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Terrore in Honduras: sequestrato e decapitato un attivista della Resistenza

Non risulta che ci siano prese di posizione di Álvaro Uribe o Hillary Clinton, il fior fiore della democrazia occidentale, né una riga sola scritta dai gagliardi Omero Ciai, Rocco Cotroneo o Emiliano Guanella, i Pulitzer della stampa italiana sull’America latina, sul ritrovamento del corpo decapitato di Santos Corrales García, un attivista della resistenza hondureña a 50 km dalla capitale Tegucigalpa.

Secondo molteplici testimonianze, raccolte dal Codeh, una ONG in difesa dei diritti umani, Santos era stato sequestrato poco più di una settimana fa da cinque incappucciati in divisa di uno dei corpi di polizia della dittatura di Roberto Micheletti insieme ad altre quattro persone, tutti attivisti della Resistenza al golpe del 28 giugno. Sempre secondo il Codeh Santos Corrales García sarebbe stato sequestrato e torturato per estorcere informazioni su Ada Marina Castillo, una dirigente della Resistenza.

Infine è stato ucciso e decapitato (con la complicità di chi ha riconosciuto le elezioni del passato 29 novembre e della stampa che non denuncia tali barbarie) e il suo corpo fatto ritrovare per lanciare a tutti i democratici honduregni e latinoamericani un messaggio di terrore.

Tutto tranquillo in Honduras?

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