Friday 10 February 2012, 04:20

Silvio Berlusconi (e i suoi nemici) di fronte al destino

Capture Sono sempre molto felice di ricevere commenti, stimoli, suggerimenti, critiche da parte degli amici di “Giornalismo partecipativo”. Sono una componente indispensabile. Soprattutto chi mi legge tramite la newsletter tende a scrivermi per email e mi dispiace quando non riesco a rispondere personalmente.

Quando c’è un tema molto dibattuto, come l’aggressione a Silvio Berlusconi (solo tra sito e newsletter i contatori si stanno avvicinando a 10.000 letture in meno di 24 ore, senza contare ribattute e social network) mi interessa molto capire in che senso vanno i commenti.

In questo caso vanno soprattutto in due sensi. C’è un filone che o mi spiega che l’attentatore non si chiama Anteo Zamboni oppure mi critica perché ho usato nomi (Sarfatti, Arpinati, Zaniboni, Schirru) che considera falsi. Ringrazio in entrambi i casi. Ma c’è un altro filone di gran lunga prevalente che mi partecipa delle proprie tesi complottiste: “Sono sicuro che se l’è organizzato da solo” è la tesi.

Io non sono complottista per natura, in primo luogo perché, a voler parlare seriamente, ci vogliono sempre le prove e fino a prova contraria una cosa è dire che Berlusconi sia un poco di buono e un’altra dimostrare che abbia commesso questa o quella azione criminale. Ma non sono complottista perché sotto il cerone macchiato di sangue che si disfaceva (non lo sto dicendo per irriderlo ma è la realtà il fatto che il sangue disfacesse il trucco) credo di avere visto davvero un uomo impaurito.

Sotto il trucco disfatto dal sangue ho visto un uomo che si è costruito fino a ieri un’immagine di superuomo in grado di sfidare la giustizia degli uomini e forse, contando di vivere fino a 120 anni, pure quella divina. Sotto il cerone macchiato di sangue il dottor Zangrillo ha raccontato di un uomo in difficoltà, a mangiare, riposare, riprendersi, che forse in quel momento ha dovuto fare i conti col suo superomismo per scoprirsi finalmente mortale. Forse in quel cerone insanguinato è andato via il miles gloriosus, quello delle 18 ore per lavorare, tre per dormire e tre per fare sesso e si è palesato il vecchio impaurito di fronte al destino. Certo senza l’altezza dell’Adriano yourcenariano, ma sì, con un barlume di coscienza che dice che il grande inganno sta finendo.

No, non credo al complotto e condanno Massimo Tartaglia come condanno la canea strumentalizzatrice del PdL. Probabilmente sbaglio e sicuramente domani Berlusconi tornerà quello che è sempre stato, ma per la prima volta ho visto nello sguardo di Berlusconi qualcosa di umano. Ho visto paura, incertezza, spossatezza, la fragilità di un uomo anziano che in un attimo ha capito che non si può stravolgere la realtà per sempre. No, non credo al complotto. Per niente al mondo Berlusconi avrebbe voluto mostrarsi per quello che è indipendentemente da Massimo Tartaglia: un uomo al crepuscolo della sua vita pubblica.

Leggi anche: http://www.gennarocarotenuto.it/11770-aggressione-a-silvio-berlusconi-se-la-politica-si-ritira-sullaventino/



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  1. emanuele | 14 dicembre 2009 17:49 | Rispondi

    Mi viene difficile non essere complottista parlando di un piduista, ma come dice lei professore, ci vogliono prove per sostenere certe cose e io non le ho.

    Però c’è qualcosa che a mio avviso smentisce la sua ultima affermazione: se nota dai filmati dei telegiornali Berlusconi prima sale in macchina, ma poi riesce fuori e si mette in piedi per mostrare la sua faccia vittima dell’ “attentato”.
    Sarà stato impaurito, spossato, ma non ha perso l’occasione per il suo solito show personale.

  2. Alessandro Bruschi | 14 dicembre 2009 18:02 | Rispondi

    E’vero, lo sguardo del premier è quello che descrive Gennaro,ma… la poderosa rimonta sul predellino dell’auto,a mostrarsi alla folla grondante di sangue ma non domo dopo siffatte ferite,mi dimostra vieppiù che l’ardire dell’uomo ancor non sconfitto,pronto a nuova tenzone.

  3. Paolo Roversi | 14 dicembre 2009 18:13 | Rispondi

    Uno che ha preso una legnata di quel genere in faccia è inevitabilmente sotto choc. L’uscita dall’auto col viso grondante è stato puro istinto mediatico di cui è innegabilmente dotato. Resta, come dici tu lo sfregio all’immagine del superuomo, resta una piazza politica becera, volgare e fascista che usa la situazione per aggredire la logica delle cose. Resta, un’opinione pubblica che si accontenta, e a cui forse piace questa finzione della realtà.

