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Mario Balotelli, il mio eroe italiano del XXI secolo

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Ovunque vada quelle merde fasciste degli ultras lo insultano: “Non esistono negri italiani”, “Balotelli negro di merda”. Profittando del clima quei vigliacchi degli avversari lo provocano continuamente, lo riempiono di “calcetti”, cercano la sua reazione.

Lui reagisce, “sono più italiano io di tutti loro”, e gioca sempre meglio e non si sottomette alla gogna da Ku Klux Klan nella quale vogliono fargli vivere i suoi 19 anni.

Fino ad oggi a Verona dove alligna il pubblico più razzista d’Italia (Hellas o Chievo non fa differenza) e nonostante teppisti come i bergamaschi o gli juventini non siano da meno. Dopo avere segnato il gol della vittoria ha avuto il civilissimo coraggio di dire: "Ogni volta che vengo qui a giocare il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo".

Noi con lui: il pubblico di Verona fa schifo da decenni, negri, ebrei, meridionali, nessuno sfugge alle loro esuberanze neo e vetero fasciste.

Adesso quella feccia tutta italiana che gira intorno al pallone, insieme al complesso mediatico-industriale  lapiderà Mario Balotelli (fosse del Napoli lo passerebbero direttamente per le armi) ma bisogna stringere la mano a questo ragazzino che non accetta il ruolo di “negro sottomesso”, reagisce, guarda negli occhi alla vita e dà pane al pane: il pubblico di Verona ha sempre fatto schifo e chi lo nega è in malafede. Lui, vigliaccamente provocato, ha tutto il diritto di testimoniare la sua rabbia: fate schifo.

Ce ne fossero di italiani come Mario Balotelli.

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22 Responses to Mario Balotelli, il mio eroe italiano del XXI secolo

  1. Paolo Rossignoli 6 Gen 2010 at 17:07 #

    calma, Gennaro,
    ti sbagli di grosso accostare le due tifoserie dell’Hellas e del Chievo, non conosci proprio la realtà cittadina veronese, e credo anche Balottelli se ha fatto certe affermazioni.
    Quella del Chievo è da anni, credo tutti gli anni che è stato in serie A, che viene premiata con il Trofeo Fair-Play Gaetano Scirea, come tifoseria più corretta d’Italia.
    Io ho visto la partita in televisione e non mi sembra che ci sia stato nessun tipo di discriminazione.
    Credo che al limite possa beccare qualche fischio, come molti altri campioni, bianchi neri o rosa che siano, quando mostrano scorrettezze e arroganze.
    O non si può farlo perchè italiano di colore?
    è un ragazzino bravo, magari campione, ma anche arrogante e presuntuoso, si è fatto ammonire per una stupidata…
    e queste cose le pensa anche Mourinho.

  2. Paolo Roversi 7 Gen 2010 at 09:13 #

    Se Balotelli ha parlato vuol dire che il vaso era colmo, solitamente lui sta zitto e zittisce con il gioco. Non gli si perdona niente, anche una semplice ammonizione probabilmente figlia della rabbia. Arrogante e presuntuoso? per me ha carattere. Qui si elude il tema della logica del branco, negli stadi esce il peggio della società, si mira ad un bersaglio e diventa sport nazionale come ad esempio la storia Cassano Lippi.

  3. Alessandro Bruschi 7 Gen 2010 at 09:40 #

    Quanti Balotelli ci sono in Italia che guadagnano anche meno e subiscono anche di più.Lui magari sarà uno dei più esposti.malgrado io non sia frequentatore di stadi e non condivida certi atteggiamenti ultrà,molto meglio la tifoseria della mia città,fieramente antifascista,e attaccata da tutta la stampa sportiva nazionale e locale.C’è chi viene arrestato per cori pro-Tartaglia,chi invece inneggia al nazismo e al razzismo viene alla fine tollerato.Balotelli vieni a Livorno! 🙂
    http://www.senzasoste.it/sport-stadio-e-dintorni/rappresaglia-di-regime-arrestato-ultr-amaranto-per-i-cori-di-dom.html
    Caro Gennaro,non tutti i napoletani la pensano come te,vedi Cannavaro.Sventolare tricolori con il fascio littorio poi,per favore…
    http://www.senzasoste.it/sport-stadio-e-dintorni/vergogna-cannavaro-su-balotelli-nessun-coro-razz.html

