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Alla FAO si ricordano che molti di loro sono gli eredi di assassini di decine di milioni di esseri umani?

"La conquista europea dell’Africa diede spesso luogo ad atrocità su larga scala. I due casi limite furono probabilmente quelli del Congo e dell’Africa Sudoccidentale tedesca (attuale Namibia).

Nello Stato Libero del Congo il re Leopoldo II del Belgio per rifarsi dalle colossali spese sostenute per colonizzare la regione inaugurò un sistema di sfruttamento intensivo delle risorse naturali del paese. Raccogliere la maggior quantità possibile di gomma selvatica (caucciù) divenne il compito principale degli agenti dello Stato e gli indigeni furono costretti al lavoro forzato e sottoposti a un regime di terrore e rappresaglie armate. Le notizie delle atrocità portarono alla nascita di una campagna di protesta, specialmente in Inghilterra e poi negli Stati Uniti, guidata dal giornalista inglese Edmund Dene Morel e dal diplomatico Roger Casement che eseguì un’ispezione e preparò un rapporto sulla situazione del paese. Nel 1908 il Congo venne annesso al Belgio e sottoposto alla sovranità del Parlamento belga. Questa data segnò la fine del regime del terrore, anche se il lavoro forzato e le punizioni corporali continuarono ad essere diffuse nella colonia. Il giornalista americano Adam Hochschild, autore del bestseller storico Gli Spettri del Congo, ritiene che dieci milioni di congolesi siano morti negli anni in cui il paese era sottoposto al dominio personale di Leopoldo II.

Lo stesso modello di sfruttamento venne riprodotto nel vicino Congo francese (attuale Repubblica del Congo), con conseguenze drammaticamente analoghe. L’esploratore Pietro Savorgnan De Brazzà, mandato ad investigare nel 1905, dopo che alcuni omicidi efferati commessi dai funzionari bianchi avevano turbato l’opinione pubblica, iniziò la stesura di un severo rapporto ma morì prima di portarlo a termine. Lo scrittore André Gide, che visitò il Congo venti anni dopo, riferì che poco era cambiato nella situazione del paese.

Le atrocità nell’Africa sudoccidentale tedesca riguardarono invece gli Herero, una popolazione di pastori di lingua bantù che oggi conta circa 120000 persone. Nel 1904 gli Herero si ribellarono alla colonizzazione e massacrarono duecento coloni tedeschi. La risposta del generale Lothar von Trotha condusse al primo genocidio del XX secolo. Von Throta emise un "ordine di annientamento" che recitava "Qualsiasi Herero che si trovi entro le frontiere tedesche, armato o no, in possesso di bestiame o senza, sarà abbattuto". Gli Herero furono deportati in massa nel deserto di Omaheke dove morirono di fame e di sete in seguito all’avvelenamento dei pozzi da parte delle truppe tedesche. Si calcola che le vittime siano state 65 000 Herero (80% della popolazione totale). A lungo dimenticato, il genocidio degli Herero è tornato di attualità in Germania da qualche anno, anche grazie a un telefilm che ha scosso la coscienza dei tedeschi. Nel 2004, in occasione del centesimo anniversario del massacro, il ministro Heidemarie Wieczorek-Zeul ha chiesto perdono agli Herero a nome del suo paese."

da wikipedia

"Molti importanti scrittori dell’epoca presero parte alla condanna internazionale di Leopoldo II e del suo sfruttamento del Congo. Tra essi, Arthur Conan Doyle, Booker T. Washington, e quelli sotto menzionati.

Il poeta mistico americano Vachel Lindsay scrisse: "Listen to the yell of Leopold’s ghost / Burning in Hell for his hand-maimed host / Hear how the demons chuckle and yell / Cutting his hands off, down in Hell" ("Udite le urla dello spettro di Leopoldo / Che arde all’Inferno per il gran numero di mutilati / Sentite come i demoni sghignazzano e gridano / Tagliandogli le mani, giù all’Inferno")

Gli spettri del Congo (titolo originale: King Leopold’s Ghost: "Lo spettro di Re Leopoldo") di Adam Hochschild descrive la storia e la brutalità del dominio di re Leopoldo nel Congo Belga.

Il Congo belga di re Leopoldo fu descritto come un regime coloniale di lavoro schiavistico, stupri e mutilazioni in Cuore di Tenebra di Joseph Conrad.

Mark Twain scrisse una sarcastica satira politica, Il Soliloquio di Re Leopoldo."

da wikipedia

"Come mai l’opinione pubblica non fermò in tempo tali atrocità? Perché, ancora oggi, esse rimangono quasi sconosciute? A nessuno viene in mente che i massacri avvenuti in questi anni nella regione dei Grandi Laghi hanno radici negli orrori del colonialismo?
Leopoldo diceva di non essere responsabile davanti a nessuno per ciò che i suoi agenti facevano in Congo. In Belgio, il parlamento e l’opinione pubblica in generale consideravano l’intera impresa imperialistica come un affare sporco del sovrano e non ne volevano sapere. Alle altre potenze coloniali il monarca diceva di guardare in casa propria: agli americani rinfacciava lo sterminio dei pellerossa, ai tedeschi l’eliminazione degli herero in Namibia; agli inglesi gli orrori della guerra anglo-boera; ai francesi gli stessi suoi metodi (lavoro forzato, ostaggi, distruzione di villaggi) praticati nell’Africa Equatoriale."

da kimbau.org

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