  4. antonio12358 | 14 dicembre 2009 18:19 | Rispondi

    Ho pensato la stessa cosa. Per la prima volta (o una delle prime) la maschera è calata e dietro si è vista un’espressione vera: quella di un vecchietto spaventato, quasi smarrito. Ho persino provato compassione per lui, non tanto per l’infortunio in sè, quanto per quell’espressione che gli ha temporaneamente restituito un po’ di umanità.

    Poi subito dopo ho iniziato a sentire le baggianate della destra sul “terrorista” e sul “clima d’odio”, e allora tutta l’empatia nei suoi confronti si è di nuovo azzerata.

    Dubito che questa vicenda lo possa addolcire come tu implicitamente auspichi. Piuttosto il suo complesso di persecuzione peggiorerà ulteriormente, e quando le persone si sentono in trappola di solito diventano ancora più aggressive.

    Vedo nubi molto nere all’orizzonte.

  5. gemellidiversi | 14 dicembre 2009 21:23 | Rispondi

    La personalita’ di soggetti come Berlusconi sono molto piu’ complesse di quanto si creda.Se lo sarebbe mai aspettato che uno come Hitler,che ha causato la morte di milioni di persone,avesse tanta paura del dentista da mettersi a piangere?Io credo che personalita’ schizoidi e paranoiche possano architettare qualsiasi messa in scena,anche le piu’ incredibili.

  6. Raffaele Della Rosa | 14 dicembre 2009 23:58 | Rispondi

    “Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi”….e poi tutti sappiamo come è finita….. :-( :-(

  7. Alessandro Vigilante | 15 dicembre 2009 01:01 | Rispondi

    Ringrazio Gennaro per le lucide riflessioni sul caso e concordo pienamente con il commento di Paolo Roversi.

  8. Doriana Goracci | 15 dicembre 2009 08:40 | Rispondi

    Qualche anno fa stavo in auto con mia madre a Roma e per parcheggiare, bloccando quasi il traffico di una stretta via ed ecco che da dietro arriva uno e si mette bello bello, scendo e gli dico, lui ancora alla guida, che era chiaro che ci stavamo parcheggiando noi e lui, poco più di 20anni, testa rasa, mi dice il posto è mio, a questo punto gli dico imbecille e basta. Faccio a tempo a rimettermi seduta vicino a mia madre alla guida e arriva il suo metro e ottanta e forse 45 di scarpa a sfondare lo sportello e infrangere il vetro, ero coperta di frammenti e lui tranquillo a dire ne vuoi ancora mentre continuava a sfondare.Come in un rap demenziale, mia madre prese a parlare piano e dirgli perchè stava facendo tutto questo. Io sono rimasta ferma senza parole, subii una violenza e per mia fortuna non consumata, sessuale, quando ero ragazza e ricordo che non mi uscii neanche un rantolo dalla gola. Si allontonò per parlare con una sua amica in motorino, io presi la targa e chiamiammo la polizia. Non venne nessuno per mezz’ora…lui continuava a minacciare e guardarci…andammo dai carabinieri, mi sgrullai tutti i vetri che avevo addosso, all’ultimo mia madre non volle fare denuncia, sapeva che lui aveva nei dettagli chi eravamo e dove trovarci, il carabiniere non la smentì e disse che avevamo molti giorni di tempo per pensarci. Io ero furibonda con mia madre e con me stessa, oggi capisco il suo coraggio, la sua fermezza e la pazzia che regna, anche quella di capire la violenza agita che agisce che mette paura, come dire che chiedo protezione al papa e una guardia mi punta la spada e mi dice di stare lontano…allora si prega la madonna un dio minore e si continua a guardare questo manicomio questo carcere umano.
    Non sappiamo niente lo ripeto, dei luoghi di contenzione tutti, non possiamo vederli e non vogliamo vederli, questo penso Gennaro.E scusa i miei personalismi ma non posso fare a meno di fare i conti con me altro che con questo Volto e i suoi truccatori.

  9. Antonio Castellarin | 15 dicembre 2009 10:22 | Rispondi

    Francamente a me della psicologia di Berlusconi non mi importa piu’ di tanto.
    Un dato che e’ stato sollevato da molti giornali esteri, l’ho trovato analizzato da Travaglio (QUI http://www.youtube.com/watch?v=rQxiQMw9mqY&feature=player_embedded )
    Che appunto cita giornali esteri come :

    Agresión a Berlusconi
    ( http://www.rebelion.org/noticia.php?id=97049&titular=nadie-habl%F3-de-los-custodios- )
    Nadie habló de los custodios
    Peter Popham (15-12-2009)
    Las críticas de los medios locales se debieron haber enfocado a la falta de efectividad de la vigilancia de Berlusconi. Pero no. Se orientaron a si el atacante era un activista o formaba parte de una organización.

    Un articolo di ieri per Pagina 12 (Argentina) e The Independent (Inghilterra)(QUI http://www.pagina12.com.ar/diario/elmundo/4-137000-2009-12-15.html )

    Guardando le cose, senza psicologismi, e da lontano, si notano aspetti principali della sequenza, e del come sia stato possibile che accadesse.