  4. aldebaran 7 Gen 2010 at 13:05 #

    Seguo il calcio poco e distrattamente ma osservo che Balotelli fa sempre notizia per le sue reazioni. A me sembra che sia veramente una persona coraggiosa, uno che non abbassa la testa davanti a nessuno. E mi piace. Considerando la sua giovane età credo sia un esempio per tanta gente. Gli errori in campo li fanno tutti (anche Facchetti se non sbaglio venne espulso una volta) ma Balotelli ogni volta gioca due partite: una contro la squadra avversaria, l’altra tutta da solo (ma anche per noi)contro il solito nutrito branco di miserabili vigliacchi convinti evidentemente di essere la razza ariana.

  5. Rudi Menin 7 Gen 2010 at 14:20 #

    Fino a che si continua ad anteporre presunti lati del carattere di Balotelli al razzismo più becero specchio della nostra (in)civile società, daremo sempre l’ idea di fornire degli alibi ai razzisti di casa nostra. Se non si condanna senza se, senza ma, senza però, questi squallidi episodi continueranno a ripetersi, creando equivoci grossolani su un dibattito che, impostato in questo modo, non ha senso. Il mondo del calcio è pieno di personaggi egocentrici patologici, arroganti e presuntuosi, e quindi ? Forse lo stesso Mourinho non lo ha dimostrato in più di un’ occasione ? Questo giustificherebbe un’ eventuale epiteto del tipo “portoghese di m….” ? Quanto al pubblico del Chievo, è vero, ha sempre dimostrato di essere molto più corretto dei “cugini” dell’ Hellas, che normalmente usavano esporre nella curva un manichino nero impiccato. In merito all’ episodio specifico probabilmente, questo la televisione non può dimostrarlo, Balotelli durante la sostituzione ha ricevuto degli insulti da qualche razzista patentato presente in tribuna e lui ha reagito in quel modo con la platea “sbagliata”. Bisogna capirlo: oramai ogni stadio, compreso quello di Napoli, dico a Gennaro, lo insulta. Tutte le curve (e non solo quelle), tranne qualche rara eccezione, hanno la loro componente votata al razzismo. Forse, come dice Lerner, negli insulti a Balotelli c’è tutto il rifiuto xenofobo di una (parte della) società che non accetta il fatto che ci siano dei “nuovi” italiani con la pelle nera. Di preoccupante c’è l’ esistenza di un sottobosco di episodi razzisti, che coinvolgono “gente normale”, e, tra l’ indifferenza o assuefazione generale, sono stati relegati nella normalità della vita quotidiana…

  6. Maurizio Carena 7 Gen 2010 at 21:31 #

    Balotelli ha ragione. Del resto questo paese di merda e’ sempre stato razzista, profondamente razzista: dai cartelli nella Torino anni 60 “non si affitta ai terroni” alle leggi per la “difesa della razza” del 1938 alle guerre coloniali di Giolitti-Badoglio.
    Proviamo orrore nel vedere un “negro” uno delle “razze inferiori” che parla perfettamente la “lingua dei signori”, non cerca di venderci accendini, non china la testa col “si buana” e, soprattutto, ci sbatte in faccia il nostro schifoso razzismo.
    Stiamo diventando come i nazisti e faremo la stessa fine. Solo i Balotelli possono salvarci.
    Grazie per le tue parole, amare ma necessarie, caro Gennaro, che mi fanno vergognare un po’ meno di essere italiano.

  7. Raffaele Della Rosa 8 Gen 2010 at 00:25 #

    Balotelli non è un eroe. E’ una “vittima”, sia pure di gran lusso, di extra lusso…Ogni attacco razzista va condannato in modo inequivocabile, son d’accordo senza SE e senza MA. Se un nero un ebreo un gay rompe i coglioni, lo dico senza tanti giri di parole, non va tollerato, va mandato a quel paese esattamente come chiunque altro/a….ma chi lo insulta in quanto gay, ebreo, nero ecc. ecc. è un farabutto senza se e senza ma.
    Perchè caro Gennaro, se il “povero” Balotelli è un eroe, che cacchio sono stati Rosa Parks o ML King ? Il buon BB diceva che era fortunato il paese che non aveva bisogno di eroi, io chiamo doppiamente sfortunato un paese che, come l’Italia di oggi ne ha bisogno, se deve accontentarsi di un Balotelli….
    Ed i miei amici africani che sono stati in piazza a Roma, per due notti e due giorni e mezzo, anche al freddo….per chiedere un po’ meno ma anche un po’ di più di Balotelli che cacchio sono Superman ???

