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Il lento declino di Internet Explorer (e di Microsoft)

StatCounterGlobal Dopo la notizia che la Cina ha superato gli Stati Uniti per la produzione di automobili, il simbolo dell’industria materiale del secolo XX e della società dei consumi un’altra notizia, sia pur meno cogente, testimonia il definitivo passaggio di secolo. Internet Explorer, il browser di Microsoft preinstallato nella maggior parte dei computer al mondo, in appena un lustro è passato dall’essere usato dal 90% ad appena il 55% degli utenti Internet.

E’ un segnale che il mondo del software proprietario di Microsoft sia alla fine. L’impresa che ha in buona sostanza creato il Personal Computer sta lentamente cedendo il proprio controllo e Bill Gates può godersi la propria dorata pensione. L’avvento di Internet fu l’inizio della fine per il monopolio assoluto di Microsoft, non a caso indicata come il nemico per eccellenza da tutti i fautori della condivisione della conoscenza.

La multinazionale di Seattle all’inizio dimostrò di non credere nell’importanza della Rete, quindi fu costretta a rincorrere. La rincorsa riuscì e nel 2004 proprio beneficiando di una posizione largamente dominante nel mercato dei sistemi operativi, Microsoft era riuscita ad imporre il suo browser, Internet Explorer, in oltre il 90% dei computer al mondo.

Complici alcune decisioni antimonopoliste soprattutto dell’Unione Europea, ma soprattutto per la forza del mondo della condivisione della conoscenza (il simbolo del quale in questo campo è Mozilla Firefox) quelle quote erano destinate ad essere erose e gli ultimi mesi confermano il declino di IE e con esso il fatto che l’era di Internet veda il tramonto del monopolio Microsoft sull’intero mondo dei computer. Nel 2005 IE era all’85%, nel 2006 dell’80%, nel 2007 del 75%. Ancora a novembre 2008 la quota di IE era del 68% ma negli ultimi dodici mesi si è scesi a precipizio (come il grafico di StatCounter, la nostra principale fonte, mostra) fino al 55% tanto che potrebbe essere anticipato a quest’anno il superamento verso il basso della quota del 50% di mercato.

Restando al mondo desktop la novità è che se IE perde 13 punti in un anno il principale concorrente, Mozilla Firefox, di questi punti persi ne ha fatti propri appena la metà, passando dal 25 al 32% al mondo. Firefox è già primo in alcuni paesi tra i quali il Vaticano, Cuba, la Finlandia mentre è in controtendenza e in leggera discesa in Italia passando dal 31 al 30% degli utenti. Sì, un anno fa l’Italia era sopra la media e adesso è sotto. Vorrà dire qualcosa in movimenti che hanno trend mondiali abbastanza omogenei dall’Africa agli Stati Uniti, dall’Oceania all’Europa.

E’ comunque un trionfo per Firefox passare in un anno da un quarto ad un terzo dei computer al mondo ma il fatto di aver capitalizzato solo la metà di quanto perso da IE è anche il segnale che nuovi concorrenti si stanno consolidando e un futuro di diversificazione si profila. Non temono IE e Firefox lo stazionario Safari destinato al mondo Mac, e neanche Opera, il browser che anzi passa dal 3 al 2% (6.5% nella nativa Norvegia e che ha il punto di forza nel quasi 27% del mercato mobile). Temono invece Chrome, il browser di Google, che in un anno passa dallo 0.9 al 5.4%. Che sia questo e non Firefox l’Internet Explorer degli anni ‘10?

Tutto ciò in un contesto nel quale il mondo desktop rappresenta sempre meno l’unica maniera di accedere alla Rete e le connessioni via cellulare testimoniano una maggiore biodiversità (o forse solo gioventù) del settore. Il mondo mobile vede infatti in testa il citato Opera col 27%, seguito dal modaiolo iPhone col 22% e dal browser Nokia (scarsissimo in realtà) col 19%. Ovvero la quota che nel mercato desktop un anno fa aveva il solo IE nel mercato mobile è suddivisa tra ben tre soggetti e con altri due iTouch e Blackberry che sfiorano il 10%. Certo… l’accesso al web dal cellulare corrisponde a circa l’1.5% degli accessi (98.5 è ancora desktop) ma è più che raddoppiato nell’anno che si è appena chiuso visto che partiva dallo 0.6%. Tutto è in movimento insomma e tra dieci anni le mappe saranno completamente diverse. E voi cosa usate? Perché?

Gennaro Carotenuto è autore di Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

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