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Città del Messico di “sì” ai matrimoni omosessuali

Città del Messico dice “sì” ai matrimoni omosessuali. Sarà dunque la prima capitale dell’America latina a permettere i matrimoni tra persone dello stesso sesso, accompagnata in tutto il mondo da Belgio, Canada, Norvegia, Olanda, Spagna, Sudafrica, Svezia e alcune città degli Stati Uniti d’America.

Con 39 voti a favore, 20 contro e 5 astensioni il matrimonio civile si ridefinisce come “la libera unione di due persone” per cui d’ora in poi, i coniugi, indipendentemente dal sesso, avranno accesso a tutti i servizi previsti dallo stato sociale e al reciproco riconoscimento giuridico. Questo, a soli due anni di distanza delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

L’Assemblea legislativa, retta a maggioranza dal PRD (Partito Rivoluzionario Democratico) delibera inoltre con 31 voti a favore, 24 contrari e 9 astensioni un provvedimento per rimuovere il vincolo che impediva le adozioni per le coppie omosessuali. “Un colpo di mano” accusano a gran voce dall’opposizione i rappresentanti del PNA (Partito Nazionale d’Azione). Secondo loro, infatti, dal provvedimento originariamente messo ai voti sarebbe stato escluso il capitolo delle adozioni.

Nel frattempo Città del Messico festeggia il suo primato continentale, nonostante la città di Buenos Aires (Argentina) sia stata sul punto di raggiungere lo stesso traguardo ai primi di dicembre. Primo matrimonio tra persone dello stesso sesso, celebrato e subito dopo impugnato da un giudice, in un conflitto di competenze ancora sospeso tra tribunali cittadini e tribunali federali.

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