  8. leonello carlo boggero 8 Gen 2010 at 12:11 #

    Raffaele, sono d’accordissimo con te, a Rosarno in 5000 sono gli Africani sfruttatissimi(20 euro al giorno) da itliani semianalfabeti e criminali.A questi “di colore” bisognerebbe allora fare un monumento?

  9. Raffaele Della Rosa 8 Gen 2010 at 13:00 #

    dal mio punto di vista, of course, 🙂 🙂 ,i fatti di Rosarno confermano quello che ho tento di dire nel commento precedente. Da un lato vi è un legame forte tra le bestialità razziste degli stadi NON SOLO contro l’eroe Balotelli ma contro gli atleti di colore ed i trattamenti bestiali contro i migranti.
    Dall’altro non vi è alcun legame tra l’eroe Balotelli e le lotte antirazziste di migranti ed autoctoni di buona volontà.
    Basta che non lo fischino ed il tuo eroe, caro Gennaro degli altri neri se ne infischia…non è l’unico, se è per questo….ma proprio per questo non lo chiamo eroe ma vittima.
    Oltretutto è giovane può anche darsi che prima o poi si renda conto, mai disperare. Fino ad oggi però……

  10. aldebaran 9 Gen 2010 at 08:54 #

    Non sono affatto d’accordo con la conclusione dell’ultimo intervento di Raffaele.
    Non so quanti di noi al posto di Balotelli sarebbero capaci di entrare in un’arena e sfidare tutta la folla. Ingenuità? Immaturità? Io dico coraggio e quindi il termine “eroe” anche se forse potrebbe andargli un po’ largo, non mi disturba. Il paragone con Rosa Parks non lo trovo nemmeno sbagliato per il carattere che mi sembra li accomuni. Ma dato che anche lei aveva un lavoro, diversamente dalla moltitudine di neri che stavano peggio a quel tempo, vogliamo declassarla a vittima?

    Balotelli potrà essere anche un qualunquista menefreghista verso tutti gli altri neri ma questo non cambia il quadro descritto da Gennaro e contestato dal ragazzo. Il razzismo c’è e si esprime nelle sue forme più vigliacche, protetto dal branco. Questo prodotto della nostra società deve preoccuparci, da cui traggono facilmente forza partiti che si ispirano alla croce (probabilmente quella dei templari)
    Non ha attinenza con la vera questione ipotizzare che Balotelli potrebbe essere stronzo come e più degli altri. E’ il nostro razzismo il problema, non lui e se ce ne fossero altri 10.000 così, su questa questione non potremmo che trarne tutti beneficio.

  11. leonello carlo boggero 9 Gen 2010 at 16:28 #

    Ad Aldebaran,da anni non seguo il calcio direttamente ma mi pare che ci sono stati calciatori, come Lucarelli e non solo,con piu’ alti valori umani di Balotelli ,a cui tra l’altro esprimo simpatia e solidarieta’ ma lui semplicemente reagisce,giustamente,a degli insulti provenienti dai “FIGLI” di quell’Italia liberalfascista a sua volta “FIGLIA” della “TELECRAZIA” abalfabetizzante di massa del piduista-cantastorie di Arcore & Company.Non penso che la maggioranza dei veronesi o calabresi siano razzisti. Nei casi ben piu’ gravi, vedi Rosarno, i veri sconfitti sono quei poveri disperati degli AFRICANI e sopratutto il LATITANTE STATO ITALIANO.

  12. leonello carlo boggero 9 Gen 2010 at 17:09 #

    Errate-Corrige: analfabetizzante e non abal………

  13. Dani 10 Gen 2010 at 20:36 #

    Niente di personale contro Raffaele, ma facciamo che la piantiamo con il cliché che se la vittima guadagna molti soldi allora è meno vittima? Quello è Berlusconi puro, il segno che il germe è penetrato nel pieno del cerebro di una sinistra ormai priva di idee e di coraggio!

