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Chiamala, se vuoi, progressività.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività, dice l’art.53 della Costituzione italiana vigente. Quando i prezzi salgono è facile passare a un’aliquota superiore, e quindi avere meno reddito disponibile, pur avendo lo stesso, o magari inferiore, potere d’acquisto. Questo fenomeno si chiama drenaggio fiscale (fiscal drag in inglese), come spiega anche wikipedia.

Ho preso in considerazione i numeri dell’ultimo decennio e ho trovato queste cosette.
In sintesi: fra il 1998 e il 2009 la differenza fra l’aliquota dell’ultimo scaglione e quella del primo diminuisce di 7 punti percentuali, mentre fra il 1998 e il 2009 anche la differenza fra l’aliquota dell’ultimo scaglione e quella del terzo diminuisce di 7 punti percentuali, passando da 12 a 5 punti percentuali soltanto!
Nei tre anni citati l’aliquota dell’ultimo scaglione (che parte da 70.000 euro nel 1998 e nel 2003, e da 75.000 euro nel 2009) scende dal 46% dell’anno 1998, al 45% nel 2003, al 43% del 2009.
Provo a sintetizzare: chi paga le imposte, a parità di reddito, ne paga di più (fiscal drag), la progressività dell’imposta sul reddito è diminuita drasticamente, l’aliquota sui redditi più alti diminuisce.
In conclusione, chi paga le imposte e ha un reddito inferiore a 70-75 mila euro, vale a dire la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani, fra fiscal drag, riduzione della progressività, sostegno ai redditi alti, se facesse le barricate e assaltasse banche e paradisi fiscali, con il coltello fra i denti, ne avrebbe tutte le ragioni, dicono i numeri.
Esistono partiti o sindacati in Italia, negli ultimi dieci anni, magari anche venti, che hanno spiegato a noi contribuenti queste cose e hanno lottato per combattere esplicitamente tutte e tre le fregature descritte? Cioè che hanno provato a ridurre il crescente impoverimento e la crescente solitudine dei lavoratori?
Ognuno cerchi la risposta, se vuole.
PS: Parafrasando Altan: a volte mi vengono in mente poesie che non condivido; questa volta mi viene in mente questa poesia di Bertolt Brecht:
Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

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