    Il giorno dopo che UDC lancia il nuovo “CLN”, che l’Innominato e ancora piu’ nella me…, i guardiaspalle (a centinaia) lasciano un pertugio?

    No non sono un complottista, non sono antiamericano, non sono … (finito il mio autodafe’,…. cioe’ all’inizio, perche’ i “non sono” che mi esigono sono infiniti), penso di essere nel XXI secolo, e ne ho fin sopra i capelli delle inquisizioni, sante o meno.

    Tutta la mia solidarieta’ a Rosy Bindi e Di Pietro.

    Denunciare le manovre liberticide, e l’ignavia di una opposizione che a volte e’ “casta” a volte non piu’, flip-flop, e’ la nostra principale necessita’.

    40 anni fa, oggi, passavo dall’ Hotel Commercio alla Statale, mentre altri facevano funerali esecrando anarchici, con altri che aprivano finestre. Abbiamo gia dato non mi piacciono ne le tragedie ne le farse, mi piace la partecipazione cosciente e attiva.

  10. Rudi Menin | 15 dicembre 2009 14:32 | Rispondi

    Per uno che ha costruito il suo personaggio sull’ immagine di uomo forte e vincente coltivando ossessivamente il culto della personalità che alimenta a dismisura un ego oramai fuori controllo parlare di complotto contro di sè e la sua icona mi sembra quantomeno un esercizio di pura dietrologia. In questo senso sono d’ accordo con Gennaro ed alcuni commenti nelle loro analisi.
    Su tutto il resto stendiamo un velo pietoso vista l’ ipocrisia che sprizza dai pori di una società temporaneamente, spero, abbandonata
    dalla ragione. I cortigiani al servizio del presidente del consiglio ne sono una dimostrazione evidente, a cominciare
    da chi parla di atto di terrorismo quando gli stessi, q-u-o-t-i-d-i-a-n-a-m-e-n-t-e, fomentano le masse attraverso il loro frasario delirante che, insieme alle politiche razziste di cui se ne fanno anche vanto, spargono odio che genera e sfocia, molte volte, in episodi di violenza. Episodi che oramai non fanno nemmeno più notizia. Ogni riferimento a bossi ed ai suoi caporali è chiaramente voluto.

  11. Raffaele Della Rosa | 15 dicembre 2009 15:49 | Rispondi

    Ne raccomando la lettura per la sua equilibrata durezza, non urlata, ma non per questo meno tagliente e sdegnosa

    http://www.sabinaguzzanti.it/2009/12/15/caso-duomo/

  12. Rudi Menin | 17 dicembre 2009 11:44 | Rispondi

    Ho ricevuto questa simpatica provocazione:

    Attentato a Berlusconi e mandanti morali.
    Il fatto in sé è semplice: un folle attua un gesto deprecabile e il servizio di sicurezza del presidente del consiglio si fa bucare da un pirla qualunque. Troppo semplice, bisogna trovare la responsabilità degli avversari politici e quindi avanti con le geremiadi sulla campagna d’odio di una opposizione irresponsabile.
    Allora vediamo i simboli.
    L’attentatore aveva forse in tasca simboli anarchici o bandiere rosse? No, in tasca aveva un crocifisso. E l’arma del delitto era forse la falce e martello o una statuetta di Lenin? No, era una miniatura del duomo di Milano.
    Allora, un vecchio libertino che ha disfatto due matrimoni, che porta a casa minorenni e si accompagna con donne di facili costumi, colpito da aggressore con crocifisso e armato di modellino di chiesa cattolica, due più due fa quattro: il movimento responsabile morale dell’aggressione è quello a favore del crocifisso, scatenato contro le moschee e per l’affissione della croce ovunque.
    Movimento guidato da infiniti sindaci e comitati, che armati di ordinanze e petizioni intendono scacciare infedeli e miscredenti, per l’affermazione delle radici culturali, dei valori fondanti della famiglia, dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale, dell’onore, del rispetto della pudicizia e della verecondia delle nostre donne? Non commettere atti impuri, non desiderare la donna d’altri. Forse dietro all’attentato a Berlusconi c’è una trama internazionale? Governi stranieri tipo il Vaticano?

    Roberto Callegaro

  13. Raffaele Della Rosa | 17 dicembre 2009 12:47 | Rispondi

    Scusa Rudi, anche tu ci stai cadendo…la razionalità, la semplicità. l’evidenza cartesiana sono provocazioni?????

    ALTRO CHE SIMPATICA PROVOCAZIONE, QUANTO ESPOSTO ED EVIDENZIATO DA CALLEGARO, se non è vero, E’ VERISSIMO.

  14. Rudi Menin | 17 dicembre 2009 14:24 | Rispondi

    In realtà, caro Raffaele, sono d’accordo con te. Solo che, con la definizione di “simpatica provocazione”, volevo dare qualche speranza agli ammiratori di Dan Brown per l’ uscita del suo prossimo libro…..:)

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