  14. paolo tascherio 10 Gen 2010 at 23:39 #

    Caro il mio professore, tu sei il re del qualunquismo…
    Sono ultras da più di 15 anni, e non mi sono mai permesso una volta, dico una volta sola, di offendere nessuno, in più di 100 trasferte fatte al seguito della mia squadra.
    Balotelli è il tuo eroe nel nuovo secolo? vabbè… ognuno si sceglie i suoi…certamente non è il mio.
    E non certo perchè è nero, ma perchè è scorretto sia come giocatore che come uomo.
    Viene fischiato perchè non ha rispetto per l’avversario, perchè è un provocatore, perchè è un maleducato.
    Perchè non ti chiedi perchè non veniva fischiato Weah, oppure Ronaldo,oppure Davids, oppure Seedorf, oppure Luciano (Eriberto), oppure Eto’o che gioca con lui nella stessa squadra? Tutti campioni di pelle nera.
    Facile generalizzare e definire merde fasciste gli ultras…
    Il mio eroe? Ti faccio un nome, Alex Zanardi, e non perchè è bianco, perchè è un’uomo che nella sfortuna ha saputo reagire da grande persona.
    Non un ragazzino viziato che pur conoscendo le regole del gioco, vuole apparire vittima e non perde occasione per dimostrarsi un maleducato.
    Mi scuso con tutti i lettori del sito,il mio sfogo è vergato con un’italiano non all’altezza dei post precedenti,ma cosa volete…sono solo un povero ultras fascista di merda…

  15. Giorgio Sabaudo 11 Gen 2010 at 06:37 #

    Caro Gennaro, chiamali merde fasciste,non ultras!
    Gli ultras che conosco io hanno come valori l’amicizia, la solidarietá, il rispetto (per chi li rispetta); sono contro il calcio moderno milionario, contro il palazzo e le pay-tv e ,a parte qualche scazzotata campanilistica (senza spranghe e coltelli come fanno le merde fasciste che tu citi), dedicano il loro tempo ad una passione incondizionata.
    Gennaro per tutto il resto hai ragione ma un po’ mi deludi nel generalizzare cosí.
    Verona é Verona; ha un sindaco, Tosi, affiancato da un consigliere naziskin; ha una curva totalmente politicizzata capeggiata da Forza Nuova e dal Fronte Veneto Skinheads..
    ma non esiste solo Verona e ci sono tanti ragazzi che dedicano la loro vita con molta passione per un calcio pulito (anche dal razzismo) e che spesso, proprio per questo, rischiano la vita per una trasferta ( PAOLO SCARONI, cittadino bresciano del gruppo BS1911, ultras, quasi ammazzato dalla celere di Padova nella stazione di Verona nel Settembre del 2005).
    Paolo é un ultras, é stato in coma due mesi e sicuramente non avrebbe mai gridato cori razzisti e fascisti al bresciano Balotelli.

