40 scarsi di cui sopra, malgrado l’Ufficio Stampa di Viterbo avesse promulgato…Letto e mangiato.

Ancora fermatevi un momento.La Maremma non fa testo, magari lo facesse. Andai in Maremma a settembre 2008 e ancora non la conoscevo la Guerrini, anche se certi foglietti appesi delle sue “iniziative teatrali” mi avevano colpita…ricordai  certe Favole di Libertà di Antonio Gramsci. Macchè: lirismi, raccontini calligrafici, intimismo pseudo politico.

Stanotte c’è luna piena e chi se ne sbatte, se con luna calante si lavora e si concima  il terreno, si piantano cipolle e  aglio e con quella crescente si semina, alcuni in letto caldo, altri all’aperto e si seminano bulbi che fioriranno in primavera, tanto per non sentire solo puzza.Il 27 gennaio è stata la giornata della Memoria, abbattuti i Cancelli di Auschwitz, e abbattuta anche la nostra memoria, con quelli. Sono febbrili le mura, di carceri e steccati e si sgomberano spazi, quelli autonomi, quelli sociali. E il silenzio è totale, come allora. Pochi quelli che fanno Resistenza, come allora. Pochi quelli che si dicono antifascisti, antirazzisti  e vogliono abbattere questo sistema e le sue Mura, come allora e l’Italia primeggia: nel traffico d’armi, nella ruffianeria, nel navigare senza imparare neanche a tenere un remo ma a cercare sempre il salvagente del senatore, dell’ onorevole che poi ti porta lavoro e fa volare i tuoi sogni.

E per tornare alla case da pazzi, come l’ha definite, giocando con le parole, Iacona, ma che c’ importa se dentro al vino c’ hanno messo l’acqua, all’arsenico per giunta, se nel latte materno c’è la diossina, a Pistoia, come ha documentato il Comitato Cittadino contro l’inceneritore di Montale, se Ken Loach mise alla berlina in un film che si chiamava Terra e Libertà,una delle grandi tragedie della prima parte del ventesimo secolo? Ma si, solo un film, un regista e le sue divagazioni sulla Spagna del 1936, dove vennero trucidati anarchici e socialisti. Divagazioni letterarie anche quelle di Errico Malatesta: “La libertà che noi vogliamo per noi e per gli altri, non è la libertà assoluta, astratta metafisica, che in pratica si traduce fatalmente in oppressione del debole; ma è la libertà reale, la libertà possibile, che è la comunanza cosciente degli interessi, la solidarietà volontaria.”

Quale Casa delle Libertà hanno trovato gli emigranti italiani e gli immigrati di oggi in Italia, le nuove generazioni che continuano  a vagare sulla Ricostruzione, come cantava un altro giovane che non morirà nella nostra memoria, come Rino Gaetano? E partiva l’emigrante… Eppure già nel 1967 ,  certi  Gufi anticipavano un Non so, non ho visto, se c’ero dormivo, W l’Italia della Pace.

Sarà Autocensura come dice Riccardo Iacona, che ancora però continua e si ostina a raccontare le emergenze di noi Italiani?

In calce al libricino, Orti Insorti, come nell’invito che mi arrivò per quel giorno di dicembre e nevicava leggero, c’è scritto da Pier Paolo Pasolini:«Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno piu’ le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita»

E siccome sul Tetto d’Italia dove tacere è una virtù, come dicevano alcuni Antenati , certi  pensano che sia una  vergogna che un edificio pubblico, la terra,  sia  abbandonata al degrado e all’incuria.  Guai ad occupare, a rimboccarsi le maniche autonomamente, come facevano certe contadine e contadini di Canosa di Puglia (dove la giunta oggi è tutta rigorosamente di Civico Centro Destra-Sinistra), anarchia  d.o.c 1968. Dovessimo svegliarci dal torpore democratico e pacifista delle Libertà Loro, e non nella Loro Casa che non subisce mai scosse? O vogliamo vegliare?

Mica per altro, non per trovare lavoro, casa, scuola, cultura ma per non ritrovarci in una Piazza deserta talvolta, affollata talaltra, sotto comando mediatico. Perchè “Domattina i ragazzi ritornano in giro  e nessuno ricorda il clamore. In prigione ci sono operai silenziosi e qualcuno è già morto” Perchè “Val la pena essere solo, per essere sempre più solo? . Perchè in città e nelle campagne a volte accade che “A passarci si sente l’odore dell’erba.In prigione ci sono gli stessi. E ci sono le donne come allora, che fanno bambini e non dicono nulla”: Citazioni di Pavese.

Lavorare stanca per questa Libertà, che non ha colore se non della morte e della guerra civile, in Italia e nel mondo, e finisce che  uno parla da solo: si fosse in due, o qualcosa di più.Non è giusto restare sulla piazza deserta…e scusate queste lunghe evasioni dalle Mura, che ripeto senza stancarmi ma forse stancando voi, forse stanchi del ritorno a casa. Ho fretta, ansia di dire, prima che altri  dicano che siamo morti e risorti per Loro.

Doriana Goracci

http://www.danielesepe.com/news/Zezi1.jpg

Foto tratta da Daniele Sepe Lavorare stanca



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  1. Da Obama e Alemanno con Consorti e Orti Risorti | Reset Italia | lug 22, 2010

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