Con Álvaro Uribe, la tortura è aumentata in Colombia dell’80%
Chissà perché il presidente colombiano Álvaro Uribe è trattato con i guanti bianchi dalla stampa internazionale, italiana compresa, che si gira sempre dall’altra parte quando in paesi amici dell’Occidente vengono violati i diritti umani. La grande stampa in particolare per il presidente colombiano ha una vera e propria venerazione e quindi non aspettatevi di trovare una sola riga sul rapporto che sarà presentato oggi a Ginevra e che punta il dito su Álvaro Uribe il torturatore. Con lui presidente i casi di tortura da parte dello Stato colombiano sono aumentati dell’80%.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















jacopo | 18 novembre 2009 13:50 | Rispondi
Nella storia del giornalismo nostrano c’è sempre stata la propensione ad accettare le politiche criminali di certi personaggi, forse per ingenua e malsana simpatia o forse per più volgare mancanza di informazione. A tal proposito ricordo il bel libro di Guido Piccoli, che ci racconta la storia della Colombia spogliata dei suoi più elementari diritti dall’epoca del feudo spagnolo. Che l’attuale Presidente colombiano sia l’ennesimo mandante di torture ed esecuzioni non ci scandalizza. Ci fa schifo sapere che sia sempre e comunque ospite gradito di questo paese e che, quando si vociferava in Italia l’arrivo di Marcos dagli altipiani messicani la stampa e il governo di allora tuonava scandalizzata contro l’arrivo di un personaggio incappucciato, senza conoscere affatto la drammatica situazione del Chiapas, di oggi e di allora. Poi non se ne fece nulla. Ma l’imbarazzo della sinistra, eccetto chi il Subcomandante andò poi a trovarlo, fu a dir poco ridicolo. Funziona così: più il volto dell’America Latina è ben truccato dai piani risolutori di Washington, più si tende ad accettare personaggi ostaggi delle politiche colonialiste nordamericane. Ma, scusate, l’Italia non è forse la portaerei USA del Mare Nostrum? E se in questo paese crescessero le banane al posto delle arance, non saremo anche noi una stella mancante nella bandiera più sponsorizzata del mondo?