    Questa é la lettera da lui scritta il 20/12/2009 a Maroni:
    “Caro ministro Maroni mi aiuti
    io non cerco vendetta, semmai giustizia”
    Ero un allevatore di tori. Ero un ragazzo normale, con amicizie, una ragazza, passioni, sani valori. Ero soprattutto un grande tifoso del Brescia. Una persona normale, come tante, direbbe Lei…. Poi a Verona sono stato travolto da una carica di “alleggerimento” del reparto celere…
    Ill.mo Ministro degli Interni
    p.c. Presidente della Repubblica
    p.c. Presidente del Consiglio
    p.c. Ministro di Giustizia
    p.c. Sindaco di Brescia
    p.c. Prefetto di Brescia
    p.c. Questore di Brescia
    p.c. Sindaco di Verona
    p.c. giornali e tv
    scrivo questa lettera alla vigilia dell’anniversario di una data che mi ha cambiato la vita: il 24 settembre del 2005.
    Mi presento: sono Paolo Scaroni, abito a Castenedolo, piccolo paese della provincia di Brescia.
    Ero un allevatore di tori.
    Ero un ragazzo normale, con amicizie, una ragazza, passioni, sani valori -anche sportivi- e la giusta curiosità. Facevo infatti molto sport e viaggiavo quando potevo.
    Ero soprattutto un grande tifoso del Brescia.
    Una persona normale, come tante, direbbe Lei.
    Oggi non lo sono più (per la verità tifoso del Brescia lo sono rimasto, sebbene non possa più vivere la partita allo stadio com’ero solito fare: cantando, saltando, godendo oppure soffrendo).
    Tutto è cambiato il 24 settembre del 2005, nella stazione di Porta Nuova a Verona.
    Quel giorno, alla pari di migliaia di tifosi bresciani -fra i quali molte famiglie e bambini- avevo deciso di seguire la Leonessa a Verona con le migliori intenzioni, per quella che si preannunciava una sfida decisiva per il nostro campionato di serie B. Finita la partita, siamo stati scortati in stazione dalla polizia senza nessun intoppo o tensione. Dopo essermi recato al bar sottostante la stazione, stavo tornando con molta serenità al treno riservato a noi tifosi portando dell’acqua al resto della compagnia (era stata una giornata molto calda ed eravamo quasi tutti disidratati). Tutti gli altri tifosi erano già pronti sui vagoni per fare velocemente ritorno a Brescia. Mancavano pochi minuti ed i binari della stazione erano completamente deserti. Cosa alquanto strana visto il periodo, l’orario e soprattutto la città in cui eravamo, centro nevralgico per il passaggio dei treni.
    Improvvisamente, senza alcun preavviso o motivo apparente, sono stato travolto da una carica di “alleggerimento” del reparto celere in servizio quel giorno per mantenere l’ordine pubblico e picchiato a sangue, senza avere nemmeno la possibilità di ripararmi. Sottratto al pestaggio dagli amici (colpiti loro stessi dalla furia delle manganellate), sono entrato in coma nel giro di pochissimo e quasi morto.
    Dopo circa venti minuti dall’aver perso conoscenza sono stato caricato su un’ambulanza -osteggiata, più o meno velatamente, dallo stesso reparto che mi aveva aggredito- e trasportato all’ospedale di Borgo Trento a Verona. Lì sono stato operato d’urgenza. Lì sono stato salvato. Lì sono tornato dal coma dopo molte settimane. Lì ho passato alcuni mesi della mia nuova vita. Una vita d’inferno.
    Nel frattempo la mia famiglia, in uno stato d’animo che fatico ad immaginare, subiva pressioni e minacce affinché la mia vicenda mantenesse un basso profilo.
    Ai miei amici non andava certo meglio, nonostante tutti gli sforzi per far uscire la verità.
    Ovviamente, alcune cose di cui sopra le ho sapute molto tempo dopo la mia aggressione. Il resto l’ho scoperto grazie al lavoro del mio avvocato.
    Dalla ricostruzione dei fatti e tramite le tante testimonianze, emerge un quadro inquietante, quasi da non credere; ma proprio per questo da rendere pubblico.
    In seguito alle gravissime lesioni subite, presso la Procura della Repubblica di Verona è iniziato un procedimento a carico di alcuni poliziotti e funzionari identificati quali autori delle lesioni da me subite. Nonostante il Giudice per le Indagini Preliminari abbia respinto due volte la richiesta d’archiviazione, il Pubblico Ministero non ha ancora esercitato l’azione penale contro gli indagati.
    Mi domando per quale ragione ciò avvenga e perché mi sia negata giustizia.
