Thursday 09 February 2012, 21:56

L’ appello del Papa agli artisti.

Due o tre giorni fa ho sentito un altro appello del Papa verso gli artisti. In pratica li chiamava a lavorare per la Chiesa Cattolica.
C’è stato un precedente con Papa Woitila quando ho cominciato la mia attività decennale di artista. Disse in televisione che la Chiesa Cattolica aveva bisogno di artisti.
Mi andai subito a proporre come uno che ha idee proprie ma realizza anche le esigenze del committente fedelmente. Purtroppo localmente cascarono tutti dalle nuvole. Non sapevano dell’appello.

In breve mi trovai in un ambiente in cui un sacco di pensionati o insegnanti volevano lavorare gratis per la Chiesa e cercavano in tutti i modi di donare qualcosa purchè rimanesse esposto. Annigoni stesso donò opere a Montecassino e altrove.
Se tutti donano non ci potrà mai essere lavoro. Già è molto difficile eccellere per i professionisti figuriamoci per chi non lo è.

Alla fine ho trovato tre buoni sacerdoti che mi hanno commissionato due lavori grandicelli nella loro chiesa e questo è stato tutto. Sembravano più commissioni pagate di tasca propria che altro. Comunque i prezzi erano bassi. Li ho visti pienamente soddisfatti e ce n’era uno che se ne intendeva.

Poi è arrivato qualche lavoretto di “restauro”, spesso ricostruttivo, su opere successive al periodo vincolato dai beni culturali (perché per fare restauro su opere antecedenti ad un certo periodo ci vogliono complicatissimi iter di permessi e garanzie). Spesso il “restauro” era da imbianchino rifinito con rifacimento di decorazioni di finto marmo.
Ma anche questi erano troppo rari. Eppure le mie parcelle erano concorrenziali.

Accettavo questi rari lavori da “imbianchino”, in assoluto sottordine, per dimostrare la mia buona volontà sperando di avere poi un numero sufficiente di commissioni (all’epoca miravo al milione e centomila lire al mese degli statali).
Il tempo passava e gli ordini sufficienti non arrivavano, anzi, Il “fatturato” era quasi inesistente.
Scaduti i dieci anni non potevo continuare così e dovetti cambiare lavoro lasciando a metà una piccola vetrata decisamente innovativa (non mi risulta che nessuno avesse mai avuto un idea come quella).

Un po’ prima di abbandonare mi arrivò la proposta di fare il dipendente di un gruppo che praticava restauri qua e là. Il problema era che non avevo vere competenze di restauro, non ero più abbastanza giovane per far “carriera” e l’imbianchino non era il mio mestiere.

Un amico ingegnere chimico anziano, che lavorò in tutto il mondo, favoleggiava di persone arricchitesi con l’appoggio della Chiesa ma io non ne so niente.

Il fatto è che la Chiesa ha un patrimonio immobiliare enorme con grandissime spese per ristrutturazioni continue, complicate tantissimo dal vincolo dei beni culturali, un patrimonio artistico sterminato con spese di vero restauro ingenti e non è un organizzazione con fini di lucro. Poi ci sono il terzo e quarto mondo che sono pozzi senza fondo.
Con tutta probabilità non hanno soldi per garantire il lavoro ad un artista.

Ma non te lo diranno mai chiaramente e questo è un grave problema.

E poi tanto c’è un sacco di gente che vuole donare un sacco di opere per forza per salvarsi anche l’anima o per essere famosi.

Insomma, cari giovani artisti che avete bisogno di guadagnare: neanche lì niente da fare. Il Rinascimento è decisamente finito da un bel pezzo.
Oggigiorno l’arte la possono fare solo i ricchi e gli statali la domenica.

Via i mercanti dal tempio, avanti artisti ricchi e pensionati donatori.



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  1. Doriana Goracci | 29 novembre 2009 02:15 | Rispondi

    Una storia “divina”…Grazie per essere rimasto lo stesso umano.Eroicamente resistente, una lezione magistrale.

  2. Marco Calvanella | 29 novembre 2009 15:26 | Rispondi

    Cara Doriana, ti ringrazio. Se vuoi vedere di più vienimi a trovare su Google a: http://crisiprotestaeconsiderazioni.blogspot.com
    e in Facebook. Bisogna entrare perchè inspiegabilmente mi hanno chiuso dentro e non risulto in Internet.
    Un affettuoso saluto.
    Marco

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