Thursday 09 February 2012, 23:20

Inizia un caldo 2010 per il Messico

003n1pol-1 CITTÀ DEL MESSICO – L’anno per i messicani, quelli delle classi medie e popolari s’intende, è cominciata con una rabbia ancora sorda e con una preoccupazione diffusa. In un continente dove le tasse dirette sulla ricchezza sono semplicemente risibili, l’aumento dell’IVA al 16% dal primo gennaio suona come una beffa e una nuova ingiustizia. Così il governo di Felipe Calderón, che ha sulla coscienza già 16.000 morti in tre anni nella guerra del narcotraffico nella quale lo stato, la politica, l’esercito sono parte in causa, ha scelto su quali spalle far pesare l’assoluta incapacità del suo governo e del modello neoliberale di risollevare il paese: quegli 80 milioni di messicani che già hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Che però reagiscono: alla chiusura di questo articolo, l’alba di martedì in Messico, decine di blocchi stradali sono segnalati nelle principali strade del paese.

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  1. Raffaele Della Rosa | 9 gennaio 2010 13:32 | Rispondi

    “In un continente dove le tasse dirette sulla ricchezza sono semplicemente risibili, l’aumento dell’IVA al 16% dal primo gennaio suona come una beffa e una nuova ingiustizia.”
    Ma nel nostro continente, compatibilmenete con la resistenza testarda di quelli che hanno gli occhi rivolti al passato, incomincuando dall’ Italia, gli omologhi, magari un poco invidiosi, di Calderon come Berlusconi qualche passo in quella direzione comunque lo vogliono muovere.
    In un’ intervista a la Repubblica il cavoliere dice esplicitamente che alla ripresa della propria attività politica ”il primo passo è proprio la “riorganizzazione” del sistema fiscale. Recuperando il “vecchio” progetto del 1994. Quello che portò alla vittoria elettorale dell’allora Polo delle libertà: due sole aliquote, al 23% e al 33%. Un disegno che adesso preferisce chiamare “riforma tributaria” per far capire che non riguarderà solo gli scaglioni Irpef, ma l’insieme dell’imposizione. Sebbene il cuore dell’intervento governativo si concentrerà proprio sul taglio delle tasse per le persone fisiche. ”
    Che non si tratti di un fraintendimento del giornalista lo conferma anche un pezzetto comparso, anche questo oggi, sul Corriere dove si dice che per dare un segnale di aiuto alle famiglie in difficoltà si vuole
    ” Modificare il carico fiscale, spostandolo maggiormente dal reddito ai consumi, è una delle opzioni sul tavolo.”
    Di questo tipo di aiuti, ovvero meno tasse, minore progressività, (anticostituzionale, potenzialmente) e MENO SERVIZI SOCIALI, quelli che appunto aiutano le famiglie meno favorite, gli italiani saranno contenti ?
    Nell’immediato credo di sì. L’abitudine ad una macchina pubblica che funziona non all’altezza dei bisogni e delle aspettative fa sì che la gente, ANCHE QUANDO SE NE RENDA CONTO, non si ribelli immediatamente e fortemente a questo giochetto di prestigio.

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