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I buoni vacanze

20gen10
Anche oggi una brutta notizia.
Da una legge del 2001 sono riusciti a erogare i buoni vacanze (http://www2.buonivacanze.it/ ) per chi non ha abbastanza denaro per andare in vacanza e addirittura all’estero.

Zitti zitti ci stanno provando da chissà quanto ma di nascosto.

In pratica è l’ennesimo giro d’affari forzato per legge a beneficio di una categoria ed a danno di chi dovrebbe invece risparmiare perché troppo povero per andare in vacanza.

Invece di dire ai poveri di risparmiare perché il futuro è incerto (Crisi, debito pubblico che si è mangiato il valore del Demanio causando in pratica il fallimento sostanziale dell’Italia e prezzo del petrolio che nei prossimi dieci anni schizzerà verso l’alto nell’ultima corsa prima della sua fine tra massimo cinquant’anni) invitano i poveri italiani a buttar via tutti i loro pochi risparmi nei viaggi di cui rimarranno solo una manciata di fotografie e per assicurarsi che spendano proprio tutto, lo Stato, a spese dei senza reddito come me divorati dalle tasse indirette, gli dà quello che gli manca per “bruciarli” tutti.

Incredibile!
Una volta cercavano di attirare i turisti stranieri a spendere in Italia come tutt’ora fanno gli intelligentissimi napoletani della Camera di commercio di Salerno che danno un contributo a fondo perduto per portare stranieri e forestieri a Salerno e non per portare i salernitani all’estero: http://www.eolopress.it/eolo/index.php?option=com_content&view=article&id=1630:contributi-per-i-soggiorni-turistici&catid=66:turismo&Itemid=111 e http://www.sa.camcom.it/images/articoli/files/391.pdf oggi invece danno i soldi gratis alla categoria turistica con aggiunta di tutti i risparmi di quelli che non dovrebbero spendere.

In fondo è la solita legge salva categoria, in questo caso turistica.

Per anni la hanno “menata” con il fatto che lo Stato non doveva più influire: viva la libera concorrenza tra libere imprese, ed ora si è tornati al giro d’affari per legge e sostegno delle imprese con i soldi pubblici.

Ormai siamo al cannibalismo.
Invece di dare piccoli contributi agli stranieri per favorire il turismo dall’estero, portando dollari e yen in Italia, tentano i poveri italiani a spendere tutti i risparmi dell’anno per portare i soldi all’estero.

Sono decenni che sento che bisogna portare turismo straniero in Italia e che purtroppo ci sono altri paesi europei che sono più concorrenziali.
Si vede che ormai l’Italia ha fallito anche in questo e siamo al cannibalismo dei poveri che non sono abbastanza intelligenti da pensare al domani.

Uno che conosco, se ha voluto salvare la sua vita e quella della moglie, ha dovuto spendere quasi un miliardo di trattamenti medici gli ultimi tempi della lira.

Mia nonna, nata nel 1897, diceva che quando i soldi mancano bisogna stare buoni: non muoversi e non fare nulla.
Invece invitano menefreghisticamente di Stato, a spendere tutto. Oltretutto per il loro bene!
Che solidarietà costituzionale!

Inoltre l’Italia è uno dei paesi più belli del mondo e con una altissima densità di attrazioni, in cui trovi la vacanza anche poco fuori della tua città. Anche facendo l’avanti e indietro ogni giorno da casa tua con grande convenienza.

Come è mai che vogliono garantire un reddito alla categoria turistica o ripianare i loro debiti? Chi sono i proprietari delle aziende? I loro bambini che hanno bighellonato tutta l’”infanzia” a zonzo per il mondo ed ora vogliono pure recuperare i soldi di papà?
Comunque mi è capitato per caso di imbattermi in una vecchia notizia in cui si parlava di un celebre uomo politico (definitosi consulente) proprietario di un’ottantina di agenzie viaggi che stavano affogando nei debiti: (http://it.wikipedia.org/wiki/Crac_Parmalat).

Ma dessero quei contributi direttamente, senza condizioni ai poveri che ne faranno quel che vogliono!

Chissà perché mi viene in mente una celebre frase attribuita ad una signora che per il popolo perdeva la testa: “se il popolo non ha pane mangiasse brioches”.
Ed anche: “i poveri sono il pascolo dei ricchi” (Bibbia).

Insomma, poveracci come me: ci vogliono proprio mangiare, si salvi chi può!

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