    Oggi, dopo avere perso quasi tutto, rimango perciò nell’attesa di un processo, nemmeno tanto scontato, considerati i precedenti ed i tentativi di screditarmi. Oltretutto i poliziotti erano tutti a volto coperto, quindi non identificabili (com’è possibile tutto questo?), sebbene a comandarli ci fosse una persona riconoscibilissima.
    Dopo le tante bugie e cattiverie uscite in modo strumentale sul mio conto a seguito della vicenda, aspetto soprattutto che mi venga restituita la dignità.
    Ill.mo Ministro degli Interni, sebbene la mia vicenda non abbia destato lo stesso scalpore, ricorda un po’ le tragedie di Gabriele Sandri, di Carlo Giuliani, ed in particolare di Federico Aldrovandi (accaduta a poche ore di distanza dalla mia), con una piccola, grande differenza: io la mia storia la posso ancora raccontare, nonostante tutto.
    Le dinamiche delle vicende sopra citate forse non saranno identiche, ma la volontà di uccidere sì, è stata la medesima. Altrimenti non si spiega l’accanimento di queste persone nei miei confronti, soprattutto se si considera che non vi era una reale situazione di pericolo: era tutto tranquillo; ero caduto a terra; ero completamente inerme. Ma le manganellate, come descrive il referto medico, non si sono più fermate.
    Forse, ho pensato, oltre alla vita volevano togliermi anche l’anima.
    Per farla breve, in pochi secondi ho perso quasi tutto quello per cui avevo vissuto -per questo mi sento ogni giorno più vicino a Federico- e senza un motivo apparente. Sempre ovviamente che esista una giustificazione per scatenare tanta crudeltà ed efficienza.
    Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante la lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia non avrò molti margini di miglioramento. Questo lo so quasi con certezza: l’unica cosa funzionante come prima nel mio corpo infatti è il cervello, attivo come non mai. Dopo quattro anni non ho ancora stabilito se questa sia stata una fortuna.
    Ho perso il lavoro, sebbene abbia un padre caparbio che insiste nel mandare avanti la mia ditta, sottraendo tempo e valore ai suoi impegni.
    Ho perso la ragazza.
    Ho perso il gusto del viaggiare (il più delle volte quelli che erano itinerari di piacere si sono trasformati in veri e propri calvari a causa delle mie condizioni fisiche), nonostante mi spinga ancora molto lontano.
    Ho perso soprattutto molte certezze, relative alla Libertà, al Rispetto, alla Dignità, alla Giustizia e soprattutto alla Sicurezza.
    Quella sicurezza che Lei invoca ogni giorno, e tenta d’imporre sommando nuove leggi e nuove norme a quelle già esistenti (fino a ieri molto efficaci, almeno per l’opinione pubblica).
    Peccato però che queste leggi non abbiano saputo difendere me, Federico, Carlo e Gabriele dagli eccessi di coloro che rappresentavano, in quel momento, le istituzioni.
    Ill.mo Ministro degli Interni, alcune cose mi martellano più di tutto: ogni giorno mi domando infatti cosa possa spingere degli uomini a tanto. Non ho la risposta.
    Ogni giorno mi domando se qualcuna di queste tragedie potesse essere evitata. La risposta è sempre quella: sì.
    A mio modesto parere, ciò che ha permesso a queste persone di liberare la parte peggiore di sé è stata la sicurezza di farla franca.
    Sembra un paradosso, ma in un Paese come il nostro in cui si parla tanto di “certezza della pena”, di “responsabilità” e di “omertà”, proprio coloro che dovrebbero dare l’esempio agiscono impuniti infrangendo ogni legge scritta e non, disonorano razionalmente la divisa e l’istituzione rappresentata, difendono chi fra loro sbaglia impunemente.
    Ill.mo Ministro degli Interni, dopo tante elucubrazioni, sono giunto ad una conclusione: se queste persone fossero state immediatamente riconoscibili, responsabili perciò delle loro azioni, non si sarebbero comportate in quella maniera ed io non avrei perso tanto.
    Le chiedo quindi: com’è possibile che in Italia i poliziotti non portino un segno di riconoscimento immediato come accade nella maggior parte delle Nazioni europee?
    Ill.mo Ministro degli Interni, io non cerco vendetta, semmai Giustizia.
    Mi appello a Lei ed a tutte le persone di buon senso affinché questi uomini vengano fermati ed impossibilitati nello svolgere ancora il loro “dovere”.
    Chiedo quindi che si faccia il processo e nulla sia insabbiato.
    Cordiali saluti.
    Paolo Scaroni, vittima di uno Stato distratto.
    http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2009/12/02
    http://www.youtube.com/user/giustiziaperpaolo
    http://www.youtube.com/watch?v=EZBSD0SszK0

