Friday 10 February 2012, 03:57

Il prevedibile tramonto della Concertazione in Cile

Il Cile va alla destra dura e pura, sia pur mascherata con la paccottiglia mediatica, l’aberrazione dell’invocazione continua di dio (e il terzo comandamento?) e i cotillon dell’american dream, di Sebastián Piñera. Il Berlusconi cileno, per semplificare attenendosi al libretto, rappresenta quella concentrazione di potere economico, mediatico, perversione e capacità di corruttela e menzogna per la quale il modello neoliberale, l’informalizzazione di ogni rapporto di lavoro, l’azzeramento dello Stato come strumento di difesa dei deboli e il favorire senza limiti la concentrazione della ricchezza, sarebbe tuttora il destino naturale dell’uomo. Ciò nella presunzione che tale destino naturale rappresenti il “cambio” necessario per il paese a vent’anni dalla fine della dittatura e nonostante vent’anni di centro-sinistra non si siano mai discostati dal modello neanche quando sono stati a guida socialista, con Ricardo Lagos e Michelle Bachelet.

La storia della Concertazione è finita così in un caldissimo pomeriggio di gennaio in un hotel a cinque stelle di Santiago, un buon posto per una coalizione che ha da tempo smarrito la sua storia. Poche facce ricordano quelle dell’88, quando donne e uomini feriti, mutilati e umiliati dalla dittatura ma non sconfitti, pensavano che ci fosse finalmente l’opportunità di costruire, sia pure con l’ipoteca della Costituzione pinochetista, un paese e una democrazia nuova. In pochi oggi ascoltano le parole di circostanza del candidato sconfitto, il bolso democristiano Eduardo Frei, una minestra riscaldata (era stato già grigio presidente negli anni ’90), che ha rappresentato il tentativo suicida di far passare equilibri di partito come necessità del paese. Una militante, mostrando rara capacità di sintesi, gli grida inascoltata: “abbiamo perso per la nostra superbia e la nostra incapacità”.
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RSS Feed for This Post 5 Commenti

  1. Doriana Goracci | 19 gennaio 2010 08:36 | Rispondi

    Eh si assistiamo a notizie come questa…allibiti?
    E che dire dell’invasione di Craxi sugli schermi?
    E che dire Gennaro, che sto tentando come posso di far sapere non quanto è buono il formaggio con le pere ma che è stata Cancellata piazza 25 aprile a Pecorara in provincia di Piacenza. Dall’Ansa: : ”Un’offesa ai martiri della Resistenza”… la decisione di Franco Albertini, sindaco Pdl di Pecorara, piccolo comune sulle colline piacentine della Val Tidone, (meno di mille abitanti), di cambiare il nome della centralissima piazza XXV Aprile intitolandola al cardinale Jacopo Da Pecorara… Il sindaco respinge ogni accusa: “Non c’è nessuna motivazione politica…”Direbbe un cantante Italiano, tutto il resto è noia. Il resto te l’ho inviato.Un abbraccio perchè l’accanimento terapeutico è in corso sulle nostre menti e corpi per tenerci in vita in questo modo…

  2. kamenev | 22 gennaio 2010 01:19 | Rispondi

    Caro Gennaro, scusa se uso inappropriatamente questo spazio per chiederti una cosa. E’ da un po di tempo che non riesco ad avere nuove informazioni sulla situazione venezuelana. Sulla situazione economica, il consenso interno, i progetti di edilizia popolare, i programmi sociali, il problema dell’inflazione e della svalutazione della moneta, la lotta alla criminalità interna, gli ultimi sviluppi nelle relazioni estere con la Colombia, ecc. Solitamente sei la mia maggiore fonte d’informazione su tali agomenti. Tanti saluti.

  3. Doriana Goracci | 22 gennaio 2010 09:56 | Rispondi

    E non c’entra niente ma aspettando Gennaro che sicuramente sarà impegnato avrà dei problemi, ce ne siamo accorti tutti…ti invio kamenev questa notizia…e come suol dirsi ambasciator non porta pena. ciao!:
    Il governo venezuelano ha disposto la chiusura temporanea di 1.500 attivita’ commericali, accusate di speculare sui prezzi dopo la svalutazione del bolivar dell’11 gennaio scorso. Lo ha reso noto Valentina Querelas, responsabile dell’ente statale Indepabis che si occupa della difesa dei consumatori. Nello stesso giorno, il Parlamento ha approvato una riforma che consente all’esecutivo di espropriare qualsiasi tipo di beni, senza la necessita’ di una previa dichiarazione di utilita’ pubblica.

  4. kamenev | 22 gennaio 2010 18:44 | Rispondi

    Grazie mille Doriana.

  5. Alessandro Bruschi | 25 gennaio 2010 16:27 | Rispondi

    Tra l’altro c’è chi pensa che Lula non sia propriamente l’uomo dell’anno
    http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/lula-la-ritirata-sui-diritti-umani

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