  16. Alessandro Bruschi 11 Gen 2010 at 10:06 #

    Io penso che il razzismo sia tale se rivolto a Balotelli che rivolto al migrante “anonimo” ed entrambi ne siano le vittime.Detto questo il calciatore,benchè più esposto pubblicamente ha sicuramente più visibilità mediatica,una vita nettamente migliore e più possibilità di difendersi del venditore senegalese o del migrante di Rosarno.Quindi propendo più per la messa in evidenza dei secondi,che fanno una vita di merda, sono costantemente umiliati nell’indifferenza generale e non possono andare in tv a rispondere alle offese.
    Inoltre direi che se un giocatore,bianco o di colore, è scorretto o maleducato puoi sicuramente urlargli contro nel merito,anche mandarlo af..quel paese..ma negro di merda no,è un altra storia.

  17. Raffaele Della Rosa 11 Gen 2010 at 11:00 #

    X Dani, un ricco non è meno vittima ma spesso, NON SEMPRE, ha 1)magggiori possibilità di difesa 2)Gratificazioni dalla vita che lo feriscono meno, comunque Balotelli è un campione…I soldi, molte volte, non sono solo soldi ma anche potere, influenza politica ecc. ecc, come dici tu stesso Berlusconi me lo ha insegnato 🙂 🙂
    Ma prima di lui una certa F. Sagan che fa dire ad un proprio personaggio, che piangere è brutto, sempre, ma che piangere sulla panca di legno di un tram è peggio che piangere sulla poltrona di una Jaguar (cito a memoria)….
    Balotelli fino ad ora non ha mai preso posizione sul razzismo che colpisce tanta gente meno fortunata di lui e questo non me lo fa sembrare un eroe….

    x Paolo T. il fatto che tu non ti sia mai lasciato andare a carognate razziste non credo ti impedisca di sentire e vedere quello che tutti vediamo, il razzismo negli stadi.
    Prima c’era, era meno rumoroso, perchè oggi il razzismo è legittimato da una parte consistente della classe politica, vedi dichiarazioni di Maroni sui fatti di Rosarno e contro il buonismo in generale.
    Dichiarazioni di tifosi del tipo che Balotelli in quanto nero non può essere italiano e non dovrebbe andare in nazionale le abbiamo ascoltate in tanti….
    E poi nessuno ha mai definito su queste pagine “merde fasciste” gli ultras del Livorno….chi sa perchè ?

  18. leonello carlo boggero 11 Gen 2010 at 14:55 #

    Paolo T. allora tu sei un ultras gentiluomo,mai un’offesa dici, ti vedo gia’sulla curva ( gia’ la parola “curva” la dice lunga infatti in tutte le lingue slave vuol dire puttana)gridare ARBITRO SCORRETTO!BALOTELLI SEI UN MALEDUCATO! Per favore non farmi ridere,l’ultima volta che sono stato allo stadio (un secolo fa’ al Marassi Genoa-Sampdoria) il piu educato degli impiegati gridava “Arbitru figgiu de ‘na bagascia”.
    Non mi ergo a difensore di Gennaro C.,non ne ha certamente bisogno e neppure mi sta a cuore difenderlo, ma secondo Paolo cosa sono dei “pseudo-tifosi” ovvero gli ultras che urlano o scrivono “sporco negro”? Dei gentiluomi forse un po’ ubriachi? O annoiati giovanotti che vogliono far parte del branco?
    Se non sono delle merde fasciste, sono perlomeno delle “feci” o perlomeno dei “squadristi verbali”.
    Concludendo Balotelli per me non e’ un’eroe, ma gli insultatori sono “FECI BRUNE”.

  19. paolo tascherio 12 Gen 2010 at 16:12 #

    caro Leonello… sei tu che mi fai ridere
    quà non si tratta se l’arbitro è cornuto o è figlio di una “curva”…
    Io contestavo il fatto che il Professore facesse di tutta un’erba un fascio sulla tipologia degli ultras e eleggesse Mario Balotelli a suo eroe…
    che c’entra tutto il resto?
    E comunque, tornando a me, posso aver alzato il tono qualche volta, ma MAI, mi sono permesso di definire qualcuno “negro di merda”.
    E neppure dall’alto del tuo sapere puoi dire il contrario….

    Saluti

  20. Dani 15 Gen 2010 at 21:31 #

    Raffaele, non prenderla sul personale, ma è una vecchia tara da gruppettari quella di misurare la gravità di un torto dalla simpatia che ci fa la vittima. È un ragazzino! Visto che non si comporta come il modello ideale di Compagno Negro allora chi gli lancia le banane è meno colpevole? O Tommie Smith o niente? Chi fa questi distinguo poi non alza neanche il culo per gli sfruttati di Rosarno. E quegli zingaracci con le mercedes e le parabole, pensa…

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